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Giampietro Stocco

Editore: Frilli
Collana: Tascabili. Noir
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788887923773
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Recensioni dei clienti

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    assur

    19/01/2013 01.26.52

    Veramente coinvolgente. Il colpo di genio finale del conte Galeazzo poi...

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    ferdi

    12/07/2011 15.55.07

    Spunto interessante, come tutti i romanzi ucronici (what if...); ho xo' trovato la trama un po' raffazzonata, con tanti personaggi tratteggiati quasi a macchietta ed uno sviluppo complessivo che non mi ha convinto fino in fondo. Ingenuo ed adolescenziale...e x qualcuno queste sono note positive...certo "La svastica sul Sole" di P.K.Dick e' un'altra cosa...sto cmq leggendo il seguito (Dea del Caos) xke' l'autore merita una seconda chance. Oltretutto ammirevole x aver scelto di trasferirsi nella provinciale Genova (la mia amata/odiata citta') dalla natia Roma..."a capitale aho'". Nota positiva: scorre bene e si legge velocemente, caratteristiche da non sottovalutare, soprattutto oggi!

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    Carlo Menzinger

    16/03/2009 23.44.19

    Stocco è trai principali autori italiani di ucronie. Questo è il suo primo romanzo. La trama è nettamente allostorica: si immagina che Mussolini abbia rinunciato ad entrare in Guerra accanto ai tedeschi e che l’Italia sia rimasta neutrale, che sia morto nel 1944 e che gli sia successo Ciano, pavido ed insicuro. La trama è molto interessante e ben costruita e il lettore si sente subito trascinato a seguire le vicende della nuova stella nascente della politica, Maria De Carli, e dei suoi oppositori. L’occhio dell’autore si sposta con movimenti impercettibili da un personaggio all’altro, effettuando con maestria i cambi di punto di vista. I personaggi sono fortemente caratterizzati, netti e precisi ma mai superficiali, così come netta e precisa ma ricca e articolata è la trama, che risulta molto plausibile e razionale anche se ricca di colpi di scena e sorprese. Lo stile narrativo è pulito e lineare, con un’abile gestione dei dialoghi ed un equilibrato utilizzo delle parti descrittive. Nel complesso dunque un libro molto interessante, che ci fa riflettere sulla nostra Storia patria, su come le cose sarebbero potute andare e su come sono poi realmente andate, un libro che si lascia leggere piacevolmente e che scorre via in fretta ma lasciando sicuramente un segno importante nella memoria e nella coscienza del lettore.

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    Antonio Sacco

    17/01/2007 12.06.33

    E' quanto di meglio ho letto circa il fascismo tra tutti i libri di realtà alternativa che trattano l'argomento. Dettagliato ed intelligente nella riproposizione della fantapolitica anni 70 e nel miscuglio tra personaggi reali ed immaginari.

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    Paolo

    21/04/2006 11.08.20

    Bella prova d'esordio, qualche sbavatura ma non ne risente l'impianto generale. Considerando che si tratta del primo romanzo, tanto di cappello all'autore.

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    Giuseppe

    21/04/2006 11.06.31

    A me non è piaciuto, mi è parso inutilmente nostalgico. Che senso ha ipotizzare il fascismo al potere quando poi ci è andato per davvero? Ma in che mondo vive l'autore?

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    Massimo

    21/04/2006 11.04.33

    Divertente, leggero e nello stesso tempo inquietante. Primo vero romanzo italiano sul "what if". Una sopresa.

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    Giorgio

    21/04/2006 11.03.40

    Dò il massimo, perché il romanzo è curato fino all'inverosimile ed è un libro coraggioso, oltre che fuori dagli schemi e avvincente.

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    Moira

    21/04/2006 11.01.56

    Non do' il top per una serie di errori tipografici piuttosto seccanti e per una veste editoriale un po' spuria: è un romanzo fantastico e lo si etichetta come noir. Per il resto, ottimo esordio, romanzo scattante, a parte un inizio un po' sottotono, ma funzionale al resto della narrazione. Un bel personaggio-chiave al femminile, Diletti è ambiguo al punto giusto.

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    Gilli

    20/04/2006 14.17.19

    Forse un po' carente sul piano dei personaggi, la vicenda è però intrigante e echeggia i temi cari a P.K.Dick. Non ce ne sono tanti in Italia che scrivono così. Bravo.

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    Frida

    07/04/2006 17.09.23

    Ne sono rimasta incantata: una storia fantastica dove tutto s'incastra alla perfezione, anche il dettaglio apparentemente più immaginifico. Un ottimo protagonista, non scontato, e un'anima nera classica, simpaticissima. Come dire che il male è intelligente, sarcastico e soprattutto, donna.

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    Paolo

    07/04/2006 17.06.58

    Un vero noir ucronico, dove il fascismo ha tinto l'Italia di un colore spettrale e, per certi versi - la dittatura televisiva, la sfiducia e la crisi economica - sembra di vivere i tempi di oggi. Ciano così ingombrante e poco credibile come Duce, una donna ne insidia il potere tentando di far collassare il regime verso qualcosa di ancora più crudele. Su tutto, il racconto di un giornalista di una RAI alternativa. Romanzo interessante, originale. Dovessi giudicare la veste tipografica, sarei più parco. Qualche inesattezza c'è, anche se l'autore si fa perdonare con una galleria di personaggi che non dimenticheremo.

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    Philip

    07/04/2006 17.00.23

    Io sono americano per parte di madre e ho letto con piacere questo libro. Anche se, devo dire, non condivido la posizione politica dell'autore. Mi pare troppo chiaramente di sinistra, e vede nella sinistra la cura per tutte le malattie. Spero che il sequel sia meno semplicistico. Nero Italiano però intriga con il suo quadro politico impossibile - sono convinto che il fascismo avrebbe comunque portato alla guerra e dunque l'ucronia che Stocco propone mi lascia perplesso. Bell'esordio, però, complimenti, se non altro per avere inventato la bella e altrettanto impossibile Maria De Carli.

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    Max

    07/04/2006 08.08.31

    Ragazzi, che bello. Mi era piaciuto Dea del Caos, e questo completa la serie. Un terzo episodio, chissà, potrebbe anche starci, ma magari accorpato con gli altri due in un bel romanzone di quelli lunghi. Potrebbe anche essere il caso per correggere qualche imprecisione tipografica ed editoriale, che nulla toglie alla godibilità complessiva, ma che disorienta il lettore, così come qualche inesattezza. Quel che conta, però, è la vicenda, che scorre inesorbaile, fino alla fine. Bravo Stocco!

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    Alberto

    07/04/2006 08.02.41

    Una rivelazione. Avevo letto in precedenza Dea del Caos e mi era piaciuto, ma questo qui è un gioiellino, una costruzione a un tempo completa e, paradossalmente,lasciata in sospeso. Mi spiego: più legato all'azione e al retroterra storico, Nero Italiano ci conduce dentro uno scenario e ci dà le basi per capire la futura storia dei suoi personaggi che sarà sviluppata in Dea del Caos. Una domanda all'editore: non potrebbe essere un'idea ripubblicare i due romanzi accorpandoli e facendone una bella edizione elegante ed unica, con copertina con risvolto, foto e cartine? Tanto per dimostrare l'attenzione che merita l'autore, unico coraggioso a scrivere di storia alternativa fra tanti adoratori del giallo unto di pesto.

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    Giorgio

    07/04/2006 07.55.51

    Avevo letto prima Occidente di Farneti e mi sono accostato con un certo sospetto a quello che sembrava un clone. Così non è stato, anzi. A differenza del suo collega, troppo trionfalistico e legato a canoni più simili alla fantascienza e al fantasy, Stocco ha imbastito un romanzo ucronico credibile e con personaggi da ricordare - uno per tutti, Maria De Carli - e una vicenda che sarebbe davvero potuta essere, un'Italia ancora fascista al '76 se Mussolini non fosse entrato in guerra. Ma un'Italia scura, dilaniata da una guerra coloniale, in debito di risorse energetiche e incapace di sfruttare il petrolio libico. Un'Italia in cui gli studenti comunque si ribellano e cercano di stravolgere un ordine costituito che fatica a perpetuarsi. Di qui le originali "trame nere" interne al regime già nero, in un vortice ad alta tensione che si risolve in un pirotecnico finale. D'accordo con chi lo ha scritto: l"arrivano i nostri" è davvero insolito e la chiusa giustamente in sospeso. Il sequel Dea del Caos chiarirà molti dubbi.

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    Gina

    03/04/2006 23.20.09

    Bella come prima prova narrativa. I punti deboli sono già stati evidenziati: il più macroscopico, una donna che ascende la gerarchia fascista è poco credibile. Tuttavia, il regime è alla frutta, e una boccata d'ossigeno serve. Un po' più debole, forse, il giornalista già così potente mediaticamente nel 1976, ma si sa, è un 1976 alternativo. Vedete, a me piace i genere e ho letto anche Occidente, il romanzo "gemello" di Nero Italiano. Rispetto a quelli di Farneti, i personaggi di Stocco sono a mio avviso più sofferti e più vivi, e la vicenda nel complesso è più credibile, a dispetto di una crepuscolarità che alle volte è opprimente.

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    Angelo

    03/04/2006 23.02.08

    A me è piaciuto molto, nonostante non sia un grande amante del genere. La copertina è un po' inquietante, ma ti cala subito in una storia che ti prende e non ti molla fino alla fine. C'è forse un eccesso di informazioni tra primo e secondo capitolo, ma poi l'ambientazione da Italia parallela, con personaggi ambigui che si muovono e vivono le loro storie, decolla. Mancano cartine? Vabbe', roba per esperti. Paragrafi malmessi? Non ne ho trovati. Errori? Se ce ne sono non li nota ogni lettore e comunque non disturbano. Quello che conta è il thriller, e come ha detto già qualcuno, il finale che non ti aspetti. Bello.

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    Paola

    31/03/2006 22.27.00

    D'accordo con Marco, anche se ho trovato paragrafi accorpati male e dialoghi spezzettati per una strana scelta tipografica. Forse bisognava tenere basso il numero delle pagine? Editorialmente parlando, pare un vorrei ma non oso: sarebbe stato meglio pubblicarlo non come tascabile e con una qualche cura in più: cartine, personaggi veri e immaginari, una foto dell'autore. In narrativa Frilli pubblica prevalentemente gialli: se decide di virare verso un altro genere o anche di fare solo un esperimento dovrebbe rispettare di più il lettore e presentare un libro diverso anche nella presentazione e nella forma. La soluzione scelta sembra più un buttare lì idee senza molta convinzione, e con scarsa fiducia nell'autore. Peccato, perché il romanzo è avvincente e tiene la tensione fino in fondo, e il finale è intrigante,ambiguo come il protagonista.

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    Polly

    31/03/2006 22.18.23

    Diverso da Dea del Caos, è un romanzo più di ambientazione. Curioso lo sfondo storico-alternativo, ricorda un po'Fatherland di Harris o La svastica sul sole di Dick, ma con una sorpresa finale che non manca di stupire. Coraggiosa quella copertina, anche se forse non del tutto appropriata.

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