Nichi Vendola. Comizi d'amore

Curatore: L. Telese
Editore: Aliberti
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 18 novembre 2010
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788874246045
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Descrizione
"Nella mia vecchia cameretta di adolescente, a Cinecittà, avevo conservato gelosamente - per anni - una serie di dieci cartelline polverose con incollato sopra il logo policromo della Fgci, ritagliato con cura da alcuni manifesti elettorali: il primo archivio della mia vita. Nella cartellina più antica c'era una serie di fogli talmente ingialliti da aver assunto la colorazione di un papiro. Erano fotocopie riprodotte con toner partorito da un'altra epoca, carta ruvida di grammature ormai fuori produzione, intorno alla spillettina, nell'angolo alto, si era formata un'aureola aranciata di ruggine: quel mazzo di fogli raccoglieva il testo integrale del primo discorso pronunciato da Nichi Vendola nella Fgci, al congresso di Rifondazione di Napoli, nel primo passo della sua carriera di dirigente nazionale. (...) Quel discorso è oggi il testo che apre questa imperfetta, asimmetrica, ma ricca e curiosissima antologia". Nichi Vendola non fa discorsi elettorali, non rilascia interviste. Nichi Vendola fa veri e propri "comizi d'amore". Non solo perché le parole che usa, in sé, hanno un forte potere evocativo o perché fanno parte di un universo linguistico che definiamo quanto meno diverso da quello abituale. La grande forza di Vendola e dei suoi comizi è che significano un'irruzione dei temi fondamentali della vita all'interno del discorso politico.

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    Luigi Pandolfi

    04/12/2010 22:08:41

    La parola comizio e la parola amore. La prima a definire una dimensione della politica, la seconda un tema eminentemente umano. Politica e nuovo umanesimo. Possiamo leggerla così la scelta di Nichi Vendola di richiamare in servizio una nota espressione pasoliniana, quella che il poeta di Casarsa scelse per quel suo bel documentario del 1965, dove temi veri incontravano umanità vere? Forse sì, almeno a considerare il modo in cui il Presidente poeta sta “interpretando” il suo attivissimo ruolo politico nell’Italia di oggi. Ridare senso e dignità alla politica. E cosa c’è di più politico di un comizio, quell’arte meravigliosa di modellare la parola, le parole, impastarle con i gesti, per parlare alla mente ed al cuore dei propri compagni, dei propri amici, dei propri sostenitori ed estimatori. Nichi Vendola credo che non abbia scelto a caso questo termine. Comizio ovvero della riscoperta dell’arte più alta e più nobile della politica. Nondimeno cosa sarebbe la politica senza le persone, i propri bisogni, i propri dolori, le loro ansie, anche i loro slanci ideali. Nulla. Solo politicantismo, carrierismo, fredda tecnica di autoconservazione del ceto politico. Il successo che Vendola sta avendo, straripante, si spiega così: con la sua capacità di immettere, come qualcuno ha scritto, “temi fondamentali della vita all'interno del discorso politico”. I precari, gli operai, gli studenti, le donne, gli immigrati, gli anziani, gli omosessuali, tutta l’umanità che chiede attenzione e riscatto. La politica e la vita, materiale, tanto bella quanto difficile. In questo libro, che raccoglie pezzi di interviste e dichiarazioni, frasi tratte da interventi pubblici, i due temi camminano a braccetto, tra narrazione e lucida riflessione. Fossi nei panni degli aparatchik del centrosinistra presterei un po’ di attenzione in più a quel che si muove intorno a questa leadership inedita e fortemente evocativa.

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