Non chiamarmi zingaro - Pino Petruzzelli - copertina

Non chiamarmi zingaro

Pino Petruzzelli

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Editore: Chiarelettere
Collana: Reverse
Edizione: 2
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 19 giugno 2008
Pagine: XXI-227 p., Brossura
  • EAN: 9788861900509
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Campioni dell'illegalità, noi italiani. Ma i lavavetri no, per loro scatta la tolleranza zero. Tutti a correre come pazzi sull'autostrada, ma se un rom ubriaco provoca un incidente ecco che parte l'emergenza zingari, tutti colpevoli. Allora può essere utile saperne di più: leggere queste storie di rom e di sinti fa uno strano effetto. La zingara medico che sorveglia sulla nostra salute, lo zingaro responsabile degli antifurti di una banca (sic!), l'insegnante, i bambini che vanno a scuola (migliaia di zingari fanno gli infermieri e i fornai), il prete: realtà che sembrano straordinarie ma che appartengono alla vita quotidiana. E che Petruzzelli riporta dando la parola a loro, andandoli a trovare nelle periferie delle nostre città ma anche in Romania, Bulgaria, in Francia. Racconti di vita dura e sofferta, di miseria e di intolleranza, di forti tradizioni, diverse dalle nostre. E quindi da nascondere. L'autore ricorda anche le persecuzioni e le torture che gli zingari hanno subito in Germania e in Svizzera. Storie scomode, che nessuno vuole riconoscere, per evitare possibili risarcimenti. Chi difende gli zingari? Nessuno.
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    gianluca guidomei

    06/04/2011 00:42:50

    "Vivete solo di pregiudizi. Per voi, noi si nasce con il fagotto in mano e con due sole strade percorribili: il furto o il violino. Non si scappa di lì: o rubi o suoni. Il fatto che ci possano essere rom onesti e rom stonati a voi non passa nemmeno per l'anticamera del cervello. Dio ha dato a ognuno la propria croce, a noi quella di sopportarvi. Una buona idea per tutti sarebbe quella di vederci come realmente siamo, e cioè la vostra immagine riflessa in uno specchio che esagera e che deforma. Ci vedete ladri? Campanello d'allarme: probabilmente rubate anche voi ogni volta che evadete le tasse, per esempio. Vi sembra che noi abbandoniamo i bambini? Si vede che anche voi non ve ne occupate come vorreste lasciandoli, magari, tutto il giorno a scuola o con la baby-sitter. Vi sembra che noi sfruttiamo i bambini per guadagnare? Forse non vi comportate tanto diversamente quando vi dannate perché vengano presi nel tale film o nella tale pubblicità. Se proprio non volete vederci come esseri umani allora guardateci come specchio: vi conoscerete meglio e senza nemmeno spendere un soldo." Eh sì, gli specchi fanno molta paura, soprattutto quando riflettono il nostro volto peggiore! Ma c'è un'altro aspetto che mi ha colpito di più. Il 1° maggio ci sarà la beatificazione di Giovanni Paolo II: già di per sé, un papa, in quanto uomo di potere, politico o spirituale che sia, non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione per queste cose. Ma mi chiedo, è più santo lui o i rom Florian e Elena, che vivono in una fabbrica dismessa, in mezzo ai topi e al nulla?

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    rain

    09/06/2010 15:19:15

    Non sapevo che voto dare a questo libro. Le storie di vita dei protagonisti del romanzo sono perle, scritte magistralmente. Ti fanno pensare che i rom, i nomadi, gli zingari (o come altro vogliamo chiamarli) siano tutti buoni, sofrtuanti, incompresi e che quel che abbiamo pensato fino ad ora, tutti preconcetti e le leggende su di loro, facciano parte solo di un mondo che ha paura del diverso. Però...però. E ' un libro dalla parte dei rom, che non può che raccontare del bene su di loro, delle storie rimantiche anche che caratterizzano alcuni personaggi...ma non c'è solo del buono però, c'è anche, come in tutte le culture, in tutte le storie, la parte "mno buona". Quel che cercavo (anche se darei un 5 al libro preso in sè) era qualcosa di più obiettivo, di più realistico, che mi aiutasse ad avere un quadro completo e non solo uno spaccato di quelle situazioni "non comprese" che abbiamo davanti e non capiamo. Rain

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    renzo stefani

    14/02/2009 19:20:56

    Per chi vive in un ambiente permeato da mentalità padano-leghista leggere un libro così è un soffio di speranza.Divorato in poche ore. Anche i rom sono umani, meno male... Renzo Stefani

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    Simone

    10/09/2008 11:31:42

    Diciamo subito che il libro-reportage di Pino Petruzzelli è splendido: scritto bene, interessante, scorrevole. Il valore aggiunto però risiede nella sua nobile funzione, quella di voler far conoscere a noi italiani (popolo purtroppo in parte bigotto, razzista e reticente verso il diverso, lo straniero) la realtà dei rom che vivono nel nostro Paese. Storie di un'umanità sorprendente si alternano a pagine di storia troppo spesso dimenticate. Sapevate ad esempio che i nazisti hanno sterminato più di 500mila zingari nei campi di concentramento, che i rom hanno lottato a fianco dei partigiani per la liberazione dell'Italia o che in Svizzera fino agli anni '70 i bambini rom venivano strappati con la forza ai propri genitori e affidati a famiglie occidentali, il tutto per estinguere la loro cultura nomade? Episodi vergognosi che Petruzzelli riporta alla luce con molto coraggio. Una lettura didattica ma avvincente come un romanzo. Consigliato soprattutto ai giovani.

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    Luca Caligara

    30/07/2008 18:27:07

    Viene voglia di conoscere ciascuno dei protagonisti delle storie di Petruzzelli. Grazie, mi è molto piaciuto.

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    Lino

    23/07/2008 00:14:54

    Non un libro sugli zingari. Piuttosto una raccolta di storie con protagonisti rom, sinti, ecc. spesso poveri, sfortunati, buoni. Non l'ho trovato molto informativo. Può darsi emotivo. Ho invece trovato molto di di ciò che cercavo in "I rom d'Europa" di Piasere. Lino

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    Stefano

    13/07/2008 17:07:37

    Un libro MERAVIGLIOSO. Petruzzelli ci fornisce la chiave per aprire la nostra mente e liberarci una volta per tutte di odiosi e fascistoidi pregiudizi.

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  • Pino Petruzzelli Cover

    Regista, autore e attore, Pino Petruzzelli nasce a Brindisi e, dopo gli studi a Roma, lavora per mettere la cultura al servizio di importanti cause sociali, andando a conoscere in prima persona le realtà che poi racconta.Nel 1988 crea con Paola Piacentini il Centro Teatro Ipotesi, che si occupa di temi legati al rispetto e alla conoscenza delle culture. Inizia così un viaggio che lo porta dalle riserve indiane del Nuovo Messico fino ai territori della ex Jugoslavia. Per anni attraversa le nazioni dell’area mediterranea vivendo come e con le persone che incontra. È ospite in case palestinesi e israeliane, dove tocca con mano la fatica di vivere quel conflitto, dall’una e dall’altra parte. Dorme sotto lo stesso tetto di chi trascorre la propria vita nei... Approfondisci
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