Non devi dirlo a nessuno

Riccardo Gazzaniga

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 246 p., Brossura
  • EAN: 9788806228217
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    Luca Aquadro

    08/09/2017 17:58:19

    Parlando di scrittura, la sindrome preferita dello studente è quella "della pagina bianca". Ovvero: da che cosa comincio? Non ho nulla da dire! Per lo scrittore invece la sindrome preferita è quella "della seconda opera", specie se la prima è stata un successo. Ovvero: riuscirò a ripetermi... senza ripetermi? Missione compiuta. L'esordio di Riccardo Gazzaniga, sovrintendente di polizia e scrittore (nell'ordine che preferite), era stato praticamente perfetto, avendo vinto il Premio Calvino con lo splendido romanzo "A viso coperto", uscito nel 2013: un'immersione lunga e trascinante nel mondo del tifo calcistico più estremo e nella quotidianità della vita di alcuni poliziotti. Ora, a distanza di alcuni anni, ecco il secondo romanzo: "Non devi dirlo a nessuno". Nel quale tutto è cambiato. Non più il presente, ma il passato. Non più Genova, ma un piccolo paese di montagna del Veneto, Lamon. Non più gli adulti, ma un gruppo di ragazzini alle prese con un mistero da risolvere e con il compito estivo più difficile da svolgere: crescere. O, meglio, quasi tutto è cambiato. Perché sono rimasti i più grandi talenti dello scrittore: la capacità di trascinare il lettore dentro ogni singolo capitolo della storia, la padronanza del linguaggio e dello stile, la sincerità e la passione per la scrittura e per la musica. E poi, detto per gli amanti del genere, quanto citazionismo postmoderno e quanti omaggi agli Anni Ottanta! Ottima la prima, molto buona anche la seconda. Ora, da buon genovese, vele al vento, ma senza perdere le radici sulla terraferma. "Era disposto a parlare di tutte le canzoni che conosceva di De André, a sfruttare pure De Gregori e Guccini, persino a dire che apprezzava il jazz, se fosse servito. Avrebbe dichiarato che il rock gli faceva schifo senza nessuna remora. "Prima che la tua pizza finisca mi avrai tradito tre volte", sussurrò Jon Bon Jovi nella sua testa." (pp. 91-92)

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    Massimo F.

    04/06/2017 20:55:35

    La storia è in realtà la scusa per ripercorrere quelle estati magiche della nostra adolescenza in cui tutto poteva succedere, tra suggestioni, divertimento, scoperte e con il futuro davanti. Ban ambientato, ben scritto, piacevole lettura.

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    RossaMina

    31/03/2017 13:28:34

    Più che un giallo, un libro sugli adolescenti italiani anni 80 e, letto in questa ottica, molto piacevole. Avrei evitato una parte della fine così forte.

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    Serena M.

    16/11/2016 17:40:28

    Spiace dover mettere un voto così basso per un atore che ho apprezzato con "a viso coperto", ma con questo libro non è scattata la scintilla. Preferisco Gazzaniga quando parla di polizia e "strada", forse l'ambiente che meglio conosce e quindi meglio descrive. La storia è piatta, purtroppo e i personaggi molto stereotipati. Due stelle (e non una) di incoraggiamento.

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    AngeloM

    08/09/2016 14:04:32

    Finalmente il nuovo libro di Gazzaniga!! Molto diverso dall'opera prima ma, ancora una volta, uno splendido lavoro. Lettura piacevolissima che riporta agli anni 80 ed immerge in un paesaggio incontaminato in cui le vacanze estive di Luca, l'adolescente protagonista, sembrano scorrere tranquille, anche se cosi non è! Incredibile la capacità dello scrittore di saper passare dai racconti della nonna che lavora ai ferri, alla descrizione del panorama che si gode a Lamon, dalla frustrazione di un ragazzo che si sente spesso sbagliato nel vivere la sua adolescenza, all'immensa ammirazione ed al grande amore che nutre nei confronti del fratello, rendendo il tutto un gradevole noir che incuriosisce e sorprende, fino alla fine. Consigliato vivamente.

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    Paola

    07/09/2016 23:47:21

    Chi ha vissuto gli anni 80 ritroverà in questo libro gran parte di se stesso: troverà l'atmosfera delle estati in campagna, che servivano a sopravvivere agli inverni di città. E soprattutto quell'estate in cui, qualunque sia il motivo, tutto è cambiato. C'è questo e c'è molto altro in "Non devi dirlo a nessuno". Avrebbe potuto essere un libro furbo, che cavalca l'onda della nostalgia. Non lo è. Dopo "A viso coperto", una piacevole conferma.

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    alessandro

    07/09/2016 14:33:45

    E' un libro che si legge velocemente. Prima di tutto perché è scritto bene e poi perché Luca, il protagonista, entra subito nei nostri cuori dando voce alle emozioni, alle paure e ai sentimenti che abbiamo provato alla sua età. Una bella cornice anni '80 fa da contorno alla storia. Avevo già apprezzato questo autore per il suo predente lavoro e devo dire che è stato una piacevole conferma

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    Vale

    07/09/2016 14:11:47

    Aspettavo questo libro perché avevo letto che era su Lamon il paese di mia nonna e io ci vado ogni estate fin da piccola. L'ho comprato subito e devo dire che non mi ha deluso! L'ho letto nei miei viaggi in treno e l'ho divorato! Mi è piaciuta la storia dei due fratellini coraggiosi e ho rivisto i posti che ben conosco. Il finale non me l'aspettavo! Ho pure pianto... Davvero bello anche se negli anni 80 ero piccola ho rivisto i racconti di mio zio.

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    Ale

    07/09/2016 13:21:05

    ho 40 anni ho ritrovato in queste pagine i dubbi, le paure, l'inadeguatezza di quando ero un ragazzino tanti riferimenti agli anni '80 mi hanno fatto sorridere e ricordare. c'è una storia sullo sfondo , ma soprattutto c'è la vita di un ragazzino "sfigato", quello che a desiderare la ragazzina più bella della compagnia fa quasi peccato, quello che non è tanto pratico nemmeno con il sesso fai da te. Io mi sono ricordato di quando provavo le stesse sensazioni:adesso forse sembrano ridicole ma quasi 30 anni affrontare il mondo con quella poca sicurezza sembrava un'impresa titanica. si legge bene, un libro che consiglio.

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    Andrea

    05/09/2016 16:59:48

    Bah, mi ha lasciato molto perplesso. La storia è molto scarsa, sembra che lo scrittore abbia allungato il brodo con tanti riferimenti agli anni 80 e solo per riempire le pagine ma non c'è giallo o thriller o noir, solo una storiellina che poteva essere descritta in 10-15 pagine. Non mi è piaciuto.

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