Recensioni La notte che Pinelli

  • User Icon
    25/11/2013 10:31:35

    Libro che offre un'analisi storica molto approfondita dei fatti accaduti quella notte. A tratti difficile nel descrivere la complessità delle vicende giudiziarie che seguirono, molto interessante quando prevalgono le considerazioni personali dell'autore, in particolare negli ultimi capitoli. Segnalo il capitolo I rischi della verosimiglianza. Palermo 1985, dove si narra di un meno noto episodio della nostra storia recente.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    28/07/2011 09:44:59

    Non mi ha entusiasmato. Indubbiamente è interessante rivedere le incongruenze ed i comportamentei deviati della nostre istituzioni nella storia dell'anarchico Pinelli, ma districarsi nell'artificioso e pedante linguaggio dei tribunali è sovente di una noia mortale. Chiaro l'intendimento di Sofri di mostrare intere le contraddizioni del Sistema Italia (di allora), ma anche lui risente nello stile dello sfogliare e risfogliare le pagine degli atti processuali.

    Leggi di più Riduci
  • User Icon
    31/01/2009 13:27:17

    Oltre alla documentata storia del povero Pinelli, mi ha colpito, come sempre, la grande umanità, supportata da un'intelligenza sopraffina, (accostamento così raro tra gli uomini!) di Adriano Sofri. Tanto più che la vicenda che ricostruisce in questo libro lo coinvolge pesantemente, sia nei fatti accaduti all' epoca, sia nell' attualità. Una grande lucidità e dignità, gli permette di chiedere scusa alla famiglia del commissario Calabresi per le parole feroci apparse sulle pagine di "Lotta continua" ( peraltro non scritte da lui, ma essendo egli il responsabile...) che travisate da qualche mente violenta ne hanno provocato l' assassinio, continuando comunque a dichiararsi innocente per il delitto per cui è stato condannato. La cosa più sorprendente però, è il fatto che Sofri riesca ad accettare, ancorchè innocente, di scontare la sua pena. Forse in un paese dove tutti gli indagati o i condannati si dichiarano innocenti, in un paese che non conosce il sentimento della vergogna, il vero colpevole è chi lotta con la forza delle idee, chi non cerca scorciatoie processuali, non si affida ad avvocati cavillosi e con pochi scrupoli, chi combatte le ingiustizie rimanendo fedele alla legalità e alla sua dignità di essere umano. E mi viene in mente Beppino Englaro, che ha voluto sottoporre al dibattito pubblico la tragedia di Eluana e della sua famiglia, potendo invece risolverla in silenzio come accade ogni giorno nei nostri ospedali o luoghi di cura. Non so se la legge sia uguale per tutti, è certo però che per qualcuno, pochi purtroppo, è la base di un paese civile. Tutta la mia ammirazione.

    Leggi di più Riduci