La notte dei biplani

Davide Morosinotto

Editore: Fanucci
Anno edizione: 2011
Pagine: 395 p., Brossura
  • EAN: 9788834717486

57° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

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Descrizione

Dicembre 1915. Gli eserciti dell'Intesa e degli Imperi Centrali si combattono nella prima guerra mondiale. La storia però è diversa da come la conosciamo: l'informatica ha precorso i tempi, portando allo sviluppo di una primitiva rete internet. Aerei, sottomarini e carri armati vengono guidati attraverso complessi computatori elettronici chiamati bot, che si interfacciano direttamente con il cervello del pilota. Mentre le truppe si affrontano nel fango delle trincee, gli aviatori bot vengono decimati da una misteriosa malattia. Per provare a debellare l'epidemia, i governi iniziano ad arruolare ragazzi sempre più giovani, che dimostrano una maggiore resistenza al virus. Sullo sfondo del terribile conflitto globale si intrecciano le storie di tre amici molto diversi fra loro: Arthur Maddox, rampollo di una ricca famiglia, Mary Tucker, cameriera dei Maddox, che sogna di diventare pilota, e infine John, che lavora con il padre nelle miniere di stagno ed è convinto dei propri ideali di pace. Le loro vite scorrono tranquille tra le campagne della Cornovaglia, finché un giorno Sir Richard, lo zio di Arthur, scompare nel nulla lasciandosi alle spalle un enigmatico Congegno. È l'inizio di una grande avventura, che porterà i tre ragazzi ad andare incontro al proprio destino.

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    SteamBoy

    16/09/2012 22:21:11

    Qualcuno ha definito il genere steampunk come il "riconcepire il passato attraverso le percezioni ipertecnologiche del presente". Sebbene il romanzo di Morosinotto non rientri ad hoc in questa definizione, sotto molti aspetti è comunque pervaso da una certa venatura steampunk: l'Inghilterra di inizio '900, atmosfere un po' cupe, una prima guerra mondiale sotto certi aspetti alternativa a quella conosciuta, i biplani basati sulla sinergia uomo-macchina, sentori vittoriani qua e là e brandelli di tecnologia moderna stemperati su uno sfondo di carbone, metallo e ingranaggi lubrificati. Nei primi capitoli mi ha ricordato un pochino il Leviathan di Westerfeld (l'idea di una ragazza che si finge uomo per arruolarsi è comune a entrambi i libri), ma poi la storia prende una piega decisamente più drammatica e i personaggi pensano e parlano con lucidità spesso dolorosa che ci rende inevitabilmente partecipi delle loro traversie. L'ho letto con grande passione, apprezzandone l'originalità, l'ottima scrittura mai pedante e le tante idee con cui l'autore ha sovrapposto percezioni moderne e il fascino del passato, il tutto con ottimi risultati.

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    Loris

    20/03/2012 11:43:01

    Lo steampunk e' un sottogenere che e' stato presto archiviato tra le mode letterarie di breve durata. In buona sostanza, anche Morosinotto ridisegna lo scenario storico del primo novecento immaginando che la tecnologia abbia consentito di svilupare i 'computatori' e di collegarli in una primitiva rete con tanto di compu-mail. Il balzo in avanti e' dato dai BOT, interfaccia bio-elettronica che 'fonde' pilota e mezzo meccanico (in questo caso i biplani del titolo). Al di la' dei prefissi (steam invece di cyber), l'idea era sempre indagare l'impatto delle nuove tecnologie sugli individui e le strutture sociali. Anche Morosinotto lo fa, concentrandosi pero' sul tema della guerra e adottando schemi e stilemi da romanzo di formazione, a partire da un trio di protagonisti adolescenti alle prese con conflitti sociali e sentimentali. La narrazione non brilla sempre per originalita' (almeno per chi ha gia' frequentato l'immaginario fantascientifico degli ultmi decenni), ma risulta cmnq avvincente. I personaggi hanno una buona profondita' psicologica e la qualita' della scrittura e' superiore alla media di chi si cimenta con questo tipo di 'intrattenimento'. Insomma, il romanzo di Morosinotto e' una piacevole sopresa per chi pensa che il fantastico declinato in chiave italiana sia condannato alle secche della mediocrita'. L'augurio e' che arrivino presto altri romanzi.

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    federica

    19/03/2012 16:28:58

    Un bel libro che ho letto di un fiato. Interessante l'intreccio, la rilettura alternativa della storia con la S maiuscola, l'amicizia tra i protagonisti,la scrittura mai banale.

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    camilletta85

    01/12/2011 21:06:11

    Tutta una serie di elementi valutativi mi portano a dare il massimo dei voti a questo libro: è geniale l'idea di fondo di allestire una Grande Guerra fatta non solo di trincee e scontri corpo a corpo, ma anche di tecnologie informatiche e velivoli futuribili manovrati direttamente da impulsi del cervello umano; la storia mescola felicemente guerra, fantascienza, spionaggio ed avventura; grande accuratezza nel descrivere le scene belliche e la vita in miniera; indimenticabile il personaggio del reverendo Rice e in generale degli aviatori BOT... per non parlare del finale e della morale di fondo che non si pone, come al solito, nell'ottica dei vincitori del conflitto e non condanna solo i famigerati tedeschi. In ultimo, non si può dimenticare che l'autore è un esordiente ed è stato doppiamente bravo.

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