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Chiara Valerio

Editore: Perrone
Collana: Hinc
Anno edizione: 2007
Pagine: 478 p. , Brossura
  • EAN: 9788860040961

Recensioni dei clienti

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    furetto60

    07/03/2016 09.40.22

    Arduo dare un giudizio su questo libro, così come è stata ardua la lettura. All'autrice non "piace vincere facile", si esprime seguendo l'onda del proprio talento sostenuto dall'ampio retroterra culturale (centinaia di citazioni e di riferimenti), purtroppo la cifra stilistica scelta - fatta di continue (e un tantino supponenti) reinterpretazioni sintattiche e grammaticali, tra cui un utilizzo bulimico del punto - sfocia in una musicalità rappata, spezzettata, inciampata. I collegamenti logici seguono un flusso di coscienza che tesse un patchwork intorcinato su sé stesso, col risultato di demotivare il lettore. E stancarlo. Alla fine del duro percorso, residua nel vaglio qualche pagliuzza d'oro, anche qualche bella pepita, e ciò aumenta il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere. Però - ci sono dei però purtroppo e dei però tuttavia (o per fortuna) - resta la voglia di andare a rileggere qualche passo, breve, come un liquore troppo forte per non essere assaporato che a piccole dosi, a goccia.

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    valentina

    21/02/2010 21.33.41

    io ho fatto fatica a leggerlo. ci sono spunti molto luminosi, ma è difficile immaginare i dialoghi e ricostruire le storie, mentre si legge.

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    claudio

    16/01/2008 20.39.57

    bello!

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    diego

    04/11/2007 15.32.51

    Secondo me questo è un bellissimo romanzo. Mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e di tutte le loro inadeguatezze. La storia di Ivano e del flipper poi è assolutamente strepitosa. Riesce a combinare il registro drammatico e la capacità di guardare la realtà con sguardo ironico senza mai cadere nel convenzionale. E ha una capacità di osservare le cose e di frammentare le immagini in minutissimi dettagli davvero sorprendente. Lo stile all'inizio può sembrare faticoso o addirittura ostico, ma quando ci sei entrato ha un ritmo tutto suo, unico e originalissimo. Ho capito perché l'autrice è stata scelta come scrittore italiano giovane per il Festivaletteratura di Mantova di quest'anno. Meno male che anche da noi qualcuno comincia a guardare oltre i confini della sua cucina...

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    yource

    31/10/2007 18.04.42

    Ognuno sta solo è una vertigine. Nella quale smarrire il senso comune. Le storie si avvitano in un bolero frenetico che lascia senza fiato. La scrittura è raffinata ridondante prepotente. Imprigiona. Dopo tanta assuefazione al contingente, dopo tanti minimali omogeneizzati frantumi, finalmente un romanzo italiano ambizioso, ritmico e strutturato, eccessivo e avvolgente, che non ha sapore di stantio.

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    pullula

    29/10/2007 14.45.24

    Mi è piaciuto molto. Pieno di stimoli, letterari e umani. Un tessuto narrativo altamente suggestionato oltre che dalla letteratura stessa, dal cinema, dalla poesia, dalle canzoni. E un impasto linguistico denso, originale e pieno di verità. Secondo me da leggere.

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    maurizio

    08/10/2007 22.44.45

    a me questo romanzo è piaciuto molto. l'ho scoperto romantico e fantasioso. una scrittura complessa e intelligente. senza nessuna remora. avvitata e spessa. forse è eccessivo ma da tempo non mi capitava di leggere una cosa così!

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    Caterina

    26/09/2007 23.31.19

    Non esiste un senso logico. Solo considerazione affastellate, pensieri sparsi e parole messe a casaccio. Ma l'autrice sa di cosa sta parlando? Sembra proprio di no. E dire che pensavo che sarebbe stata intelligente la sua prima opera, ma sia io (che quelli che lo hanno letto - e comprato) siamo rimasti molto delusi. Peccato. Alla prossima e in bocca al lupo (ma non continuare così)!

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    Sonia

    16/09/2007 12.56.17

    Bello!

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