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    Michele Bettini

    30/03/2016 23:40:04

    Il mondo è pieno di assurdità e di gente assurda e non ci sarebbe da meravigliarsi se questa storia, che rasenta l'assuurdo, fosse vera. Spesso, se non quasi sempre, la realtà supera la fantasia, e la gente sa solo ciò che è abituata a sapere e ciò che s'insiste nel farle sapere. Alla morte del padrone, Chance, un giardiniere semianalfabeta e avanti negli anni, che non è mai uscito dalla casa nella quale ha lavorato per tutta la vita, si ritrova in mezzo alla strada. Gli restano soltanto una valigia di vecchi abiti di lusso, una disarmante espressione e un telecomando. Vede il percorso tutto in salita e istintivamente spera che succeda qualche cosa. E il miracolo avviene, senza neppure cercarlo: Viene investito da una macchina, resta appena contuso, ma subito gli vengono riservate le più assidue cure. Come se avesse posseduto una formidabile assicurazione contro gl'infortuni. Di lui non si sa niente e non si viene a sapere niente e pertanto tutti ritengono che voglia essere riservato. Trovandosi per caso tra persone importanti si dà per scontato che anche egli sia importante. Lui è quasi soltanto un videodipendente, incapace di distinguere la realtà e pertanto un mondo di videodipendenti, comunque condizionato dalla televisione, e che quasi non sa apprezzare altro, si appresta a innazzarlo come una facciata, oltre la quale non si vedrà altro. Perché la gente non vuole vedere e chi la vorrebbe far ragionare non verrà considerato. In questa storia un demente ritardato si ritrova a fare una carriera fulminante, pur non possedendo altra capacità che quella di fare il giardiniere. Trovare una parte da protagonista per Peter Sellers era sempre stato difficile e questa era fatta su misura per lui. Purtroppo sarebbe morto poco dopo. Io lo vedevo come l'Alberto Sordi inglese. Se si fossero affidate ad Alberto le stesse parti non avremmo notato le differenze.

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    Alessio

    29/06/2014 22:45:41

    Strepitosa, garbata e divertente commedia sul potere dei media di proporre sulla ribalta personaggi sconosciuti e dalla scarsa consistenza... Attori eccezionali: su tutti un memorabile Peter Sellers nella sua, forse, interpretazione più intensa. Ottima regia del grande Ashby. Finale magico e surreale.. E ricordate: "la vita è uno stato mentale".

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1980 - Golden Globe Miglior Attore - Dramma Sellers Peter
1980 - Golden Globe Miglior Attore Non Protagonista Douglas Melvyn
1979 - Oscar [Academy Awards] Miglior Attore non Protagonista Douglas Melvyn

  • Produzione: Warner Home Video, 2009
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 130 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 1.0 - mono);Spagnolo (Dolby Digital 1.0 - mono);Russo (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Bulgaro; Ceco; Ebraico; Inglese per non udenti; Italiano; Italiano per non udenti; Russo; Serbo-croato; Slovacco; Spagnolo; Turco
  • Formato Schermo: 1,78:1
  • Area2
  • Contenuti: speciale: "Ricordi privati di Melvyn Douglas"; trailers