Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 17 ottobre 2007
Pagine: 699 p., Rilegato
  • EAN: 9788845922046
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Descrizione
L'angoscia più profonda dell'uomo, che da sempre lo accompagna, è che la morte uccida ogni possibilità di salvezza. Tuttavia Emanuele Severino ha mostrato, nella "Gloria", come la salvezza dalla morte sia una necessità, non una semplice possibilità: "L'uomo è atteso dalla terra che salva". Ma nella "cadenza primaria" di "Oltrepassare", che della "Gloria" è al tempo stesso "rischiaramento" e sviluppo, appare come in realtà "la terra che salva sia 'infinitamente' più ampia, cioè più salvatrice" di quanto lo scritto precedente lasciava intendere, e come il senso autentico del divenire "mostri una complessità che nella "Gloria" non viene ancora indicata". Severino ha dedicato molti scritti a una rigorosa messa in atto del principio aristotelico di non contraddizione. E proprio in quanto mostrava le aporie su cui si reggevano celebri edifici della metafisica il suo pensiero suscitava un provocatorio interrogativo: che cosa si apre al di là della contraddizione?

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    Profeta

    29/09/2008 21:33:40

    Un libro da leggere per chi è convinto nella innegabilità del discorso severiniano. E' la continuazione de "La Gloria", con molte precisazioni e alcuni approfondimenti. L'uomo è atteso da una gioia più intensa di quella apparsa ne "La Gloria". Ma se il lettore è ansioso di sapere come può l'apparire dell'eterno prolungarsi all'infinito illuminando sempre nuovi eterni, beh, resterà deluso, perché Severino non ha mai discusso sulla conciliazione tra l'eternità degli enti e l'illimitato affiorare degli stessi. Inoltre, non viene risolto il problema di come possa esistere l'inclusione, da parte dell'apparire infinito dell'essere, di ciò che apparire infinito non è. E ancora : la verità concretamente assoluta è, per Severino, l'apparire infinito degli eterni, appunto; ma, allora, qual è la differenza tra esistere e apparire? Questo un altro problema non accennato nemmeno. E altro ancora...In ogni caso, il filosofo bresciano rimane un grandissimo

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