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Alberto Pellegatta

Editore: Mondadori
Collana: Lo specchio
Anno edizione: 2011
Pagine: , ill.
  • EAN: 9788804610854

Recensioni dei clienti

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    Daniele M.

    19/11/2014 11.40.49

    Alberto Pellegatta è il migliore tra i nuovi poeti italiani: solidi contenuti filosofici, bella immaginazione e stile originale. Chi sa fare altrettanto?

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    Tiziano

    11/10/2014 18.11.29

    Un libretto deprimente. Vi si legge una poesia stracca, forzata, grigia, che emana un cattivo odore di vecchiume e di nebbiosa grevità. Ci sono ben altri giovani poeti da leggere e da scoprire.

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    NoCe

    09/10/2014 16.21.29

    Il libro è davvero delizioso e impressionante. Consigliato assolutamente (con lo sconto è un prezzo ridicolo)

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    Francesco

    02/08/2014 17.55.58

    Non è male questo libretto, certo ci sono poeti molto più interessanti e maturi. Comunque penso che Pelegatta potrà sicuramente migliorare, in un prossimo futuro.

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    Roberto Batisti

    01/08/2014 23.14.47

    è curioso come Pellegatta, personaggio schivo e alieno da provocazioni o protagonismi, paia - se fan fede i voti ricevuti qui sopra - polarizzare ferocemente le opinioni: 1 o 5, niente vie di mezzo. personalmente, m'includo piuttosto fra i sostenitori: di Pellegatta avevo un ricordo genericamente buono da 'Nuovissima poesia italiana' quando acquistai 'L'ombra della salute' tre anni fa; e la nuova silloge mi colpì molto. riconosco, questo sì, una certa fragilità costituzionale del nostro poeta (non è scrittore di fiato lungo o di forza erculea), che sommata a un suo certo uso del grigiore e dell'understatement (diciamo da 'linea lombarda') lo espone al rischio di passare per epigonico, sciapo, convoluto, debole, o quant'altro. io ho visto invece in questi versi una capacità di usare risorse linguistiche poco appariscenti per colpire in modo calibrato e sottile; invece di 'oracolarità' vedo la capacità di suggestionare con brevi pennellate che non ostentano prolissamente i meccanismi della scrittura e del ragionamento. epigonismo: sì, non siamo di fronte a uno scandaloso e possente innovatore o sovvertitore della tradizione, come sono certi poeti nati attorno al '90; e altre poesie di Pellegatta sono parse anche a me meno convincenti. ma resta il fatto che questo (nonostante la veste grafica squalliduccia) è un bel libro, confezionato con gusto e sapienza.

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    Luigia

    24/06/2014 13.47.35

    Letto anch'io questo piccolo libretto. Non mi è piaciuto affatto. Poesia glaciale e spocchiosa. C'è sicuramente di meglio, in giro.

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    gink

    09/03/2014 22.36.49

    Meraviglioso! Intelligentissimo e raffinato. Limpido e luminoso. Grande poeta

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    Massimo Sannelli

    06/12/2013 16.52.10

    In questo libro non c'è poesia. Qui non si coglie nessuna complessità: eppure un libro non poetico vive, comunque, di una sua piccola vita. Ma se la poesia comprende tutto, la sua disperazione non può comunicare la semplice parola, e vive naturalmente, senza scosse; senza praticare nessuna ambiguità. Quando la poesia si inacidisce, ritorna alla piattezza del parlato comune (come in questo caso), e la vita si pacifica, si ritira nel già conosciuto. Qui leggo un'ambiguità non poetica: uno scrivere solo per vanità, per inesperienza; e questo potrà piacere, forse, al lettore comune.

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    Fulvio

    06/12/2013 16.30.08

    Pellegatta è un poeta monocorde, monotono, libresco. La sua è una poesia tediosissima, linguisticamente uggiosa e incolore. Un libretto insignificante, di cui d'altronde non ha parlato nessuno (ed è inutile dire che in Italia si recensiscono solo le scamorze: è evidentemente la scusa di chi non vuol riconoscere che un'opera poetica inutile come questa non merita attenzione critica).

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    claude

    13/07/2012 17.55.51

    Questo piccolo libretto trasmette un notevole senso di noia e di pesantezza. Una lingua che vorrebbe dire chissà che cosa, convinta di toccare le soglie della visionarietà, e che invece puntualmente scivola (e fa scivolare il lettore) in una melassa informe, dal sapore comicamente oracolare, in cui le immagini sono sempre ridondanti, eccessive e caricaturali. Se questa è la nuova poesia italiana, allora siamo messi proprio male!

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    Milo

    13/12/2011 15.59.52

    Dopo aver frequentato per anni la corte della Mondadori, Alberto Pellegatta è riuscito finalmente, e faticosamente, a uscire in questa collana "Junior". I risultati sono piuttosto imbarazzanti: la lingua è gonfia, supponente, inutilmente e pacchianamente vistosa; ma è tutta costruita sul vuoto, perché i concetti espressi sono sempre vaghi, poveri e indefiniti. La scrittura di Pellegatta è, inoltre, appesantita da un algido manierismo compiaciutamente criptico e involuto. Insomma, un voce poetica assolutamente sopravvalutata! Inutile fare i nomi dei molti trentenni molto più dotati di Pellegatta: qualsiasi lettore onesto li conosce. Voto: 4

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    barbara

    12/04/2011 14.36.50

    un buon libro, sostenuto da un'ottima struttura e dalla consueta sensibilità al linguaggio dell'autore. Pellegatta aveva già dato un'ottima prova di sé nella "Nuovissima poesia italiana" e riferendomi a quell'antologia condivido le scelte degli altri due poeti, cioè ponso e bernini. un rammarico solo per la mancata inclusione in questi primi quattro di un'autrice come silvia caratti.

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    Vera

    10/04/2011 17.31.07

    Nel suo segno sottile e impeccabile, Alberto Pellegatta riesce a esprimere il senso di un'esperienza esistenziale sensibilissima, partendo spesso da grandi esperienze pittoriche. Tra queste, per esempio, gli oli veneziani di Turner, quelli che rappresentano la chiesa della Salute. Ma la sua lirica si addensa e arricchisce nella ricerca di corrispondenze con altre discipline ancora, dalla letteratura scientifica alla filosofia, oltre che con i migliori modelli della poesia del Novecento. L'esito è quello di una precocissima maturità, segnata da un non comune, elevato rigore intellettuale e da un senso della parola che conferisce vari strati di profondità al suo percorso. Alberto Pellegatta è nato a Milano nel 1978

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    Francesco

    09/04/2011 19.52.08

    E' un libro bellissimo! "... guarda la salute che si squaglia. Conosce i vantaggi della morte"

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    federico_f

    06/04/2011 14.42.00

    È forse il peggiore dei quattro libretti di autori non ancora quarantenni appena usciti per lo Specchio. Mancanza di una ricerca credibile sugli istituti formali, sciatta, imbarazzante piattezza costruttiva e di sguardo, disarmante inconsistenza di dettato, povertà immaginativa (e culturale) estrema, assenza di una visione della (e di un qualunque pensiero sulla) realtà diversa dal chiacchiericcio lirico più frusto. La gara, in questo, è con Carlo Carabba e Fabrizio Bernini (quest'ultimo, forse, con una scorta maggiore di "fiuto poetico"). Diverso il discorso per Andrea Ponso, autore consapevole e strumentato, di cui sentiremo ancora parlare con piacere (se pure il suo è un lavoro che guarda molto indietro, a un artigianato della scrittura non esente dal rischio del cesello ben tornito ma lezioso, pedantemente perseguito eppure con esiti di ricercatezza media, rapidamente esauribile). L'operazione mondadoriana tutta offre il fianco a più di una perplessità: a partire dalla grafica svogliata e dalla paginazione spesso stipata di testo, quasi che gli autori non avessero voluto perdere questa "occasione della vita" per far stare il più possibile nello spazio concesso, anche al di là di un maturo e depositato progetto di libro. Per non dire delle brevi, superficialmente encomiastiche, apodittiche glosse in quarta di copertina, tirate via, generiche. A fronte di decine di autori di spessore oggetto d'attenzione critica [Alborghetti, Annovi, V.Bagnoli, Bonito, Broggi, Calandrone, Cattaneo, Fantuzzi, Frene, Frungillo, Genti, Gezzi, Giovenale, Inglese, Maccari, Mazzoni, Ostuni, Policastro, Pugno, Raos, Sannelli, I.Testa, Turra, Zaffarano], questa scelta di giovani tra loro intercambiabili e senza idee, in fondo già in partenza epigonali, esausti, fa temere che ai piani alti dell'editoria italiana l'idea di letteratura (e di lettori bersaglio) sia irrimediabilmente tarata, ormai anche per la poesia, sugli standard più scontati e vuoti del bestseller commerciale pronto uso.

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    Nina

    05/04/2011 09.12.17

    L'ho letto stanotte, bellissimo!

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