Un ombrello per le anguille. Racconti scritti sull'acqua

Michele Marziani

Anno edizione: 2012
In commercio dal: 19 aprile 2012
Pagine: 132 p., Brossura
  • EAN: 9788896621622
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
La pesca è stata ed è ancora la mia vita interiore. Non parlo spesso nella vita con Dio né con la mia anima, né con le persone care che ho perso per strada. Lo faccio pescando. Il mistero di quanto si nasconde sott'acqua è in grado di farmi riaffiorare i dubbi su quanto si nasconde nell'eternità. L'ingiustizia di un atto barbaro, primitivo - l'uccisione delle catture libera un dibattito interiore, mai risolto, ma infinitamente vitale. La pesca per me, a volte, è quasi una religione. È quello che non sono mai riuscito a far capire a mia madre, a mio padre, agli amici, alle donne che ho amato. Spero di riuscirci con i miei figli. Perché? Beh, perché io ho avuto un ottimo padre, ma oggi so che avrei voluto un padre pescatore. Qualcuno che mi segnasse le vie da percorrere, mi dicesse come fare il nodo per legare l'amo senza farmelo studiare sui libri con i disegni sempre poco chiari, qualcuno che si alzasse con me all'alba sapendo che cosa stavo provando.

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristina

    28/08/2012 15:38:07

    Negli anni 70, a casa, ogni venerdì, a cena, pesce. Non di mare: rigorosamente di acqua dolce. E mai che sia stato acquistato in pescheria: un amico di papà aveva la passione per la pesca e regalava volentieri il pescato. Ogni settimana, al primo boccone, non potevo fare a meno di pensare al signor William e di chiedermi chi mai glielo facesse fare di trascorrere la domenica in solitudine, con i piedi a mollo nell'acqua (va bene, esistono gli stivaloni, ma non dev'essere comunque il top della comodità), mentre gli amici erano al bar, a giocare a carte e a commentare i risultati di calcio. A volte ci rifilava un pesce di cui non ricordo il nome, pieno di spine. "E soprattutto, non potrebbe tenerseli, i suoi pesci, il signor William?" pensavo, cercando di evitare di mettere in bocca le spine traditrici, sottili e trasparenti. Ad un certo punto, il signor William ha smesso di andare a pesce e io di rimuginare sulle mie domande senza risposta. Fino a quando non ho letto "Un ombrello per le anguille". Non un romanzo e nemmeno un noioso manuale di pesca, ma una raccolta di racconti e memorie, aneddoti che parlano di pesca ma non solo: raccontano la vita. Perché dietro quelli che sembrano semplici gesti come preparare la canna, sistemare l'esca, lanciare e attendere ci sono emozioni che non avrei mai sospettato. La scoperta della passione, attraverso i racconti dei più anziani, la ricerca dei luoghi più adatti, la preparazione del materiale al meglio, facendo tesoro dell'esperienza trasmessa dai più esperti. C'è emozione anche nell'attesa. Perché è un continuo dialogo con la natura, in uno scambio che arricchisce. E quando l'uomo si arricchisce, migliora anche nei rapporti con i propri simili. Vero, il pesce è buono anche da mangiare. Ma, dopo aver sistemato l'anguilla in un ombrello capovolto per farla stare comoda, il signor William avrà davvero voglia di mangiarla?

Scrivi una recensione