L' onda sulla pellicola

Michele Lupo

Editore: Besa
Collana: Lune nuove
Anno edizione: 2004
Pagine: 386 p., Brossura
  • EAN: 9788849702026
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Recensioni dei clienti

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    carla s.

    26/08/2011 20:28:52

    Ho letto insieme questo romanzo e i racconti Fuoriusciti incuriosita dall'attività di critico letterario dell'autore che ha fra l'altro un bellissimo blog. I racconti sono più accessibili del romanzo, dalla scrittura raffinata ma a mio avviso dispersiva, forse aveva bisogno di qualche taglio.

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    Sara Orioli

    13/03/2011 08:51:36

    Un romanzo maledetto, mi viene da dire. Crudo e dal sapore americano ( Bukowski? Bellow?). Piacevolissima lettura

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    nicoletta

    15/12/2010 20:16:40

    Un romanzo che nette a nudo l'ipocrisia dei rapporti fra le persone, sia nel lavoro che nelle relazioni sentimentali, non si risparmia un'amara ironia, diverte e fa riflettere su questi anni poco memorabili.

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    lettore attento

    29/04/2010 11:38:57

    E' vero è scritto molto bene però la storia non è chiara, si avvita su se stessa e non succedono grandi cose. Poi personalmente preferisco personaggi più positivi.

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    enza

    09/02/2009 09:49:46

    La scuola privata e gli esamifici come non li ha mai raccontati nessuno, lo sfruttamento del lavoro intellettuale ma anche un personaggio pazzesco che si rivolta a tutto ciò, tragicomicamente, un erotismo spietato, un grande amore e l'ossessione del cinema: molte cose in questo libro, una scrittura fantastica. Michele Lupo è uno dei migliori scrittori italiani

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    gianenrico

    05/12/2008 18:58:18

    Bello nello stile non sempre nella trama che in effetti non è devastante, forse troppo lungo e insistente su certi passaggi. certamente Lupo scrive in maniera brillante anche se non facilissima

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    mari

    03/11/2006 20:10:38

    NOn sempre facile, il libro avvince soprattutto nella seconda parte, non tanto per la trama ma per la storia d'amore controversa narrata attraverso il dialogo dei protagonisti.

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    arianna

    25/06/2006 19:05:20

    L'ho letto per tre giorni e tre notti di fila, all'inizio detestando i personaggi come fa forse l'autore che si diverte a prenderli in giro poi appassionandomi sempre più a una storia dalla tramatura invisibile eppure possente. bravo michele.

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    marco

    27/05/2006 18:33:51

    Che libro, ragazzi! Uno stile fantastico, un personaggio indimenticabile, una severa quanto sarcastica lezione di stile sulla scuola, sul cinema, sulla scrittura. Un libro senza consolazioni, senza infingimenti. Delicato a suo modo, in certe parti, quando meno te lo aspetti. UN libro per pochi, forse, perché è letteratura, sul serio.

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    annalisa

    29/03/2006 19:23:53

    Libro bello solo in parte secondo me. fatica a partire, poi migliora lentamente ma forse un buon editing gli avrebbe giovato. Parlo di tagli non di scrittura, perché di sicuro essa è brillante, incisiva. Il personaggio principale è un furfante così odioso da essere a suo modo simpatico.

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    marta gello

    09/01/2006 19:44:05

    Non gli posso dare 5 stelle a uno scrittore non proprio tenero con le donne, non sempre diciamo, ma ammetto che è un bel libro, dalla scrittura molto interessante e a volte sorprendente. E' spiritoso ma anche un po' cattivo, nero a momenti e tenero quando meno te lo aspetti. Nel complesso mi è piaciuto, magari con qualche taglio qua e là.

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    fulvio

    11/11/2005 19:17:27

    E' un bel libro che non ha ricevuto l'attenzione che meritava come sempre accade con la piccolla editoria. Fa ridere ma anche pensare. cosa chiedere di più a un romanzo?

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    paoloburcheri

    04/10/2005 19:49:44

    L'onda sulla pelllicola è un libro un po' strano a partire dal titolo senza una vera trama ma con dei personaggi molto ben caratterizzati. A volte si dilunga un po' troppo specialmente in certe riflessioni amaro-ironiche sull'amore, sul mondo degli insegnanti e su quello degli aspiranti artisti. La scrittura però è di alto livello, cosa non frequente negli scrittori italiani attuali.

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    giuliocascioli

    21/09/2005 20:05:32

    E' un libro a tratti irritante, qualsi che l'autore non riuscisse a tenere a freno il suo desiderio di irridere tutto e tutti, però è un difetto che gli si perdona perché in fondo dà una certa coerenza di tono a tutta l'opera nonostante la diffrenza nei registri stilistici. avrebbe meritato certamente più fortuna, cosa non nuova nella piccola editoria

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    luana gerro

    08/09/2005 21:03:00

    E' vero, dopo un collegio docenti sei in piena agonia! Caro michele avevi ragione, anche se debbo confessarti che ho trovato certe volte il tuo sarcasmo un po' pesante: ma la scuola può anche essere un inferno quando viene lasciata in mano ai burocrati ai presidi etc. E la scuola privata è ridotta a un esamificio, è vero anche questo. Comunque, il romanzo è interessante anche per altri aspetti. lo consiglio a tutti

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    paolo

    05/09/2005 19:26:38

    Una mia amica insegnante me l'ha consigliato in quanto fautore della scuola privata ( perché la libertà non può essere a senso unico). Non posso dire in effetti che molte delle cose che dice l'autore siano sacrosante, ma non è questa la cosa interessante. a prescindere dalle idee, debbo dire che l'autore è molto bravo, sa usare la satira e non manca di farti riflettere.

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    francesca bertini

    05/09/2005 19:21:39

    Questo bel romanzo è cattivello e a volte un po' barocco, non sempre facile da leggere però se fai la fatica necessaria prima, dopo è un gran divetimento. sconsigliato agli insegnanti permalosi che non amano guardarsi allo specchio

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    nicola

    08/04/2005 18:53:31

    Sono chiare certe influenze americane, in questo libro, da Bellow a Roth, non a caso citato in epigrafe; ciononostante nella descrizione dei personaggi è presente una punta di acido corrosivo, un po' carognesco, linguisticamente stradaiolo che ne fa un romanzo per certi versi originale. Comunque, divertente.

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    Gianni Menini

    03/04/2005 20:15:07

    Libro che all'inizio ti chiede partecipazione attenta, squadernando come fa molti degli elementi della trama tutti assieme, saltando da un tempo all'altro con un eccesso di disinvoltura. Ma poi arriva, e quando accade non te ne stacchi più. Scrittura magistrale, fatta di registri diversi e splendide volute sintattiche, personaggi diversi e storie che si intrecciano in modo inaspettato, tragicomico. Romanzo per ridere dei nostri fallimenti: di presunti artisti, improbabili insegnanti e individui precari.

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    Laura Rossetti

    03/04/2005 20:04:50

    Ironia, grottesco, impossibilità dell'amore... non so cosa mi ha colpito di più in questo romanzo che non ha paura dell'eccesso, del politicamente scorretto. E' la storia di un personaggio assurdo, eccentrico e a tratti insopportabile ma dalla testa molto divertente, sempre che non facciate l'errore di innamorarvene nella vita reale! Ma anche uno sguardo profetico gettato sull'Italia prossima alla catastrofe clerical-aziendalista della cosiddetta "discesa in campo" dell'innominabile, dieci anni f. Buona lettura

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