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L’opera è per gli italiani una “dimensione del cuore”. Questo vale anche per il pianista romano Danilo Rea, il quale vanta quasi una predestinazione a questa passione nazionale. Ha compiuto gli studi di pianoforte classico al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e anche dopo la svolta verso la musica jazz, Danilo Rea, meno orientato agli standard jazz nordamericani, ha sempre prediletto la tradizione musicale della sua terra. Ne è un esempio il suo debutto con l’etichetta ACT “A Tribute to Fabrizio de Andrè” (ACT 9759-2), che gli è valso il premio come miglior pianista dell’anno nel Top Jazz 2010, il referendum indetto dalla prestigiosa rivista Musica Jazz. Rea ha scoperto l’opera grazie a Puccini, il suo compositore prediletto. Dopo il CD “Lirico” del 2004 (Egea SCA101), si è dedicato a “Opera”, questa volta interamente dedicato al melodramma italiano, con il sostegno del celebre trombettista torinese Flavio Boltro, musicista conosciuto in tutto il mondo. Anche lui vanta un eccellente curriculum: studi classici al Conservatorio di Torino, collaborazioni in orchestre sinfoniche oltre che un autentico interesse verso la sperimentazione. Fin dal primo suono, Rea e Boltro si impongono nel nuovo CD “Opera” come lirici eccelsi, che non temono il pathos e l’emozione profonda. Al centro del progetto c’è il contenuto melodico delle composizioni. L’evidente rispetto di fronte ai classici dell’opera non esclude naturalmente l’innovazione. Essendo due degli improvvisatori più creativi della scena italiana, trovano sempre un’avvincente variazione ritmica, una frase stimolante o un invenzione armonica importante. Opera e jazz scorrono armoniosamente l’uno nell’altro, e il loro equilibrio non appare mai né forzato né meccanico. Ne è un eccellente esempio la “Sinfonia dal Guglielmo Tell” di Rossini. Per rapido che sia il tempo, non si ascoltano mai forzature. La concentrazione va tutta sulla drammaticità insita nel brano, nel quale Rea e Boltro riescono con successo a trovare l’equilibrio ideale fra tecnica strepitosa, arrangiamento sorprendente e forza improvvisativa. Il “nascondiglio prediletto” - Schloss Elmau, castello che si trova nel centro delle prealpi bavaresi, è stato per molti artisti classici e jazz la fonte d’ispirazione per questo viaggio nel mondo dell’opera italiana. Quattro dei dodici brani suonati in questo castello, il 9 dicembre 2010, sono stati registrati live davanti al pubblico. “L’ atmosfera durante i concerti, è magica” dice Rea con entusiasmo. E così, durante l’ascolto di questo affascinante disco in duo, ci resta solo da affermare: che grandiosa opera!