Categorie

Philip Roth

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 464 p.
  • EAN: 9788806172947

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe Russo

    09/04/2014 14.38.24

    Il falso autobiografismo che tanto piace a Roth conosce in questo romanzo del 1993 uno dei suoi vertici assoluti. Il Leitmotiv dell'intera narrazione può considerarsi idealmente racchiuso in un bell'aforisma che si trova nel cap. 5: «il destino dell'uomo non è il suo carattere; il destino dell'uomo è lo scherzo che la vita fa al suo carattere» (p. 169). A partire da questa volontà di manovrare personaggi curiosi, identità precise e perfino il proprio stesso nome, l'autore mette in scena un'autentica giostra decisamente riuscita. Le parti migliori sono però, a mio avviso, le digressioni (alcune brevi, altre lunghissime) nelle quali Roth sfoga tutte le sue pulsioni nei confronti di ciò che la cultura ebraica può offrirgli e di ciò che lui può offire all'ebraismo: sebbene rischi di suonare tutto "loshon hora", è chiaro che non lo è.

  • User Icon

    Stefania

    17/04/2012 08.54.32

    È una sensazione strana leggere un libro e sentire che non potrai mai battere lo scrittore. Che lui ti sta portando esattamente là dove vuole portarti, e che tu ci devi andare, non hai scampo. La scrittura ti imprigiona, i personaggi ti chiamano, le storie sono lì e si dipanano con maestria. Non è generoso con i propri personaggi Roth, ne mette a nudo tutte le debolezze ma il suo sguardo non giudica, guarda. Non riesco a leggerlo in fretta, io che di solito corro. Ho come la sensazione che se mi perdo un passaggio, se non capisco bene un punto, mi perdo un respiro di una persona amatissima, o l'ultimo raggio di sole del tramonto, quello che incendia il cielo ma dura solo un minuto e ti riempie di malinconia. Per cui leggo e rileggo e rileggo. Stupita, perché ogni volta c'è qualcosa di nuovo, diverso, attraente, disturbante, difficile. Non è una lettura facile Roth. Non è rilassante. Devi essere disposto a metterti in gioco e a seguirlo, dovunque lui vada. Altrimenti è meglio che non cominci neppure. E il ritmo sarà lui a dettarlo, non tu. Operazione Shylock non fa eccezione. E' un libro così denso di personaggi che qualsiasi altro scrittore avrebbe avuto materiale per tutta la sua vita. E' un continuo gioco di specchi fra la verità e la menzogna, tra il reale e l'irreale, un viaggio divertente e massacrante tra ciò che è e ciò che non è. Chi è il Philip Roth che scrive? Chi è il protagonista del romanzo? Se ci si ferma all'apparenza questo libro muore. Se ci si lascia trascinare dallo scrittore, se ci si lascia portare là dove lui vuole, come lui vuole, ci si ritrova in un altro mondo. Un po' storditi, molto grati.

  • User Icon

    monia1980

    02/09/2008 19.16.18

    Libro indicibilmente brutto e stupido.Un auto-elogio costante e,a parer mio,immotivato,dal momento che io l'ho trovato piuttosto mediocre(scrittura inutilmente enfatica e piena di concetti pseudo-filosofici e pseudo-profondi).Non perdete tempo a leggerlo!

  • User Icon

    stefano66

    12/07/2007 20.12.40

    la carica espressiva di roth trova in questa opera uno dei suoi punti più alti .... lo paragono come qualità di narrazione e di analisi a "la macchia umana" ... la finzione di alcune situazioni (talvolta paradossali) mette maggiormente in risalto la genialità dell'autore, il quale, nella sua lotta contro l'alter ego "pipik", riflette nel suo "micromondo" il grande problema della identità ebrea ....

  • User Icon

    MARCO DA VR

    19/10/2006 14.54.36

    DAVVERO NON CAPISCO COSA CI SIA DA PREMIARE IN QUESTO LIBRO...L'HO TROVATO NOIOSO E PROLISSO,CON UNA STORIA CHE NON STA IN PIEDI.PER NON PARLARE POI DELLA SPLENDIDA TROVATA DELLA A.A.:ANONIMI ANTISEMITI...MA PER PIACERE!!!

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione