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Elsa Morante

Curatore: C. Cecchi, C. Gorboli
Editore: Mondadori
Collana: I Meridiani
Anno edizione: 1988
Pagine: 1700 p.
  • EAN: 9788804301431

recensione di Cases, C., L'Indice 1989, n. 3

Le opere "autorizzate" di Elsa Morante escono in due volumi dei meridiani. Le uniche eccezioni non autorizzate saranno nel secondo volume i saggi sparsi in riviste e già raccolti da Adelphi ("Pro e contro la bomba atomica", 1987) e sono in questo (riportati in appendice) i racconti del "Gioco segreto" (Garzanti 1941) non accolti nella silloge "Lo scialle andaluso" (Einaudi 1963). È noto infatti che la Morante, narratrice precoce, scrisse moltissimo prima della guerra, su giornali e riviste, offrendo - dicono i curatori - "un esempio quasi unico in Italia di reincarnazione novecentesca del romanziere russo o francese d'appendice". Un periodo dunque di tirocinio e dissipazione letteraria, simile a quello di Balzac. Di questa produzione i curatori non hanno ripreso nulla, corrispondentemente alle intenzioni dell'autrice, e del resto ci deve essere un forte iato, situato tra il 1943 e il 1945, tra questa Morante e quella che conosciamo. L'allegra scialacquatrice diventa una fissata della parola, una tormentatrice di compositori e correttori di bozze, e lo sfondo su cui si agitano i suoi personaggi diventa molto più cupo e drammatico. Da questa svolta nasce la grande scrittrice, ciò che non significa che non si possa pensare per il futuro a una scelta degli scritti ripudiati. Anche il Balzac o il Kafka di prima dell'illuminazione qualche interesse ce l'hanno.
Questo volume contiene "Menzogna e sortilegio", "L'isola di Arturo", le poesie "Alibi" e i racconti "Lo scialle andaluso"; seguiranno nel secondo "Il mondo salvato dai ragazzini", "La storia", "Aracoeli" e i saggi. Al primo volume i curatori hanno premesso una cronologia di settanta fitte pagine, di grande interesse in quanto utilizza ampiamente lettere e diari inediti, testimonianze biografiche tra cui ricordi e interviste di Moravia. Notevole un quaderno del 1938-39 intitolato "Lettere a Antonio" in cui si parla della crisi dei suoi rapporti con Moravia, suo amante da due anni, cui seguì nel 1941 il matrimonio. Ma in generale non c'è niente di più bello che seguire Elsa tra i gatti e i sogni, gli amori e le ire, Mozart e Stendhal. Massimo peccato: la mancanza d'amore. "La psicanalisi merita ogni rispetto. Ma che pensare di quell'amica di A., americana, che, come altri giovani dello stesso paese, avendo un amore infelice è andato dallo psicanalista per farsi curare!... Il sentimento più caro e prezioso consegnato al medico!"