Un oscuro scrutare

Philip K. Dick

Traduttore: G. Frasca
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 agosto 2017
Pagine: 345 p., Brossura
  • EAN: 9788834734056

34° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza classica

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Descrizione

Los Angeles, 1994: una droga misteriosa, la sostanza M, invade il mercato seminando follia e morte. La sua origine è ignota come la sua composizione e l'organizzazione che la diffonde. Bob Arctor, agente della sezione narcotici, si infiltra fra i tossici che ne fanno uso, per scoprire chi dirige le fila del traffico illegale: un abito speciale nasconde ai colleghi la sua identità e una sofisticata apparecchiatura elettronica gli consente addirittura di spiare sé stesso nella sua nuova condizione di drogato. Bob giungerà alla verità solo dopo essere sprofondato nel buio e nella disperazione della dipendenza. Un romanzo di straordinaria potenza emotiva, dedicato idealmente a quella generazione che dopo aver sognato un mondo diverso ha scoperto il baratro delle droghe, della dipendenza, dell'annullamento di sé. Canto del cigno di una generazione, "Un oscuro scrutare" è una vetta amara e lirica dell'opera di Philip K. Dick, e allo stesso tempo un romanzo sospeso tra giallo e fantascienza, ambientato in un futuro dominato dalla tecnologia e dalla manipolazione sociale. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Francesco Marroni.

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    Stefano

    18/09/2018 10:44:41

    Un Philip Dick indimenticabile ci racconta la California di una “generazione che gioca con la droga” dedicandolo a chi ha perso l’unità di sé stesso in una realtà troppo molteplice. La sostanza M, o Morte, ha invaso il mercato: è la frammentazione dell’io novecentesco nella sua massima espressione. Un agente della polizia anonimo partecipa al “gioco” della sua generazione perdendosi nei meandri delle sue stesse allucinazioni. Come sempre, Dick serve colpi di scena “ovvi” e subdoli: chi è Bob Arctor (Actor, un attore?)? Chi è Fred (un uomo in una tuta disindividuante, una combinazione infinita di uomini diversi)? Chi è Donna? Chi sono tutti gli altri? Non basta quel che dicono le prime pagine per capire. Le pagine scorrono veloci e avvincono il lettore come un vortice infernale. A Dick piace giocare con le idee del lettore per confonderlo e farlo ricredere su tutto quel che ha letto nelle pagine precedenti. In questo libro invita ad immedesimarsi nelle storie dei vari personaggi, prendendo le parti di uno o dell’altro: non esiste un protagonista, perché lo stesso protagonista dilania sé stesso nella paranoia in cui sprofonda ad ogni pagina. Spettatori di questo dramma sono le telecamere e i microfoni, gli obiettivi silenziosi che sanno più di noi. Loro ci vedono e ci fanno inorridire: ero io quello lì? Questo libro va letto molto lentamente se si vuole sprofondare nei mille dubbi e tranelli che Dick ci tende, se si vuole riflettere su quanto sia facile perdersi nella propria mente, su quanto sia difficile riconoscersi allo specchio (sono io quello lì?).

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