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Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell'emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano
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Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell'emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano - Nicola Gratteri,Antonio Nicaso - copertina

Descrizione


Come le mafie approfitteranno dell'emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano.

«Il racconto di Ossigeno illegale si snoda ripercorrendo decine di episodi noti e meno noti di infiltrazione mafiosa nel mondo della politica, dell'economia e della finanza. E proiettandosi su un possibile scenario futuro: "In un contesto dominato da una crisi senza precedenti, piccole e medie imprese rischiano di diventare un potenziale affare per la criminalità mafiosa a prezzi di saldo". Un pericolo che non si ferma all'Italia, avvertono Gratteri e Nicaso» - Giovanni Bianconi, Corriere della Sera

I corsi e i ricorsi della storia ci insegnano che le mafie da sempre sfruttano eventi drammatici e crisi per incrementare il proprio giro di affari, dall'epidemia di colera che nell'Ottocento decimò la popolazione di Palermo e Napoli, fino ai più recenti terremoti da cui l'Italia si sta ancora rialzando. L'attuale emergenza economico-sanitaria innescata dall'epidemia da Covid-19 rappresenta quindi per le mafie un'occasione: oggi come ieri, ma con metodi sempre più sofisticati, cercheranno di trarne vantaggio usando la corruzione per infiltrarsi nelle tante increspature dell'economia legale e soprattutto della politica. Secondo l'Istat, già nel giugno 2020 il 38 per cento delle aziende italiane segnalava rischi di sostenibilità della propria attività, mentre il 51,5 per cento prevedeva di avere problemi di liquidità entro la fine dell'anno. Le uniche «aziende» a non aver risentito minimamente della crisi, come rivelano i dati forniti dal ministero dell'Interno, sono proprio le mafie. Anzi, tra marzo e luglio 2020, i reati ascrivibili a organizzazioni criminali sono sensibilmente aumentati rispetto allo stesso periodo del 2019, toccando un picco del +17 per cento per quanto riguarda il riciclaggio e il reimpiego dei capitali. «Le mafie sono sempre state considerate un problema di ordine pubblico, da contrastare con manette e sentenze» osservano Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. «Purtroppo, sono ben altro e andrebbero combattute anche sul piano culturale, sociale ed economico.» È questo lo snodo centrale su cui Gratteri e Nicaso insistono, perché «sono in molti a essere avvezzi alla logica della corruzione, ovvero a quella forma di "ossigeno illegale" che altera le regole del mercato e stravolge i principi della democrazia». Per fermare questo scandaloso e letale fenomeno, che non riguarda soltanto il nostro Paese ma è ormai di portata globale, è necessario proporre riforme e leggi più incisive, condivise dall'intera Europa, che possano finalmente liberarci «da quelle ambigue articolazioni di potere dedite alla propria conservazione, pronte a saccheggiare qualsiasi risorsa calpestando ogni cosa, anche la pietà».

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Dettagli

2020
17 novembre 2020
156 p., Brossura
9788804732563

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Giamma
Recensioni: 3/5
Titolo ingannevole

Di per sé non è un brutto libro, intendiamoci. Mi ha però lasciato un tantino perplesso per via del fatto che si parla poco di mafie legate all'emergenza Covid e tanto di traffici di mafie in generale, che nulla hanno a che vedere con l'emergenza sanitaria. Aggiungo anche che non è sempre un testo particolarmente scorrevole e di piacevole lettura in quanto in varie parti non è altro che un lungo elenco di casi di traffici illeciti scoperti dalle Forze dell'Ordine. Nel complesso, un lavoro giornalistico curato e dettagliato ma che difficilmente consiglierei di leggere.

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Alberto
Recensioni: 4/5
Un po' disorganico ma interessantissimo

Non è un discorso del tutto organico, ma un'analisi dei vari punti di accesso della criminalità nelle situazioni di crisi, con esempi che vanno dalla situazione pandemica a quella delle crisi che hanno seguito i terremoti.

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bea01
Recensioni: 5/5

Molto interessante

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Nicola Gratteri

1959, Gerace

Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla 'ndrangheta e vive sotto scorta dall'aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta. Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico.  Con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo, ha scritto numerosi libri tra cui: Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta...

Antonio Nicaso

1964, Caulonia

Antonio Nicaso, nato in provincia di Reggio Calabria, oggi vive in Canada. Giornalista, scrittore e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso. Ha dedicato particolare attenzione all’analisi comparativa delle mafie italiane con quelle straniere, con riferimento a strategie di partenariato nella gestione di attività illecite, come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro. Insegna storia delle organizzazioni criminali all’Università di Middlebury, in Vermont (Usa). È autore di 18 libri sulla criminalità mafiosa, tra cui alcuni successi internazionali, tradotti in diverse lingue. Nel 1995 ha pubblicato Global mafia, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale; del 2010 è invece La...

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