Le paludi d'Athakah

Stefano Mancini

Editore: Linee Infinite
In commercio dal: 01/01/1990
Pagine: 566 p.
  • EAN: 9788862470995

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    Alessio

    29/03/2018 09:09:59

    Oltre allo stile di Stefano Mancini, che ormai è una garanzia, per il modo ben curato con cui presenta le sue storie, ho apprezzato due cose del romanzo: prima di tutto la struttura, l'essere un volume corposo che, come le antiche cronache, non narra un solo episodio, bensì un'epoca intera, abbracciandola nel suo complesso. Per cui ecco che troviamo tanti personaggi, luoghi e situazioni diverse: la campagna d'Athakah, i generali degli elfi, i re dei nani, i loro figli e nipoti, gli studi e le ricerche di Jyrien, la fine delle guerre, la nascita dei tre principi Lathlanduryl, Methke il mezzuomo e molte altre trame che si uniscono a formare un unico fiume, quello che bagna l'Età dell'Oro, fino alla sua foce. L'autore ci dimostra che per raccontare una bella storia fantasy non serve necessariamente un "bad guy" (che, il più delle volte, come Sauron o tanti altri, è semplicemente un Signore Oscuro) ma si può raccontarla in molti modi, seguendo le gesta e soprattutto lo sviluppo di un'intera società. Gli elfi, in questo caso, e i nani, in seconda battuta. E poi, se vogliamo, il vero nemico di queste razze sono loro stessi, il senso di vuoto che subentra nella maggior parte di loro una volta che le guerre sono finite, il culmine della potenza raggiunto da elfi e nani e che li porterà a capire che il mondo, come l'hanno conosciuto, è troppo piccolo per entrambi. La seconda cosa che ho apprezzato è probabilmente imputabile a una mescolanza di fattori. Conoscevo già quel che sarebbe accaduto dopo i Giochi Funesti, ma ero curioso di scoprire come si era arrivati a questo punto, cosa c'era prima, e il libro mi ha soddisfatto; tanto ero preso dalla trama e dal ritrovarmi partecipe ai pensieri di Aurelien che a un certo punto mi ero quasi dimenticato che sapevo già come sarebbe finita. Inoltre ho apprezzato la presenza di sottotrame inaspettate, come Methke e la creazione dell'amuleto di Jyrien, che hanno decisamente aggiunto la sorpresa alla piacevolezza della lettura. Certo, a

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    Serena

    08/08/2017 08:35:48

    Mi ricorda molto un vecchio librogame...

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    Lo stile di Stefano Mancini ormai è una garanzia, per il modo ben curato con cui presenta le sue storie; l'autore ci dimostra che per raccontare una bella storia fantasy non serve necessariamente un "bad guy" (che, il più delle volte, come Sauron o tanti altri, è semplicemente un Signore Oscuro) ma si può raccontarla in molti modi, seguendo le gesta e soprattutto lo sviluppo di un'intera società. Gli elfi, in questo caso, e i nani, in seconda battuta. E poi, se vogliamo, il vero nemico di queste razze sono loro stessi, il senso di vuoto che subentra nella maggior parte di loro una volta che le guerre sono finite, il culmine della potenza raggiunto da elfi e nani e che li porterà a capire che il mondo, come l'hanno conosciuto, è troppo piccolo per entrambi.

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    Fabio

    18/03/2016 19:47:10

    Ho letto questo libro su suggerimento di un amico, e posso dire essere stato un ottimo consiglio. La trama è originale, decisamente inconsueta se paragonata ai soliti libri Fantasy, con il libro che copre un periodo di oltre 1000 anni, ma la cosa che ho trovato più stravolgente è lo stile che Mancini ha nello scrivere: si inizia a leggere e ci si rende conto dopo poco di aver divorato interi capitoli senza essersene resi conto. Sono moltissimi i dialoghi, fluidi e scorrevoli, che permettono al meglio di farsi un'idea dei personaggi, a loro volta molto caratterizzati. Viene facile affezionarsi ad alcuni di loro e si prova dispiacere quando escono di scena. Decisamente la migliore "promessa" emergente letta negli ultimi anni, che merita di essere seguita da vicino.

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    Claudio

    17/03/2016 14:44:11

    Di solito non amo particolarmente i fantasy, ma questo romanzo di Stefano Mancini mi ha catturato fin dalle prime pagine. Un'ambientazione classica, con elfi, nani, uomini e orchi fa da sfondo a una storia, al contrario, del tutto innovativa. Le paludi d'Athakah è un libro che certamente non lascerà delusi i fan del genere, l'inizio di una trilogia che promette molto bene.

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    Franco

    10/03/2016 16:41:26

    Fantasy che presenta sia connotati classici che innovativi; dopo una prima parte carica di azione (che nei fantasy più canonici normalmente troviamo più avanti, se non alla fine della storia) si incentra molto sull'espansione dell'impero elfico e sulla situazione politica, parallelamente alla crescita dei personaggi, senza però risultare noioso. La scrittura fluida, l'ambientazione curata (ma non eccessivamente descrittiva), unita alla profonda caratterizzazione dei personaggi permettono un'ottima immedesimazione. Mi è piaciuta molto la reinterpretazione che l'autore dà delle situazioni e delle dinamiche già note agli amanti del genere (es. la nascita dell'astio tra elfi e nani, il rapporto difficile con gli umani appena usciti dallo stato di primitivi etc) A qualcuno potranno risultare un po' indigesti gli elementi di dissonanza che io ho invece apprezzato, mi sento comunque di consigliarne la lettura, assieme ai due volumi successivi.

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    patrizia

    20/12/2013 19:19:57

    Ho letto gli altri due libri di Stefano (il labirinto degli inganni e La spada dell'Elfo) ma in questo ho trovato avventura, amicizia, inimicizia,amore ecc. Molto coinvolgente e scorrevole, ok Stefano continua cosi'.

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