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Recensioni Il pane di ieri

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    18/02/2014 09:59:31

    In tempi di inflazione delle parole, di sensazionalismo semantico, di consumismo librario, pochi sono i libri che riescono a presentarsi così asciutti e ruvidi e, nel contempo, così dolci e significativi. In questo tempo NOI (non la società ma noi) stiamo perdendo le radici dell'uomo, quei fili che rendono una persona autenticamente umana. Tra queste radici: legame, lavoro, famiglia, comunità, festa, lutto, pioggia, vendemmia ... Vi è tutto lo spettro delle dimensioni della vita e dell'uomo. E oggi le stiamo perdendo e non per colpa della fine della società contadina o dei mezzi di comunicazione. Le stiamo perdendo per il nichilismo che permea il NOSTRO modo di vedere le cose: inebetiti sui (un)social network, dipendenti di facebook, incapaci di relazioni

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    17/09/2012 12:20:20

    Non conoscevo Enzo Bianchi, ma sono felice che grazie a un regalo io abbia potuto godere della calma, della riflessività e della semplicità di questo saggio monaco. Il ripercorrere la sua infanzia, le sue terre mi ha toccato il cuore. Ho imparato usanze e tradizioni del Monferrato che mi erano sconosciute. In questo libro ha citato un autore a me tanto caro: Nico Orengo.

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    17/06/2012 16:28:30

    Piacevole lettura,i tempi sono quelli dei nostri nonni contadini,tanti sacrifici, vita semplice...ma tanto tanto cuore....da leggere....

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    30/08/2011 09:11:41

    Un libro che rasserena, non aggira i problemi, ma guarda il mondo con gli occhi della saggezza. Il tutto con una prosa semplice e godibile. Ho passato delle ore di vera quiete. Consigliato

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    28/03/2011 09:23:38

    Leggo i libri di Enzo Bianchi e mi sento una parte di un tutto. Che bel dono ha quest'uomo di trasmettere un pensiero intenso e semplice senza enfasi. L'autunno della vita arriva ma non c'è il timore, bensì l'accettazione di ogni giornata. Io non sono una cattolica praticante ma riconosco in quest'uomo il dono vero della fede.

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    15/03/2010 07:37:28

    Libro che trasmette serenità e stimola alla riflessione. Gradevoli le descrizioni delle tradizioni del Monferrato e dell'esperienza dell'autore. Mi hanno colpito le caratteristiche dei suoi umili maestri e le riflessioni finali sull'atunno della vita

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    23/11/2009 18:31:31

    Il libro per la sua semplicità può essere letto in poche ore, ma è bello soffermarsi più a lungo perché va assaporata ogni briciola come “il pane di ieri”. “Il cibo è come la sessualità: o è parlato oppure è aggressività, consumismo; o è contemplato e ordinato oppure è animalesco; o è esercizio in cui si tiene conto degli altri oppure è cosificato e svilito; o è trasfigurato in modo estatico oppure è condannato alla monotonia e alla banalità….Far da mangiare per una persona amata….è il modo più concreto e semplice per dirgli: ’Ti amo, perciò voglio che tu viva e viva bene, nella gioia!’” Lettura piacevole, distensiva, che pur portandoci indietro nel tempo (è un vero viaggio nel passato), non ha il sapore struggente e melanconico della nostalgia, non è ricordo di qualcosa che non c’è più. E’ un ricordare per dare senso all’oggi e una speranza al domani. Il passato è vissuto come presente perché incarnato nel tessuto vitale dell’autore che di esso si è nutrito ed ora ne gusta le dolcezze. Ne scaturisce una meditazione pacata che tra descrizioni e riflessioni distende e alimenta la mente e lo spirito. C’è tanta vera umanità da cui trarre insegnamento. E se si è oltrepassati i primi “anta” fa bene ritrovare anche un po’ di se stessi.

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    02/07/2009 22:48:38

    Non mi è piaciuto, pur ritrovando nel libro molti racconti dei miei nonni e genitori monferrini. Pieno di luoghi comuni ed immagini stereotipate (un es. fra tanti: nel capitolo "Vegliare insieme" l'immagine di chi restava da solo in casa e finiva immancabilmente ubriaco con la radio grcidante...). Sicuramente mi aspettavo qualcosa di diverso da Enzo Bianchi che ho spesso apprezzato nei suoi interventi televisivi e sui giornali. Tutto sommato i 15 capitoli potevano essere condensati in poche pagine di ricordi, uniti dalla considerazione sottesa nel titolo: l'insegnamento del passato è buono anche per il futuro.

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    16/06/2009 17:49:33

    Bello. Non è un libro di ricordi, non è un racconto di come eravamo, né di cosa facevamo o mangiavamo. Non è un libro da leggere tutto d'un fiato, nonostante lo spessore ridotto delle pagine, è un libro da meditare. La saggezza millenaria contadina forgiata dalla fatica quotidiana del vivere è il pane di ieri, il solo che sarà buono anche domani. Cio' che distingue l'uomo degli ultimi vent'anni rispetto alle generazioni precedenti è la perdita del legame con le proprie origini e quindi con il significato autentico delle cose, dei gesti e delle proprie azioni. Questo libro può essere occasione per rivedere e rivalutare molte delle nostre abitudini attuali o perdute nell'inganno del consumismo. E'una lente per mettere a fuoco cio' che il nostro occhio non vede (più).

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    03/06/2009 12:04:27

    Veri suoni, veri sapori, veri sentimenti, che risiedono nel fascino della semplice vita contadina e nella saggezza che la pervade. Per non dimenticare.....

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    29/04/2009 14:01:48

    Un bel libro, ben scritto soprattutto nella prima parte e leggermente appesantito da qualche ripetizione nella seconda parte. Nell'insieme è ben strutturato, scorrevole e piacevole. Personalmente non amo il genere "amarcord", e questo è l'unico motivo del mio voto medio.

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    28/04/2009 18:25:26

    Un libro bellissimo che ho letto in un pomeriggio, che fa ripensare e riscoprire i veri valori delle cose materiali e spirituali, e che auita a ridare un valore alle cose semplici ma che sono anche le basi della vita quotidiana. Una lettura piacevole che intriga per la semplicità delle persone e delle vicende, tanto da sembrare di farne parte.

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    25/04/2009 12:57:54

    Semplicemente: straodinario. La sensazione è quella di essere sulle braccia di un vecchio nonno ad ascoltare le sue storie, i ricordi della sua vita. La domanda che mi solletica questo libro è IL PANE DI IERI, SARà BUONO DOMANI?????? Saremo capaci noi generazioni future ad avere lo stesso rispetto e lo stesso amore per la natura, per l'uomo e per le cose così come ci trasmette l'autore nella sua opera? Questo libro è un atto di amore, un pezzo di pane appena sfornato, fumante, invitante ma che esige tempo e rispetto per essere gustato.

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    15/04/2009 16:11:43

    Un piccolo capolavoro. Da leggere e meditare. Il costo è un po' elevato, ma sono soldi spesi per un investimento dal ritorno umano profondissimo. Enzo Bianchi si conferma un grandissimo.

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    ant
    07/04/2009 16:48:55

    Il leit motiv del testo sono i ricordi di usi e costumi di qualche tempo fa, ma non è un libro che vive di nostalgia, anzi vi è un'analisi lucida e volte spietata del passato, con esaltazione però di quelle che erano abitudini e consuetudini che non esistono più. Pur essendo Bianchi fondatore e Priore della comunità di Bose(al)questo libro non è per niente indirizzato solo ai cattolici, è godibilissimo per tutti(quelli che hanno la mente aperta naturalmente...) e senza barriere; infatti così come Bianchi rispolvera tradizioni legate alla vita quotidiana, allo stesso tempo esalta piatti e pietanze semplici appartenenti alla tradizione culinaria del basso Piemonte..che solo a leggerle , che delizia! Prima di chiudere volevo segnalare un paio di passaggi che mi hanno colpito del testo: 1)L'importanza e l'amore che si trasmette nel cucinare, facendolo al meglio possibile 2) L'esaltazione del pane e del vino: "sono cibi antichi nei quali coltura e cultura s’incontrano e s’armonizzano perfettamente" 3) E cioè la cosa che mi ha fatto più riflettere, come Bianchi descrive l'orto: "l’orto è una grande metafora della vita spirituale: anche la nostra vita interiore abbisogna di essere coltivata e lavorata, richiede semine, irrigazioni, etc..."

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    06/03/2009 19:21:13

    Bellissimo libretto (indimenticabile la prima parte) che ci narra una vita vera, autentica fatta di gioia ed anche dolore, ma sicuramente costellata di mille valori persi che distinguievano l'uomo dall'animale. Rara anche l'oggettività con la cui Bianchi ci presenta un epoca fatta anche di tante tribolazioni. Uica anche la serenità con cui affronta temi tanto semplici, ma anche tanto profondi come la conlcusione dell'esistenza. Mi sento di dire che forse il pane di ieri è più "bono" anche se duro. da leggere assolutamente.

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    20/02/2009 12:22:31

    Questo libro è un piccolo cofanetto di ricordi, sapori, odori, di quella vita contadina che oggi è quasi scomparsa. Una vita dura, fatta di piccole cose,e di forti emozioni. Che nel tempo pultroppo hanno cambiato aspetto, trsformandosi oggi: in una vita artificiale, preconfezionata e priva di tutti quei valori che un tempo erano colonne portanti. Certo; una vita più dura, ma assai più genuina...Grazie Enzo!

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    18/02/2009 13:38:00

    La statura morale dell'uomo Enzo Bianchi mi era nota già da tempo. Ora scopro anche lo scrittore capace di evocare immagini di un mondo ahimè perduto ma certamente più a misura d'uomo dell'attuale. Una prosa forte e schietta, sicura e di grande impatto: "un tuffo dove l'acqua è più blu"! Grande!

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    11/02/2009 11:52:29

    E' un libro da leggere! Riesce a darti una sensazione di benessere che ti accompagna sempre quando ci ripensi e riesce a metterti in pace con il mondo!

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    01/02/2009 08:33:02

    Una parola limpida e schietta, immagini del mondo contadino ritratte con occhio sincero, un'immersione nel passato per rinascere migliori nel presente.

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    31/01/2009 18:44:22

    Libro piacevole, interessante, bellissimo, non scioccamente nostalgico d'epoche passate... Il quarto capitolo dedicato all'arte del far da mangiare e alla cultura della buona cucina, con le tradizioni di una volta e quelle di oggi, è favoloso, bellissimo, e da solo merita tutto il libro, per il bel mix tra considerazioni sul passato, sul presente, sulla cultura, ecc. Mi ha affascinato e mi ha anche messo l'acquolina in bocca... la descrizione del "rito" del sugo, dei ravioli... (ma si badi che non è un capitolo dedicato al far da mangiare bene! bensì al come dire "ti voglio bene" con il cibo..). Il taglio del libro è di saggia umanità e tradizione, non c'è praticamente nessun discorso religioso, e ti fa proprio (ri)vivere tante cose delle recenti tradizioni di campagna, più o meno (s)conosciute, bello bello, da gustare, al massimo un capitolo per volta. Si merita tutti i 5 punti, assolutamente.

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    08/01/2009 21:21:50

    Questo sereno libro di Enzo Bianchi mi è piaciuto molto. Sia per la gradevolissima lettura, capace di coinvolgere, di far partecipe il lettore al punto da sentirsi come una statuetta dentro a quel presepe in continuo movimento dalla primavera a Natale lassù nelle langhe; sia per le mille piccole "morali" che la tradizione, la sapienza dei "vecchi", la vita insomma, insegna e di cui Bianchi si fa fedele memoria nel tempo.

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    02/12/2008 11:47:25

    Eccezionale Enzo. In poco più di 100 pagine riesce a far rivivere la vita di cinquanta, sessant'anni fa del suo Monferrato. Par di vedere il parroco che lotta contro la grandine, che minaccia chi bestemmia, chi non va in chiesa, che fa chiamare dal chierichetto gli uomini prima della comunione. Par di partecipare alle vendemmie, al timore che l'anno venga rovinato da pioggia o grandine improvvisa. Ti sembra di far parte di quelle corti dove si coltivano orti e si producono quelle che noi oggi chiamiano prelibatezze. Tutto con il senso del rispetto di quegli anni, non certamente migliori di oggi, ma vissuti con più semplicità.

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