La paranza dei bambini

Roberto Saviano

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 10 novembre 2016
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788807032073
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Descrizione


Innocenza, sopraffazione e inganno nel nuovo grande romanzo di Roberto Saviano: crudo, violento, senza scampo.

«In Saviano, ad onta della sua fama di polemista e di "denunciatore" (che naturalmente questo rilievo non mette affatto in discussione), la natura prevalente è quella del narratore. Qualunque cosa Saviano dica o denunzi, lui innanzi tutto la racconta. Il suo genio naturale è questo. "La paranza dei bambini" lo ri-dimostra eloquentemente.»Alberto Asor Rosa, La Repubblica

«Con questo romanzo, adda murì mammà, Saviano ha "scassato i ciessi!", ha spaccato tutto.»La Lettura del Corriere della Sera

«Non sono mostri, non sono esseri marci, sono ragazzi a volte addirittura geniali, con famiglie normali. Sono ragazzi che vivono in un mondo che bara continuamente, che parla di merito laddove c'è privilegio, di impegno laddove c'è soltanto truffa, sotterfugio» - Roberto Saviano

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Dragonball, Dentino, Plasmon, Lollipop –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.

Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e ci immerge nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    linda

    04/11/2018 01:02:33

    bello , ben scritto, scorrevole , molto bella e azzeccata la scelta dell'autore di mettere tutti i dialoghi in napoletano.

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    daniele

    03/10/2018 07:19:22

    Un libro pretenzioso e che annoia. Sconsigliato

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    viola

    23/09/2018 20:12:22

    Napoli, meravigliosa, turistica, storica. Napoli è anche purtroppo luogo di realtà aberranti, camorra, giochi di potere ed omertà. In questa Napoli i ragazzi sognano un futuro, lo pretendono, hanno necessità di vivere un riscatto sociale per rendere onore e dignità alla vita. Uno spaccato sociale su cui porre attenzione.

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    Clara

    23/09/2018 10:29:57

    Un bel libro, ma anche no. La crudeltà gratuita, il delirio d’onnipotenza e il disprezzo per la vita sono solo alcune delle cose che fanno odiare e al tempo stesso compatire Nicolas, ‘o Maraja. Nicolas che è il tipico “il ragazzo è intelligente, ma non si applica” a scuola, forse perché a scuola non ci va. E’ il tipico stronzo con Letizia, la fidanzata, che da vera donna mafiosa, è tanto più orgogliosa del suo “uomo” sedicenne quanto più questo incute timore tra i quartieri del centro di Napoli. Povero Maraja, nel tentativo di voler essere originale, di voler essere migliore, di voler essere il primo, non è nient’altro che la caricatura senza barba della peggiore delle esistenze possibili. A condividere il suo sistema di (ribaltamento dei) valori la Paranza, i suoi amici, i suoi “fratè”: una banda di ragazzini cresciuti troppo in fretta, che a dieci anni vanno in giro in scooter armati fino ai denti, pippano e spacciano cocaina, chiedono il pizzo, giocano alla PlayStation (unico residuo di giovinezza nelle loro esistenze logore). Il tutto si muove sullo sfondo di una Napoli che è appena abbozzata nella componente paesaggistica ma è invece vivisezionata nel suo sistema sociale diviso tra bande, boss e paranze, dove l’unica emancipazione immaginabile è quella di poter, un giorno, non rispondere più a nessuno. Essere capi di se stessi. Saviano racconta ascesa e (rapidissimo) declino della paranza governata da Nicolas, padre padrone che dall'alto dei sui sedici anni sentenzia, punisce, premia e abbandona i suoi fratè. La scrittura è perfetta per quello che racconta: pulita, a tratti crudele, dritta al punto. Ma Saviano eccede in un dialettismo che risulta forzato e ci mette un centinaio di pagine di troppo. Non si misurano i libri in pagine, lo so, ma qua a cento pagine dalla fine si vede limpido all'orizzonte il traguardo e, per raggiungerlo, si è costretti ad arrancare un po’. Un buon libro comunque. Buono quanto basta a farmi venir voglia di leggere gli altri.

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    Monica

    22/09/2018 18:49:31

    Romanzo puramente nato dalla fantasia dell’autore, ma ispirato alla realtà, “La paranza dei bambini” ci racconta la Camorra da quel lato che forse più degli altri abbiamo l’inclinazione ad ignorare. Parlare infatti di adolescenti che imparano a maneggiare AK-47 mirando a parabole ed antenne, che vogliono soldi, sempre di più e nel modo più facile possibile, che creano una paranza con l’intento di arrivare al livello dei “grandi” fino a superarli facendoli fuori, non è impresa facile, perché ci mette di fronte alla realtà più cruda e feroce che altro non è che il prodotto del mondo che ci circonda. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci piccoli, da ingannare con la luce, e ottimi per la frittura; e come nella pesca a strascico, la paranza camorrista va a pescare pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, ingannati da una luce che li porta a morire con l’illusione di arricchirsi. Per questi ragazzini, che per diventare bambini c’hanno messo dieci anni ma che per spararti in faccia ci mettono un secondo, esistono solo i forti e i deboli, esiste solo l’oggi e per questo non possono fare altro che viversi tutto e subito. Si evince una forte volontà di fondo di andare oltre a quelle che fino a quel momento sono state definite “gerarchie camorriste”, con la voglia sempre più crescente di soverchiare il sistema per riuscire a primeggiare. Oltre a questa incontenibile “voglia di farcela”, ciò che li contraddistingue sono i soprannomi: il nome che ti viene dato o che ti scegli è tutto, rappresenta la tua carta di identità. Nicolas, ad esempio, si fa chiamare “‘O Maraja” perché solo un grande re ha il rispetto di tutti e non deve rendere conto a nessuno. Uno straordinario romanzo di de-formazione, di “cruda formazione”, che non lascia scampo e che grazie anche all’uso del dialetto all’interno della narrazione, fa in modo di catturare il lettore per poi lasciarlo invischiato nella trama con un sapore di amaro in bocca.

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    umbi

    22/09/2018 12:24:08

    Una storia cruda e tagliente, dove 10 “mini-boss” raccontano, e si raccontano, in una Napoli che viene descritta in un romanzo di finzione ma che, ahimè, è facilmente riconoscibile nella realtà odierna. Il libro scorre velocemente, senza momenti di “immobilità” o noia. La narrativa è serrata e, in pieno stile Saviano, maniacalmente descrittiva. Ci si immerge immediatamente nelle vicende chiedendosi sempre dove sta il confine tra la finzione e la cronaca e ci si affeziona subito ai personaggi, nella loro crudele quotidianità. Maraja, Dentino, Lollipop, Drone e tutti gli altri quindicenni, legano, fin dalle prime pagine, il lettore alle loro emblematiche personalità. Bellissimo il mix tra l’italiano ed il dialetto perché permette a tutti di comprendere bene la narrazione ma, al tempo stesso, dà carattere al libro. Bello. Triste. Pagina dopo pagina lascia amarezza e poca speranza.

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    Rosita

    21/09/2018 08:31:10

    E' un libro crudo, che ti lascia sconvolto. Saviano riesce a rappresentare la realtà di Napoli in maniera magistrale. Ti sembra di essere in quelle strade, ad osservare le vicende dei ragazzini protagonisti della storia. Soffri come spettatore-lettore nel vedere come dei ragazzini si adeguino alla mentalità mafiosa. Ho trovato l'opera molto vicina al reale, anche grazie all'uso ricorrente del dialetto napoletano nei dialoghi.

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    Annalisa

    20/09/2018 20:22:45

    Saviano ha sempre analizzato con grande acume e chiarezza la situazione del suo territorio, denunciando coraggiosamente le attività della criminalità organizzata. Quando quest’analisi spietata incontra l’innocenza perduta dei “paranzini” non può che nascere un capolavoro. Profondamente commovente.

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    Carmen

    19/09/2018 14:11:45

    Bellissimo, coinvolgente, ti tiene incollato. La cosa più bella di questo libro è il modo in cui viene trattato questo tema così forte. La criminalità è vista con gli occhi di un gruppo di ragazzini che bramano il potere, sprezzanti del pericolo. Un libro da leggere nelle scuole. Saviano è una persona da ammirare e da cui prendere esempio

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    Antonia

    19/09/2018 09:04:48

    Forse mi aspettavo troppo. Comprendo le capacità giornalistiche, ma quello che viene presentato come un romanzo dovrebbe essere un po' liberato dalla mera cronaca. La storia, per quanto spinga ad andare avanti (più per curiosità umana che per spunti interessanti) è una classica "Gomorra", né più, né meno. Insomma, questa mia prima esperienza con il Saviano da romanzo è stata deludente, sono indecisa se intraprendere il seguito.

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    angela

    18/09/2018 15:35:50

    Un romanzo in cui Saviano fa emergere un problema gravissimo e raccapricciante, cioè ragazzini che invece di vivere spensieramente la loro fiabesca età e mettere le basi per un futuro importante, al contrario sono dediti al malaffare e a traffici e comportamenti disumani. Il protagonista è Nicolas, detto "o maraja", sedicenne figlio di buona famiglia che vuoi per le frequentazioni , vuoi per il suo carattere particolare, percorre un'ascesa incredibile verso l'affiliazione e poi l'affermazione nell'ambito della malavità . Nicolas si circonda solo dei suoi amici d'infanzia, adolescenti anche loro, e le peripezie e le vicissitudini narrate nel libro sono assurde e inconcepibili per l'età dei protagonisti e la crudeltà insita. Sono come i pesci piccoli sul fondo della rete che, in realtà sono buoni, neanche loro sanno quanto di buono c’è in loro, un condensato di innocenza, intelligenza, vitalità. Intervengono invece gli adulti di malaffare, che senza scrupoli di alcuna sorta, con l’inganno devastano l’innocenza del gruppo, stimolandone gli aspetti peggiori. I ragazzini aspirano perciò naturalmente e assai ingenuamente, come tutti a quell’età, a divenire anche essi pesci grossi, a impossessarsi in proprio della gestione dei traffici di droga, delle estorsioni, di tutte le attività illecite del quartiere, si sentono grandi, forti, potenti, pronti a scalare le gerarchie criminali. Il problema è tutto in una società malsana che li attira abbagliandoli con la luce del facile arricchimento, li intrappola nella rete del malaffare e della delinquenza comune sfruttando le carenze educative, motivazionali ed affettive di questi piccoli pesci. E tutto questo è inevitabile, Saviano ne è consapevole e testimone, con dolorosa amarezza.

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    tiziana

    18/09/2018 14:45:46

    in questo libro ritroviamo la stessa bellezza narrativa a cui Saviano ci aveva abituato con Gomorra...i temi trattati sono nudi e crudi ma la potenza descrittiva, oltre che ad una giusta riflessione ci porta alla consapevolezza di quanto possa essere forte la parola scritta

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    Giusy

    18/09/2018 13:52:27

    Pensavo che dopo Gomorra, non sarebbe stato più in grado di stupirmi più di tanto, ma rimangio tutto! Racconta fatti reali e Saviano ormai riesce a catturare l’attenzione di tutti i lettori ! Lo consiglio a tutti

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    Jacopo

    05/03/2018 11:37:35

    Ho Letto Gomorra, Zero Zero Zero, ho visto i film e la serie. Devo dire che come autore -> giornalista/romanziere e' molto bravo a catturare il lettore. Si legge l'influenza del cronista quale e' Saviano. le storie sono reali per il 90% e in alcuni casi anche per la loro totalita'. Vivamente consigliato, soprattutto quello che mi piace e' stato leggere il libro e poi riguardare la serie tv nel quale si ritrovano molte cose in comune. Libro coninvolgente, realta' purtroppo Italiana che denota come nel nostro Paese ci sia ancora molto lavoro da fare. Consigliato come regalo a chiunque, si legge molto facilmente qualsi come fossero dei lunghi articoli di cronaca nera. Bravo Saviano continua cosi!

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    vittorio Pisa

    19/01/2018 12:33:03

    Abbiamo un romanziere!

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    cristina

    06/12/2017 09:18:46

    Mi è piaciuto meno di tutti gli altri, anzi ad essere sincera è ZeroZeroZero quello che mi è piaciuto poco. Saviano sa scrivere e raccontare, qui si sofferma sui bambini di camorra ma non so perché non risulta incisivo e "sconvolgente" come negli altri suoi scritti. Forse è il segno che siamo ormai assuefatti al male nelle sue forme più estreme, persino quando riguarda le creature più innocenti o che tali dovrebbero essere?

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    Elena

    29/11/2017 15:41:50

    Creudele, feroce, bellissimo

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    annalisa

    31/10/2017 13:15:47

    libro che entra,che ti fa vedere i personaggi,ti fa sentire paura e ansia per loro,dolore....sembra di vedere un film con immagini ben scandite..resta impresso tutto....il continuo,il bacio feroce,da ancora di piu' un senso vero di profonda desolazione..ci si puo' commuovere per questi baby boss,comunque bambini....

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    cristina franceschilli

    23/10/2017 21:08:14

    coraggioso spaccato di società, linguaggio scarno e pungente, una storia che colpisce e fa riflettere un saviano in forma smagliante

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    paolo

    12/10/2017 16:22:42

    un libro diverso dai precedenti di saviano, sembra quasi un romanzo e, pur facendo riferimento alla realtà sociale e alle condizioni dei quartieri degradati di napoli, sviluppa una storia dove i protagonisti emergono per le proprie scelte ed azioni. fatti i debiti distinguo, mi ricorda un po' i libri di massimo lugli, da me molto amati, dove le storie sono quelle dei protagonisti, prima Corvino e negli ultimi i personaggi scelti e proposti dall'autore. devo confessare che questo libro di saviano mi è piaciuto assai di più dei suoi prededenti, anche se cerco di non dimenticare che è scritto da questo autore, che vuole portare una drammatica testimonianza della realtà di oggi

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Alcune frasi del libro

È il 31 maggio 2013, Anna chiama Antonella poco prima di mezzanotte per dirle di non uscire di casa. La conversazione si interrompe per il rumore fortissimo di spari in strada, nei pressi di via Sant'Arcangelo a Baiano, pieno centro storico di Napoli, zona universitaria, a due passi da via dei Tribunali e dai luoghi del turismo. A poche centinaia di metri da lì hanno sfilato gli abiti di Dolce e Gabbana.

Il mattino dopo, prestissimo, alle 5.40 Antonella sente al telefono un'altra donna, Angela, che abita a vico Carbonari, prolungamento di via Sant'Arcangelo a Baiano. Anche Angela ha sentito gli spari. Parlano proprio di quello:

Angela: Comunque mi sono scioccata stasera.
Antonella: Qui mi sembra il Far West. Mi hanno detto che stanno tutti (incomprensibile), pure i bimbi... pure...
Angela: Ma è una paranza nuova?


Antonella spiega ad Angela che a Forcella c'è una nuova paranza dove ci sono "pure i bimbi".

Queste intercettazioni telefoniche sono presenti nelle oltre 1.600 pagine dell'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta sulla "Paranza dei bambini" (condotta dai pm della Dda Henry John Woodcock e Francesco De Falco), che ha portato a 43 condanne, quasi tutte nei confronti di giovanissimi.

Nel gergo camorristico "paranza" significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L'espressione "paranza dei bambini" indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l'immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti: piscitiell', proprio come questi ragazzini. 1987, 1989, 1991, 1993, 1985, 1988, 1995, 1994: queste le date di nascita dei ragazzi della paranza. "Ciro Ciro", "'o Rerill", "'o Pop", "'o Russ", "'Nzalatella", "Recchiolone" i loro soprannomi. Studiare la paranza dei bambini significa tratteggiare la nuova forma che la camorra napoletana ha assunto: barbe lunghe e corpi completamente tatuati, ma giovanissimi.

Queste storie, tra doglie, sforzi, lacrime e muscolose spinte di rabbia, diventeranno il mio prossimo romanzo (questa volta di fiction e non più non-fiction). Si intitolerà La paranza dei bambini e uscirà a dicembre per Feltrinelli. Qui, oggi, trovate una anticipazione il cui titolo è Adda murì mammà, espressione che a Napoli i ragazzi usano di continuo per giurare che ciò che stanno dicendo è vero. Espressione che descrive meglio di molte altre lo spirito della paranza, pronta al sacrificio estremo - perdere la propria madre - per affrontare ciò che nel resto d'Italia sarebbe impensabile. Pronta a perdere tutto, libertà, affetti, vita. Per comandare.