La paranza dei bambini

Roberto Saviano

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788807032073

13° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Alcune frasi del libro

È il 31 maggio 2013, Anna chiama Antonella poco prima di mezzanotte per dirle di non uscire di casa. La conversazione si interrompe per il rumore fortissimo di spari in strada, nei pressi di via Sant'Arcangelo a Baiano, pieno centro storico di Napoli, zona universitaria, a due passi da via dei Tribunali e dai luoghi del turismo. A poche centinaia di metri da lì hanno sfilato gli abiti di Dolce e Gabbana.

Il mattino dopo, prestissimo, alle 5.40 Antonella sente al telefono un'altra donna, Angela, che abita a vico Carbonari, prolungamento di via Sant'Arcangelo a Baiano. Anche Angela ha sentito gli spari. Parlano proprio di quello:

Angela: Comunque mi sono scioccata stasera.
Antonella: Qui mi sembra il Far West. Mi hanno detto che stanno tutti (incomprensibile), pure i bimbi... pure...
Angela: Ma è una paranza nuova?


Antonella spiega ad Angela che a Forcella c'è una nuova paranza dove ci sono "pure i bimbi".

Queste intercettazioni telefoniche sono presenti nelle oltre 1.600 pagine dell'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta sulla "Paranza dei bambini" (condotta dai pm della Dda Henry John Woodcock e Francesco De Falco), che ha portato a 43 condanne, quasi tutte nei confronti di giovanissimi.

Nel gergo camorristico "paranza" significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L'espressione "paranza dei bambini" indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l'immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti: piscitiell', proprio come questi ragazzini. 1987, 1989, 1991, 1993, 1985, 1988, 1995, 1994: queste le date di nascita dei ragazzi della paranza. "Ciro Ciro", "'o Rerill", "'o Pop", "'o Russ", "'Nzalatella", "Recchiolone" i loro soprannomi. Studiare la paranza dei bambini significa tratteggiare la nuova forma che la camorra napoletana ha assunto: barbe lunghe e corpi completamente tatuati, ma giovanissimi.

Queste storie, tra doglie, sforzi, lacrime e muscolose spinte di rabbia, diventeranno il mio prossimo romanzo (questa volta di fiction e non più non-fiction). Si intitolerà La paranza dei bambini e uscirà a dicembre per Feltrinelli. Qui, oggi, trovate una anticipazione il cui titolo è Adda murì mammà, espressione che a Napoli i ragazzi usano di continuo per giurare che ciò che stanno dicendo è vero. Espressione che descrive meglio di molte altre lo spirito della paranza, pronta al sacrificio estremo - perdere la propria madre - per affrontare ciò che nel resto d'Italia sarebbe impensabile. Pronta a perdere tutto, libertà, affetti, vita. Per comandare.

Recensioni dei clienti

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    paolo

    12/10/2017 16:22:42

    un libro diverso dai precedenti di saviano, sembra quasi un romanzo e, pur facendo riferimento alla realtà sociale e alle condizioni dei quartieri degradati di napoli, sviluppa una storia dove i protagonisti emergono per le proprie scelte ed azioni. fatti i debiti distinguo, mi ricorda un po' i libri di massimo lugli, da me molto amati, dove le storie sono quelle dei protagonisti, prima Corvino e negli ultimi i personaggi scelti e proposti dall'autore. devo confessare che questo libro di saviano mi è piaciuto assai di più dei suoi prededenti, anche se cerco di non dimenticare che è scritto da questo autore, che vuole portare una drammatica testimonianza della realtà di oggi

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    Bruno Izzo

    29/06/2017 10:49:56

    La paranza è un tipo di pesca che si svolge nelle ore notturne, quelle in cui i pesci abbandonano i fondali e le tane, facilitata dall’uso di grosse lampade che attirano il branco, ingannandolo, guidandolo nel centro delle reti per una più facile cattura. Si pescano così i totani, i cefali, i branzini, le spigole, i piccoli tonni destinati a fare bella mostra di sé sui banchi dei mercati ittici. La parte più magra del bottino della giornata di lavoro, banale e insapore, è data dai pesci piccoli e piccolissimi che rimangono impigliati sul fondo della rete, presi in trappola dal trascinio sui fondali; questi ultimi, cucinati uno per uno non hanno neanche un gusto particolare. Invece preparati in frittura tutti insieme creano una piccola prelibatezza, detta appunto “frittura di paranza”, a riprova una volta di più dell’antico detto “l’unione fa la forza”. Tutto quanto appena detto è rimesso pari pari nella difficile realtà sociale dei quartieri più poveri e degradati di Napoli: il romanzo spiega direttamente, meglio di qualsiasi trattato sociopolitico, la malsana influenza, gli scempi e gli abusi della camorra a carico di un gruppo di dieci ragazzini, nati e cresciuti nei quartieri della città in cui è più endemica e radicata la deviante mentalità mafiosa. I dieci bambini, sono come i pesci piccoli sul fondo della rete, presi uno per uno in apparenza non contano granché, in realtà sono comuni ragazzini, con tanto di buono in loro, basti pensare appunto che messi tutti insieme possono dar luogo ad una frittura prelibata, un condensato di innocenza, intelligenza, vitalità e civile consistenza. Come i piccoli pesci sul fondo della rete, sono attirati dalla luce delle paranze: luce che nel caso specifico è il richiamo abbagliante del facile denaro e del potere conseguente. E appunto come falene questa luce li incenerirà portandoli alla rovina: è inevitabile, Saviano ne è consapevole e testimone, con dolorosa amarezza.

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    Irene

    28/05/2017 11:55:16

    Un libro estremamente avvincente e scritto in maniera magnifica. E' interessantissimo, poi, conoscere i meccanismi che avvicinano i più giovani (ed inevitabilmente chi gli sta attorno) alla criminalità organizzata. Consigliato!

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    Francesco

    28/05/2017 10:06:38

    A me non è piaciuto per niente...di una banalità disarmante. Secondo me il romanzo non fa per Saviano pur avendo stima di lui..

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    Ilaria

    07/05/2017 16:21:42

    Che noia le critiche a Saviano toglietevi il prosciutto dagli occhi questo è uno scrittore vero che narra racconta o denuncia fatti più o meno noti di un pezzo di Napoli che esiste inutile che i napoletani si offendano nessuno pensa che una delle città più belle del ns paese sia solo questo .Il libro è scritto da Dio anche il gergo dialettale scelto è moderato comprensibile e subito accogliente.Ho letto Teste Matte di Servillo e me lo ha ricordato solo che questo è scritto meglio forse xche più romanzato

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    Francesco

    21/03/2017 16:11:55

    Un'occasione persa. Storia interessante e attualissima, quella di baby bosses che crescono. Purtoppo delle tante situazioni, avventure e tragedie che il libro potrebbe rivelare, molte poche sono raccontate in 350 pagine. Giusto quelle del rifornimento d'armi, dell'onore e la sorella, dell'epilogo finale. Quindi risulta noioso, troppo lungo. Inoltre trovo i personaggi della paranza poco approfonditi, con la conclusione che alla fine di questi poveri bambini non te ne rimane in testa nessuno.

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    Rosi M

    11/02/2017 07:40:16

    Crudele e feroce Ad ogni pagina, ogni frase e ogni parole, bisogna ripeterselo: Non sembra vero, ma stiamo parlando di bambini. Consigliatissimo.

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    giorgio g

    10/02/2017 08:24:47

    Dopo il deludente Zero Zero Zero sugli spacciatori di droga centro e sudamericani, Saviano ritorna nella sua Napoli e ci racconta la storia del sedicenne Nicolas Fiorillo ('O Maraja) e della sua scalcagnata banda (la paranza dei bambini: Dragonball, Dentino, Plasmon, Lollipop, Pesce Moscio, Drago, Drone, Stavodicendo, Tucano, Biscottino e Briato’). Una storia punteggiata da sparatorie e omicidi in un crescendo fino al tragico epilogo, una storia caratterizzata dalla fastidiosa interiezione "adda murì mammà". Una considerazione sul linguaggio usato, a cui l'autore dedica una nota alla fine del libro: il dialetto italo-napoletano di Saviano non regge nemmeno lontanamente il confronto con l'italo-siculo di Camilleri.

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    Roby

    08/02/2017 07:31:05

    Bello. E non è vero che dà una brutta immagine di napoli. A me dopo averlo letto è venuta una gran voglia di andarla a visitare. Saviano è profondamente innamorato della sua città e la vorrebbe ripulita, non per questo la ripudia o ne coglie solo gli aspetti deteriori. Del resto la realtà della camorra è storia nota, ma nulla toglie all'umanità delle persone che nulla hanno a che fare con questa piaga o al romanticismo della città. Comunque un libro da leggere.

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    roberto rossi

    23/01/2017 20:08:28

    un libro indecente offensivo per i tanti napoletani che saviano non potra mai conoscere, bravo al sindaco e i tanti che ritengono saviano NESSUNO

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    Giovanni

    18/01/2017 17:43:33

    Il testo rimane sulla scia di "Gomorra" in quanto ad analisi cruda dellà realtà ma diminuisce l'interesse in relazione alla costruzione dei personaggi principali rispetto agli spunti narrativi generati dal primo celebre romanzo. Il filo narrativo non si esaurisce nel singolo testo ma prevede un'ovvia prosecuzione in volumi successivi della medesima storia. La modalità di utilizzo del dialetto (nonostante la nota dell'autore a fine testo) è fortemente criticabile in quanto a volte i ragazzi protagonisti sembrano addirittura utilizzare espressioni in romanesco. Sufficiente ma dal caro Saviano mi aspettavo molto, molto di più.

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    Celloo79

    17/01/2017 15:04:03

    Questo libro, rispetto a Gomorra, mi ha molto appassionato, tenendomi sempre con il fiato sospeso. Anche se alcune parti del libro sono scritte in napoletano, non hanno rallentato affatto la mia lettura, anzi l'hanno resa ancora più emozionante. È un libro che consiglierei a tutti!

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    LUCA

    04/01/2017 15:17:20

    Veramente eccezionale. Meglio ancora di "Gomorra", senza dubbio il migliore di Saviano. Lo consiglio vivamente

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    Ciro D'Onofrio

    03/01/2017 23:32:45

    Un libro crudele e feroce che non conosce speranza ma per quanto possa far male in quanto napoletano, è proprio da napoletano la mia gratitudine per la testimonianza che ancora una volta offre Roberto Saviano con la sua scrittura precisa e coraggiosa.

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    Chiara

    03/01/2017 15:18:32

    Grazie Roberto per questa ennesima testimonianza di una realtà che è talmente sconvolgente da sembrare assurda. Ho apprezzato molto l'uso del dialetto, con le sue sfumature ed espressioni particolari.

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    Clara

    02/01/2017 17:16:26

    Superbo. Il migliore di Saviano. Da leggere senza sé e senza ma.

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    Roberto

    30/12/2016 18:15:59

    Un libro capace di prenderti,stritolarti e lasciarti a terra inerme. Ogni pagina,soprattutto le ultime 60/70 pagine,ti prende a pugni nello stomaco. Saviano in questo romanzo riesce a farti sentire ogni sensazione,ogni dolore di un personaggio è il tuo dolore,ogni esaltazione è la tua esaltazione;ogni pagina ti trascina sempre di più nella storia,fino al colpo di grazia finale. Dò 5 stelle,meritate;ed anzi,ne meriterebbe parecchie di più.

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    Valeria Mastroianni

    29/12/2016 16:10:29

    Per le prime trecento pagine ti dà la sensazione di non torturati esageratamente, di raccontarti qualcosa che comunque ti aspettavi, qualcosa che comunque avevi capito, qualcosa che comunque avevi captato, qua e là, nel corso delle interviste. Per trecento pagine ti dici che in fondo pensavi peggio, che in fondo te l'aspettavi che le cose stessero così, che comunque si tratta di storie al limite. Poi nelle ultime cinquanta, una deflagrazione violenta... l'autore raccoglie i frutti di una semina paziente e ostinata, durata per trecento pagine. E tu - povero lettore - che avevi pensato di esserti tenuto a distanza, ti accorgi invece che ci sei totalmente dentro. E il dolore diventa il tuo, ti graffia, ti sbrindella, vorresti fare qualcosa... a quel punto ti sei dimenticato di Saviano, della Camorra, di quelli che sono per e di quelli che sono contro, di quello che hai letto prima e di quello che hai letto dopo... solo a quel punto capisci che la letteratura è quella cosa lì, quella cosa che ti trascina dentro alle cose, dentro alla vita che fa uguale per tutti. A quel punto, se sei un uomo, riesci a sentire tutto quello che sentono i protagonisti, tutto quello che solo uno scrittore sa farti respirare dalla loro stessa pancia. Romanzo fortissimo e struggente. Consigliatissimo.

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    Marcello

    27/12/2016 12:05:59

    Crudo, crudissimo, in una Napoli dove manca lo Stato, la Scuola, la Famiglia ,la Cultura ed insieme ineluttabilmente disperato. Ma ripetitivo e noioso.

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    lionello

    21/12/2016 11:46:04

    Nonostante le rabbiose, localistiche reazioni, questo libro è l'incursione di ritorno di Roberto Saviano dentro la "sua"realtà, dieci anni dopo Gomorra. Quell'opera prima è parsa a lungo un fenomeno inarrivabile e irripetibile, forse al suo stesso autore. La Paranza dei bambini è invece un ulteriore bagno di conoscenza e una prova di scrittura che promette altri, scomodissimi capolavori

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