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Roberto Finelli

Anno edizione: 2004
Pagine: 320 p. , Brossura
  • EAN: 9788833915517

Il volume di Finelli ricostruisce in modo capillare, da un punto di vista storico e teoretico, il pensiero del giovane Marx e i suoi rapporti con la filosofia hegeliana. Se è vero, infatti, che il sistema hegeliano fu per Marx e per i cosiddetti "giovani hegeliani" un potente metodo di lettura della realtà e delle questioni filosofiche cogenti (in questo senso innovativo rispetto al kantismo e al fichtianesimo accademico), d'altra parte la lettura marxiana di Hegel mette in luce, come ben mostra Finelli, il precoce e spesso frettoloso abbandono delle categorie hegeliane da parte di Marx, per rintanarsi nell'alveo del materialismo di Feuerbach. Finelli respinge però la vulgata (più o meno) ortodossa – imperante negli studi marxologici – che vuole il pensiero marxiano segnato da una cesura irreversibile nel suo passaggio dall'idealismo al materialismo. L'assimilazione della filosofia hegeliana da parte di Marx – ravvisabile in opere quali la Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico, i Manoscritti economico-flosofici del 1844 ma anche in opere successive quali L'ideologia tedesca e La sacra famiglia – rimane, secondo il parere condivisibile di Finelli, un fatto di lunga durata ed estremamente travagliato, che pone Marx di fronte a un cambiamento radicale di prospettiva filosofica: interpretare il mondo attraverso la ricerca costante di categorie che, oltre ad essere filosofiche, siano anche storiche. Un esempio di tutto questo si può ritrovare nel concetto di Formbestimmung (determinazione formale), che sta a indicare in Marx "tutto ciò che di non-fisico e non-materiale è attivo, come principio organizzatore di realtà, nel mondo fisico e materiale". Questa categoria hegeliana, messa da parte dopo una sua prima formulazione, viene ripresa da Marx nei Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica (Grundrisse) del 1857-58. È per questa costante torsione del pensiero marxiano che il "parricidio mancato" del libro di Finelli costituisce il rimosso freudiano che ritorna imprevedibile nell'opera di Marx. Un "rimosso" che, proprio perché tale, non può essere del tutto cancellato.

Gianluca Giachery