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Ariel Toaff

Editore: Il Mulino
Edizione: 2
Anno edizione: 2008
Pagine: 418 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788815121875

Accolto al suo primo apparire da vivaci discussioni e aspre polemiche, questo libro è qui riproposto in una nuova edizione che l'autore ha arricchito con un attento lavoro di chiarimento e approfondimento e con una stringente difesa dei metodi e dei risultati della propria ricerca. Oggetto dell'indagine è il mondo dell'ebraismo ashkenazita medievale, nel quale credenze popolari imbevute di superstizione e magia e di viscerali sentimenti anticristiani configurano una diffusa «cultura del sangue» contrastante con i precetti biblici e rabbinici. In questa cultura trova posto anche una ritualità religiosa stravolta, che porge suo malgrado argomenti alla calunnia dell'omicidio rituale, la terribile «accusa del sangue» origine di tante persecuzioni antiebraiche. E proprio nelle confessioni estorte nei processi per omicidio rituale (come quello famoso celebrato a Trento per la morte del piccolo Simonino) questa cultura viene in qualche modo alla luce. Scavando attorno allo «stereotipo calunnioso» dell'omicidio rituale Toaff fa così emergere una diversa immagine, per molti aspetti inedita, di quelle comunità e fornisce un contributo innovativo alla conoscenza dell'ebraismo europeo.

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    gianni barchi

    01/08/2008 16.09.56

    Il processo avvenuto a Trento nel 1475 contro alcuni ebrei accusati dell'omicidio rituale di un bambino, Simonino, sembra l'occasione per parlare di quel mondo dolente e affascinante degli ebrei ashkenaziti nell'Italia del tardo Quattrocento. Fuggiti dalle persecuzioni scatenatesi in Germania nella seconda metà del Trecento ricostruirono le loro comunità e i loro affari in Lombardia e nel Triveneto, non di rado malvisti come concorrenti dagli stessi ebrei italiani che inorridivano per la loro parlata. Ariel Toaff riesce ad affascinare descrivendo la vita di queste comunità ebraiche, i personaggi(medici, banchieri, ambasciatori, vagabondi), le attività feneratizie e i servigi resi alla Serenissima e al Santo Padre, le tradizioni e i rituali religiosi, i divieti e le prescrizioni rabbiniche, ma anche le credenze e pratiche superstiziose riguardo all'uso medico-terapeutico del sangue umano (condivise del resto anche dai vicini cristiani) alle sue proprietà afrodisiache, alla sua potenza salvifica e scaramantica, in grado di affrettare i giorni della venuta del Messia. Frainteso e violentemente avversato alla sua uscita, il libro sostiene che tutte le orribili accuse di omicidio rituale gettate sugli ebrei ashkenaziti (gli ebrei italiani non ne saranno mai accusati) erano false, frutto di pregiudizi e paure,e che le confessioni erano sempre estorte con la tortura. Un mondo quello ebraico ashkenazita, colpevole forse solo di ripagare l'odio e il disprezzo nutrito dai cristiani nei loro confronti, dileggiando e irridendo Gesù Cristo e Maria Vergine.

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