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Il pastore d'Islanda - Gunnar Gunnarsson - copertina

Il pastore d'Islanda

Gunnar Gunnarsson

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Traduttore: Maria Valeria D'Avino
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 18 dicembre 2020
Pagine: 135 p., Brossura
  • EAN: 9788870914726

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Il pastore d'Islanda

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Un classico da rileggere a Natale

«Nella letteratura di ogni paese ci sono libri che sono come monoliti. Il pastore d'Islanda è uno di questi.» - Jòn Kalman Stefànsson

«Chi non l'ha mai bevuto in una buca nella terra, a trenta gradi sotto zero e in mezzo a un deserto di montagne e tempesta, non sa cos'è un caffè.»

Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d'Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell'inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull'aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell'inseparabile terzetto, la «santa trinità», come li chiamano in paese, attraverso l'immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà «la condizione stessa dell'esistenza», con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il pastore d'Islanda è il racconto di un'avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell'uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per "Il vecchio e il mare", considerato in Islanda il vero canto di Natale.
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    Matteo

    22/03/2021 16:38:25

    Nella prima domenica d’Avvento, Benedikt, insieme al cane Leò e al montone Roccia, si mette in cammino sui monti di un’Islanda soffocata dalla neve per recuperare e salvare le pecore smarrite durante la discesa dai pascoli alti. Una narrazione spontanea ma anche disciplinata, poetico evocativa accompagna una trama quasi banale ma di enorme respiro riflessivo e filosofico. Al protagonista non manca nulla, anche se al mondo sicuramente qualcuno ha più di lui. Ma non pare affatto accontentarsi, anzi cerca sempre il modo di vincere le situazioni avverse. Si percepisce proprio quella sfumatura tra l'essere grato incondizionato e il farsi bastare. “Il pastore d’Islanda” è un capolavoro che inevitabilmente chiederà al lettore di essere riletto appena terminato, per stratificare quella consapevolezza che esplode dalle parole di Gunnarsson. Perché è sì un inno all’inverno, ma l’invero di Benedikt è un inverno da vivere nel qui e nell’ora, dove la vita e la morte e le “cose umane” vengono coperte dalla neve, e si è liberi di essere grati, davvero. Iperborea Casa Editrice , Gunnar Gunnarsson

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    Francesco

    13/03/2021 10:25:16

    Un piccolo gioiello, semplice, ma pieno di emozioni. Il viaggio compiuto dal pastore per recuperare delle pecore sperdute sulle montagne d'Islanda si colora di significati più profondi. Un viaggio alle origini dell'uomo che si confronta con la natura. Romanzo da leggere.

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    Benny B

    31/12/2020 19:54:07

    Piacevole, scorrevole, non impegnativo. Le pagine più incisive quelle della fatica di Benedikt nella tempesta, al gelo, quasi perso, in lotta con la natura e con se stesso, con i propri limiti. Le più profonde quelle della consapevolezza di essere felici con quello che si ha. Il messaggio cristiano del sacrificio per il prossimo come senso profondo della vita è evidente. Ma il fatto che a scriverne sia un autore filonazista fa abbastanza impressione.

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    Manuela

    31/12/2020 15:16:53

    Una favola di Natale da leggere e rileggere in questi giorni dell'anno, dove la dolcezza e il coraggio del protagonista si fondono e ci regalano atmosfere meravigliose. Un bellissimo regalo da fare a se stessi e a chi amiamo.

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    Nadia

    30/12/2020 12:34:47

    Un piccolo gioiello, da leggere, rileggere e regalare.

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    Marco

    30/12/2020 10:45:32

    È la prima domenica dell’Avvento in Islanda, e tre strani personaggi si mettono in marcia per una missione. Si tratta di Benedikt, un uomo dunque; il montone Roccia; il cane Leò. Che missione hanno questi tre tipi? La missione che da 27 anni Benedikt porta a termine nel mese di dicembre è quella di recuperare le pecore che sono sfuggite ai raduni autunnali, e che adesso vagano per i monti dell’Islanda dell’est, mentre sta per arrivare il duro freddo e gelo di dicembre. Naturalmente le pecore non sono di Benedikt. E gli abitanti delle fattorie presso cui chiede e ottiene ospitalità, e che non lo accompagnano quasi mai nella sua ricerca, lo guardano un po’ perplessi. Per quale motivo rischiare la vita, tutti gli anni, per recuperare qualcosa che nemmeno gli appartiene? Che cosa spinge Benedikt a osare così tanto? La molla che lo induce a fare ogni anno una simile impresa è la volontà di dimostrare che l’uomo può essere più forte della feroce natura islandese, del tutto priva di cuore e quindi di pietà. Ma non solo questo. Infatti quando arriva l’Avvento Benedikt ricorda a se stesso che anche gli animali hanno il diritto a vivere, e non possono essere abbandonati al gelo solo perché animali. Per lui il periodo dell’Avvento è quello che consente di recuperare quello che davvero conta, vale a dire il rispetto per ogni forma di vita. Non gli importa che gli altri uomini o donne cerchino magari di dissuaderlo, né giudica la loro inazione. Lui fa quello che sente essere il suo dovere.

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    lucilla

    25/12/2020 12:53:39

    Libro meraviglioso da non perdere, calore buono

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    Francesca

    10/12/2020 09:25:26

    Bellissimo racconto, perfetto da leggere a Natale.

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    Corrado Montaldo

    11/06/2020 13:09:41

    Il romanzo si distende con calma, l'autore racconta con sapienza narrativa una storia semplice ed essenziale. E' un cammino, lungo, in mezzo alla tempesta e nel freddo più intenso, un cammino inteso come un servizio agli uomini ed agli animali. Bello il rapporto tra questi ultimi e l'uomo che cammina. Il mio giudizio sul romanzo è ottimo, risveglia la coscienza di essere legati agli altri ed alla natura creata. Aiuta anche a riflettere sul proprio cammino di vita. Lo consiglio senza nessun dubbio. Grazie all'autore.

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    Kyriakos

    16/05/2020 16:14:23

    Appena l’ho letto ho subito capito che questo libro è un vero capolavoro. Un libro che ancora oggi fa scuola, non a caso Hemingway si ispira a questo racconto per la realizzazione di “Il vecchio e il mare”. Probabilmente questo non è il maggior lavoro di Gunnar Gunnarsson ma sicuramente il più particolare. Un racconto che mostra le influenze bibliche dell’autore e che porta il lettore a fare riflessioni, se possibile, ancora più profonde di quelle fatte dal protagonista. La trinità è il riferimento costante, il punto di riferimento di una narrazione che supera i vincoli del racconto canonico, per proiettarsi in una dimensione alta (dal punto di vista religioso) e altra (dal punto di vista della dimensione psicologica dei personaggi). Un libro che consiglio assolutamente a tutti.

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    piccolo grande capolavoro

    15/05/2020 19:44:21

    Libro breve ma intenso, che affascina il lettore con la sua linearità e la sua apparente semplicità. Gunnarson è stato in grado di creare un testo che sa nascondere in un intreccio molto semplice, il protagonista che ogni prima domenica d'Avvento esce per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, un messaggio di grande profondità spirituale. Ne traspare un messaggio di salvezza, di redenzione e di amore e di comunione verso ogni altro essere vivente. Personalmente, lo trovo il libro perfetto da leggere a Natale.

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    Lucy

    13/05/2020 12:24:11

    Un breve e toccante racconto, la bontà e la tenacia di un vecchio che cerca il suo gregge nella tempesta. Lo spettacolo freddo, inospitale e maestoso della glaciale Islanda.

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    auroraboreale

    13/05/2020 06:24:47

    Un racconto che ri riconcilia con la vera lettura, quella di immersione che ti avvolge e ti porta dentro la storia. Nella settimana dell'avvento Benedikt sfida gli inverni islandesi per recuperare le pecore di tutte le greggi che si sono perse in estate, prima che muoiano, col cane Leo e un montone. Una storia semplice ma profondissima. Ho trovato bella anche la postfazione di Stefànsson e l'articolo di Zironi su Gunnarsson. Tre racconti in un libro direi. Una ottima scelta.

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    Giuseppe

    12/05/2020 18:24:31

    Un piccolo capolavoro. Bellissimo romanzo breve di Gunnarsson, tra i più grandi scrittori islandesi insieme al celebre Laxness e plurinominato al Nobel. Fonti sostengono che Il pastore d'Islanda abbia ispirato a Hemingway Il vecchio e il mare. Consiglio sicuramente il libro per la storia, ma, in un rapporto qualità-prezzo dell'edizione, si deve tenere presente che il romanzo finisce a pagina 88 e che il resto sono due postfazioni. Ideale da leggere uno o due giorni prima di Natale, davanti al camino, con una buona cioccolata calda.

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    micky

    11/05/2020 13:48:24

    È il racconto di un uomo e del suo strettissimo legame con la montagna e la natura. Una storia semplice senza particolari colpi di scena ma capace di emozionarti.

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    Tiziana

    27/04/2020 08:50:30

    Delizioso nella sua disarmante semplicità, ma nello stesso tempo profondo al punto di restare nel cuore. Un racconto squisito, che visita l'anima, le fa sondare i suoi stessi abissi e scalare i suoi stessi picchi. Imperdibile.

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    Sara

    31/03/2020 18:11:34

    Piccolo gioiello islandese, è una favola riflessiva immersa nella neve e nella tempesta. Un pastore, nella prima domenica d'Avvento fino al giorno di Natale, si incammina nelle zone più sperdute d'Islanda alla ricerca delle pecore smarrite. Durante il cammino, tra un incontro e l'altro, il pastore pensa alla sua vita, riflette sulla religione, sul significato del suo viaggio, mentre l'inverno spietato non gli concede tregua ne' la minima possibilità di errore. E' un libro che ti fa apprezzare le piccole cose: una buca nella terra, un caffè a -30 gradi sotto zero, la compagnia di amici leali (il suo cane e il montone) a cui egli affida la sua vita più e più volte e viceversa. E' una lettura lenta, descrittiva, dove i deserti bianchi e calmi si alternano a bufere rabbiose, urlanti, quasi vive. Una lettura da ripetere di tanto in tanto per la sua poesia e la pace che dona.

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    Sere_camp

    31/12/2019 14:38:05

    Pubblicato col titolo "Advent", è un bel racconto da leggere sotto l'Albero di Natale. è la storia di Benedikt che ogni anno, da ventisette anni, parte la prima domenica di Avvento per recuperare pecore disperse in montagna nel freddo inverno islandese. Parte non solo, ma accompagnato dai fidati "amici": il montone Roccia e il cane Leò. Questa volta avrà a che fare con varie peripezie, riuscirà nella sua impresa? è l'uomo con e contro la Natura. C'è qualcosa di Leopardiano che nella nostra mente fa capolino, e come potrebbe non essere? Benedikt filosofa sulla sua esistenza, quella degli uomini tutti, Dio, la fede e la Natura. E noi, leggendolo, non possiamo fare a meno di pensare a quel dialogo della Natura con un islandese. Proprio un islandese.

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    Silvia

    24/09/2019 08:08:48

    Questo libro è famoso come "racconto natalizio", spesso interpretato in chiave prettamente religiosa... ma a me è parsa una lettura più che altro invernale e di grande bellezza descrittiva, così come è meravigliosa l'empatia uomo-animale che emerge dal rapporto tra Benedikt, Leò e Roccia: "Da anni i tre erano inseparabili quando c'era da fare quella gita, e ormai si conoscevano a fondo, con quella dimestichezza che forse è possibile solo tra specie animali molto diverse, e che nessuna ombra del proprio io o del proprio sangue, nessun desiderio o passione personale può confondere o oscurare". Vi consiglio davvero di leggere questo breve racconto, indipendentemente dal vostro credo religioso o meno, perchè pur essendoci riferimenti cristiani, più che una storia religiosa mi sembra convincente l'interpretazione del poeta Matthìas Johannessen: è la narrazione di come gli uomini possono porsi di fronte alla vita, "essere responsabili, cercare la verità e il nocciolo dell'esistenza, tentare di capire il posto che ci spetta". Bello.

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    Andrea Scuffi

    08/04/2019 20:50:34

    Bellissimo,si legge in una sera,lasciandosi trasportare nel freddo inverno islandese.Un viaggio che metaforicamente rappresenta la stessa vita!

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    Danila

    25/01/2019 18:48:45

    Poesia e incanto mi hanno ispirato le bellissime pagine di questo libro, che è anche un'importante riflessione sul senso della vita e sul suo significato. Il viaggio che il pastore intraprende ha sì un motivo suo proprio, legato alla vita dei pastori, ma è anche e soprattutto un confronto con sè stessi. Al termine della lettura, arriva un messaggio di speranza, che ci fa capire che uomini, animali e natura possono convivere in armonia e con reciproco rispetto. Un libro davvero imperdibile, intenso e profondo, da rileggere sempre, ma nel periodo natalizio aggiunge qualche sfumatura in più sul significato e sull'importanza di questa Festività per tutti noi.

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    Francesca

    02/12/2018 19:36:20

    Per gli amanti dell’ Islanda questo romanzo è assolutamente da leggere.

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    zombie49

    28/10/2018 03:49:16

    All’approssimarsi del Natale Benedikt, pastore islandese, compie ogni anno uno strano viaggio. Con la sola compagnia del cane Leò e del montone Roccia, dopo aver riempito uno zaino di viveri e vestiario si avvia fra le montagne coperte di neve alla ricerca di pecore smarrite, che si sono incautamente allontanate dal gregge. Vuole salvarle, anche se non sono sue, e ricondurle all’ovile. Benedikt è un anziano contadino e pastore che si guadagna da vivere lavorando come servitore nelle campagne. Dormirà in una fattoria lungo la strada, o nel suo rifugio sotto la neve. Nella generosa ricerca degli animali smarriti, Benedikt incontra altre persone ospitali, ma nella solitudine ritrova se stesso e la pace in sintonia con la natura. Scritta in danese nel 1936 è una favola di Natale, famosa nei paesi nordici, delicata e poetica. E’ una parabola religiosa sulla bontà e la generosità, ma sebbene io non sia credente, ne ho apprezzate la dolcezza e la semplicità. In questa leggenda, anche gli oggetti e gli animali sembrano avere un’anima e uno scopo: essere utili agli altri. E’ presente, come nei racconti di Indriđason, la natura: la neve, la montagna, i vulcani, i laghi. Una natura pacifica nel suo scorrere lento, nelle pietre, nei licheni, nella lava, mentre il resto del mondo lontano si prepara alla guerra e gli uomini soffrono la fame. Una natura non ostile ma mortale per chi la affronta impreparato. Gunnarsson nacque nel 1889 in un villaggio ai piedi del Vatnajökull, il più grande ghiacciaio d’Islanda, e racconta ciò che conosce bene: il breve bagliore del giorno fra due lunghe notti, la neve e il vento, le semplici ma fondamentali operazioni x sopravvivere in un clima così aspro. Il racconto è un inno alla solitudine, vissuta non come angoscia ma come quieto appagamento, che non rifiuta però aiuto a chi ha bisogno. E’ un racconto di avventura affascinante per bambini e adulti, una storia rasserenante e poetica per credenti e atei.

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    Antonella Iantomasi

    27/10/2018 15:08:45

    Scrittura accurata, molto affascinante per raccontare la storia di un cammino dell'Avvento che diventa cammino dell'interiorità del protagonista e del lettore. Consigliato a chi ama le atmosfere d'altri tempi.

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    Domenico Bosco

    28/07/2018 22:06:00

    Il Pastore d’Islanda è un raccontino,nulla di più ,ma a suo modo è affascinante e conquista il lettore. Benedickt,il montone Roccia ed il cane Leo’,durante la settimana di Avvento, si avventurano fra le montagne ed i ghiacciai islandesi ,affrontando bufere a temperature polari, per recuperare pecore isolate smarrite durante i raduni annuali. Benedickt ripete questa “missione” da 27 anni.Di grande effetto è la figura del pastore saggio che esprime un fortissimo senso di comunità intesa come perfetto connubio ed armonia fra uomini, animali e natura a volte benevola ed altre ostile e selvaggia . I bisogni delle persone sono semplici,spesso sono un pasto caldo, un rifugio per la notte,la solidarietà tra i membri della comunità è il vero protagonista del racconto.A volte questo senso così spiccato in Benedickt viene sfruttato da altri che si servono delle competenze e dell esperienza del pastore che vengono comunque messe sempre a disposizione.Questa solidarietà diventa un insegnamento tramandato, verrà fatto proprio dal giovane Benedickt e dai suoi amici per andare a finire il lavoro lasciato incompiuto dal Pastore. Non da mendo è la solidarietà tra uomo e animali un reciproco auto aiuto fondamentale per trovare la “soluzione “ ai problemi,per l’autore, unico compito dell’uomo che non deve mai darsi per vinto.Breve lettura estiva,non banale che mette la testa in movimento. Avrei lasciato il titolo originale Avvento più appropriato è favorevole ad altre interpretazioni di lettura più filosofiche o religiose che a questa breve novella si prestano appieno. ,

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    Sonia

    24/07/2018 13:28:04

    Questo breve e lieve racconto è una piccola perla. Sembra quasi una fiaba: riesce a farci meditare e assaporare il silenzio e la solitudine delle montagne in inverno. Scalda davvero il cuore.

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    n.d.

    24/07/2018 10:22:44

    Libro interessante e adatto alla fascia di età consigliata

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    Giuly

    24/06/2018 09:16:25

    Meraviglioso! Una favola dolcissima e commovente ambientata in una bianca Islanda. Incredibile la forza con cui viene descritta la tempesta di neve, che annienta i contorni del mondo circostante rendendolo evanescente. Splendidi Benedikt, Roccia, Leó. Un'autentica perla di poesia, saggezza, abnegazione ed accettazione nei confronti degli eventi naturali e dell'ineluttabilità del destino.

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    Guido C.

    29/05/2018 08:53:34

    Molto bello e coinvolgente. L'unico neo è il costo: sono 88 pagine che però, rispetto a quelle dei normali libri (normali come formato) ne valgono circa il 60%. Nella sostanza 50 pagine per 15 Euro. Non potrebbe l'editore essere un po' più "benevolo" verso i suoi lettori? Evidentemente la mia è una valutazione che tiene conto dei soli costi industriali.

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    Linda

    28/01/2018 09:42:50

    Un piccolo libro, un vero capolavoro. Il protagonista, con la sua umanità semplice e generosa, e i suoi animali, amici e compagni di un'esistenza povera materialmente ma ricca di valori, ti entrano nel cuore e ti danno una lezione di vita indimenticabile.

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  • Gunnar Gunnarsson Cover

    (Valthjofsstadur 1889 - Reykjavík 1975) scrittore islandese. Trasferitosi nel 1907 in Danimarca, scrisse in danese le opere più note, tra cui il ciclo di romanzi La famiglia di Borg (4 voll., 1912-14) e l’autobiografia La chiesa sulla montagna (5 voll., 1923-28). Tornato in patria, volle divulgare la storia dell’Islanda in veste romanzesca: Tristezza della brughiera (1940), Sonata sul mare (1954). Approfondisci
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