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Curatore: F. Cardini
Editore: Laterza
Edizione: 4
Anno edizione: 2003
Pagine: XXXVIII-207 p.
  • EAN: 9788842067139

«Questo libro non nasce da intenti polemici: non è un "libro-contro". Esso raccoglie voci note e meno note, tutte accomunate dal desiderio di passare "al di là dello specchio" dei luoghi comuni, della propaganda, d'un certo semplicismo ottimistico che fa credere che tutto quello che viene dal nostro Occidente sia buono e che tutto quel che è buono sia occidentale.» Le parole scritte da Franco Cardini nell'introduzione di questo volume ne indicano con chiarezza e puntualità il motivo ispiratore e l'intento. La paura e l'arroganza è un'opera corale, che presenta e mette a confronto le riflessioni di diversi studiosi e pensatori sui fatti dell'11 settembre e sulla situazione geopolitica internazionale. Il fine è quello di fare chiarezza nella confusa situazione attuale, di sgombrare il campo da ipocrisie e mistificazioni a favore di una visione della realtà più onesta e rispettosa delle molteplici implicazioni che la determinano. Questo non implica che le opinioni espresse dagli autori dei saggi siano concordi o sposino un'unica tesi. Anzi, sono spesso contrastanti. Il loro unico elemento in comune – scrive sempre Cardini - è «che in un modo o nell'altro esprimono e suscitano dubbi riguardo all'opinione "vulgata": che sia cioè in corso una guerra tra le forze del Bene e le forze del Male». Uno dei principali meriti del volume è dunque quello di riunire gli interventi di autori di provenienza e formazione diversa: da Jamil Barakat a Alain de Benoist, da Noam Chomsky a Mahmood Mamdani, da Massimo Fini a Eric John Hobsbawm e altri ancora. A questa molteplicità di punti di vista, La paura e l'arroganza associa la chiarezza dell'esposizione a un linguaggio rigoroso ma accessibile anche al grande pubblico: tutte caratteristiche di rilievo che invitano alla riflessione, stimolano l'autonomia di giudizio e fanno del libro una lettura fondamentale per chiunque voglia saperne di più sul panorama geopolitico mondiale e sulle responsabilità di Oriente e Occidente nel determinarsi della situazione attuale. Perché capire le cose è un primo importante passo per migliorarle.