La paura della lince

Antonella Cilento

Editore: Rogiosi
Collana: Omega
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 1 gennaio 2012
Pagine: 232 p., Brossura
  • EAN: 9788888688909
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Recensioni dei clienti

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    anna

    20/04/2012 12:51:34

    E' un romanzo appassionante e appassionato che ci trascina fino all'ultima pagina con la sensazione che insieme alla protagonista scopriamo qualcosa di più di segreti svelati. Ci accompagna con grande coraggio nelle sue verità più profonde, scendiamo scale, raggiungiamo sotterranei, acque paludose, incontriamo l'ambiguità, la pazzia, la morte e non abbiamo mai paura. La sua vita e ciò che ne farà conquista almeno quanto le sorprendenti rivelazioni.

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    Ciano Rosaria

    29/03/2012 08:51:52

    E' un libro che intriga dalla prima all'ultima pagina. Si legge tutto d'un fiato alla ricerca degli oscuri segreti che hanno sconvolto la vita di Aida. Bello. 5/5 voto

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    mara fortuna

    20/03/2012 20:38:58

    "La paura della lince" é un giallo originalissimo, appassionante e coinvolgente, che mette in scena un folto gruppo di personaggi, convincenti e attuali, costantemente in bilico tra reticenza e mistero. La storia si svolge in una Napoli inedita e verissima, che spazia dai Campi Flegrei al Vomero, dai giovani precari agli immigrati, e che non tralascia una discesa agli inferi, nella città sotterranea. Una lettura piacevolissima, di qualità, di una scrittrice di gran classe.

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    Nina

    20/03/2012 08:42:57

    Un libro delizioso,che si legge tutto di un fiato.Una trama che si svela attraverso scorci poco conosciuti della citta,dove il lettore si inoltra nella ricerca,per svelare il mistero di questo giallo,raccontato con humor ed un pizzico di ironia.

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    Giovanna Maria D'Amato

    19/03/2012 17:41:38

    Leggi il romanzo e cammini per le strade della città, metropoli moderna e antica, con il suo carattere specifico che le viene da secoli di storia nobilissima, cammini tra i vicoli con i palazzi di tufo e le osterie del nuovo millennio, ti lasci incantare dalla magia dei campi flegrei, ti muovi sopra e sotto la città, tra gente che parla una lingua armoniosa e cantilenata, ma non canta, e si muove con rassegnazione e ironia tra la precarietà e la violenza che sono la cifra quotidiana del vivere. Questa è la città, oggi. E intanto sei affabulato da una storia avvincente e sorniona, di quelle che non riesci a lasciare perché vuoi sapere come andrà a finire . Quando vado in un paese nuovo, più che studiarmi le guide turistiche, mi piace leggere storie ambientate in quel paese: il libro di Antonella Cilento mi sembra un ottimo compagno di viaggio per chi viene a Napoli la prima volta. E poi, sì, sono d'accordo con Pietro Fusella: ci sarebbe materiale per un'ottima sceneggiatura

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    deaoscura

    16/03/2012 01:19:30

    Libro godibilissimo. Personaggi ben caratterizzati e molto credibili (bellissima la figura del padre della protagonista). La trama è avvincente e si snoda per le strade di Napoli e dintorni con continui colpi di scena che mantengono alto il ritmo e la suspence. Non mancano tocchi di gotico, scene notturne e misteriose che colorano la città in maniera insolita. Di questa scrittrice avevo letto altri libri di genere diverso come Isole senza Mare e Una Lunga Notte. Qui si cimenta in un genere diverso che le riesce, comunque, molto bene.

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    Pietro Fusella

    15/03/2012 17:20:59

    Un inizio folgorante e potentissimo che ti lascia a bocca aperta mentre leggi. Una Napoli (e dintorni!) poco nota e che non ti aspetti. Un gruppo di personaggi ricchissimo e credibile. Un intrigo incalzante e pieno di suspance. Il tutto con uno stile "cinematografico" che aggiunge una vitalità incredibile alle immagini, che permette alle scene descritte di "uscire" dalle pagine e materializzarsi avanti ai tuoi occhi. Insomma un gran bel romanzo (e perc hè no, un'ottima sceneggiatura!).

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    paola russo

    15/03/2012 17:10:05

    "La paura della lince" è un libro che comincia a prenderti dalle prime righe: la storia si dipana attraverso sorprendenti e ben orchestrati colpi di scena, seguendo i passi incerti della protagonista, giovane precaria della cultura, fra Napoli e i Campi Flegrei. Nulla (e nessuno)è come sembra, solo questo si può dire della storia senza scoprirne troppo le carte. Tutto è descritto con la maestria dello scrittore di talento ed esperienza, e con uno sguardo autentico e sincero, ironico e disincantato allo stesso tempo. Una lettura di grande qualità, unita ad una capacità rara di interessare il lettore senza cercare di compiacerlo.

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    Guido Moschini

    15/03/2012 16:52:18

    Una ventata di aria fresca in un mondo infinito di gialli che si ripetono senza nessuna novità o colpo di scena degno di nota. Un libro da leggere di una scrittrice da scoprire.

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

  Sembra una regola del giallo italiano recente, nel caso che la protagonista sia una giovane donna: l'eroina deve essere una sorta di "calamita delle calamità", vale a dire assommare su di sé, prima del finale relativamente lieto, tutte le forme possibili di disagevole precariato lavorativo e deprimente insicurezza estetica e sentimentale. In questo Aida, la laureata napoletana quarantenne che nella Paura della lince migra da un museo a rischio chiusura a una scuola non meno disastrata, è la sorella maggiore di Alice, la specializzanda in medicina legale sempre vessata dai superiori che nell'Allieva di Alessia Gazzola ha saputo suscitare la simpatia di una gran massa di lettrici. Qui finiscono, però, le analogie tra i due romanzi, perché il best seller di Gazzola, con la sua lingua standard di riposante piattezza televisiva, è quanto di più lontano si possa immaginare dalla Paura della lince, tutto intarsiato di saporosissimi inserti nel napoletano più autentico e vivo. Lo si legge per l'intreccio, certo, questo giallo di Antonella Cilento, perché sa catturare l'attenzione con alcuni oggetti enigmatici (un paio di scarpe verdi che compaiono e scompaiono, un misterioso quadretto di San Giovanni Battista con la lince nascosto dietro uno specchio) che tracciano intorno ad Aida il disegno di una trama davvero intrigante. Ma lo si legge ancora di più per la debordante ricchezza iperrealista dello sfondo napoletano. Dal muro del commissariato su cui campeggiano, uno accanto all'altro, il calendario di padre Pio e Belen in bikini leopardato, alle palazzine di via Camerelle "consumate come denti preistorici"; dalla chiesa di via Poerio affollata di slave e di cingalesi, ai cunicoli dei parcheggi sotterranei che sembrano sprofondare in labirintici regni infernali, la Napoli di oggi si impone al lettore della Paura della lince con un'incomparabile nitidezza e diventa la vera protagonista di una storia che racconta i suoi misteri e la sua vitalità, il suo fascino antico e il suo irreparabile degrado. Mariolina Bertini

Esordio nel genere “giallo” per la scrittrice Antonella Cilento, una delle firme più prestigiose della narrativa, e non solo, italiana degli ultimi vent’anni. La paura della lince è un mistero complicato ed affascinante in cui la tensione resta alta per l’intero arco della narrazione fino a restituire al lettore tutte le risposte per un finale sorprendente ma anche l’unico possibile. Nella Napoli dei giorni nostri una guida turistica si trova, suo malgrado, a ricevere le rivelazioni di un uomo in fin di vita, inizierà da quel momento un susseguirsi di eventi inquietanti dal cui corso la protagonista non riuscirà a sottrarsi