Paura della matematica

Peter Cameron

Traduttore: L. Bianciardi
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 11 giugno 2008
Pagine: 104 p., Brossura
  • EAN: 9788845922923
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Descrizione
In un passaggio apparentemente marginale del racconto che da il titolo a questa raccolta disegnata dall'autore, la protagonista offre al suo professore di matematica, passato a trovarla, un bicchier d'acqua. Poi, mentre lo guarda bere, la ragazza è colpita dalla cosa più semplice, l'assoluta naturalezza del gesto, che l'uomo compie "come se in vita sua non avesse fatto altro che venire in cucina da me a bere acqua". È un tocco inconfondibile, che unisce in una riga tutta l'atmosfera di cui abbiamo bisogno e tutto l'intreccio che possiamo desiderare. Ma è anche di più. È la conferma che qualsiasi storia, anche minima, racconti - si tratti di un ragazzo che smette di parlare in casa, mentre intrattiene una fitta corrispondenza con i carcerati; di un adolescente che, alla morte del suo cane, si convince che nelle formule dell'algebra si annidi il segreto della felicità; o di una coppia gay in visita presso una nonna eccentrica e molto amata -, Cameron sembra appunto non avere mai fatto altro che scrivere storie. E come nei suoi romanzi ci offre, con la sua voce fresca e generosa, storie di giovinezza, inquietudini e nostalgia, di amori e famiglie e vita quotidiana.

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    patty

    17/09/2013 23:10:07

    Mera operazione commerciale ...deludente anzi di più

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    claudio

    14/05/2010 17:22:55

    Due cose. Innanzitutto il costo: sono davvero troppi 15 euro per un centinaio di pagine. Secondo: non è lo stesso Cameron degli altri due libri letti precedentemente, ma è sempre un bel leggere questi racconti, anche se ti resta il rammarico per il non averli sviluppati maggiormente per trarne dei veri e propri romanzi.

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    Wilmer

    26/11/2008 15:10:28

    Sei dei sette racconti contenuti nel libro sono stati scritti negli anni '80 - editi, a suo tempo, da Rizzoli nella raccolta in "Un modo o nell'altro" - e a parte qualche eccezione non lasciano il segno. Le eccezioni, o meglio i racconti più riusciti, sono Memoryal day e Compiti a casa. Non fatevi illusioni: niente a che vedere con la scrittura più matura del Cameron che ci ha regalato "Someday This Pain Will Be Useful To You". E poi, detto tra noi, quindici euro per sì e no cento pagine mi sembra decisamente una truffa.

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    angela M.

    06/11/2008 18:27:12

    Concordo con Davide: scrive bene, ma non rimane nulla.

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    Davide D.

    18/10/2008 23:50:34

    Ho letto questo libro circa due mesi fa e non mi ricordo nulla. NULLA! Non saprei assolutamente dire di cosa tratta e quali siano i personaggi.Sono quasi preoccupato. Eppure ricordo benissimo gli altri due libri dello stesso autore, libri che mi sono rimasti nel cuore, letti oltre un anno fa. L'unica cosa che posso dedurre è che non l' ho trovato né bruttissimo né bello come gli altri, altrimenti non avrei potuto dimenticarmene in questo modo.

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    La Recherche

    30/09/2008 22:01:44

    [...] La struttura è quella che recentemente vedo spesso nei romanzi targati a stelle e strisce, una famiglia che più male assortita non si può, che passa il tempo a litigare e cercare di farsi del male, soprattutto per poi crogiolarsi nel rimorso e negli alcoolici. Famiglie che pur tentando di apparire disastrate, vivono negli agi che la cultura americana ritiene ormai indissolubili dall’essere umano: grandi case, automobili, lavori d’ufficio (nei romanzi americani che ho letto nessuno svolge mai un lavoro manuale, a parte lo chef di ristorante - considerato molto trendy) e scorte inesauribili di bevande alcoliche. Ed ora con grandi squilli di trombe appare questa esigua raccolta di racconti brevi “inediti” sottolinea l’editore (e meno male sottolineo io), scritti negli anni 80 ed uno in tempi recenti. Dopo aver letto i racconti mi è sembrato assai ovvio che li abbiano pubblicati esclusivamente per le tirature da sogno dei due precedenti libri, siamo qui di fronte ad un esempio di quel tanto amato movimento che prese il nome di minimalismo. Io, che non amo le etichette in genere, ricorro a questo termine in quanto le storie sono davvero minime, sono come delle istantanee scattate su scene di vita quotidiane, con situazioni amarognole e dialoghi davvero stucchevoli. Il racconto che dà il titolo alla raccolta parla di matematica così come potrebbe tranquillamente parlare di letteratura o educazione fisica, e lascia una idea nella mente del lettore che potrebbe tradursi in “embè?”. I racconti sono come sfere di vetro soffiato, o addirittura bolle di sapone, evanescenti, leggeri, possono per un attimo meravigliare, ma sono destinati a volare via senza lasciare grossi ricordi o meditazioni. Per un viaggio in autobus a Roma, periferia-centro, è assolutamente adatto e dura giusto quell’oretta, comprese distrazioni circostanti.

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    mariangela

    23/09/2008 16:21:53

    Mi è piaciuto. Non quanto UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARA' UTILE, ma ho trovato dei racconti interessanti.

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    astor

    04/09/2008 17:27:13

    meraviglioso....i miei racconti preferiti sono"compiti a casa" e "qualche scena del lago dei cigni"....!!!

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