Pause di silenzio

Artisti: Stefano Nerozzi
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Il Popolo del Blues
Data di pubblicazione: 2 giugno 2017
  • EAN: 8028621000270
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Descrizione

Il musicista pistoiese Stefano Nerozzi pubblica il suo nuovo CD dal titolo “Pause di silenzio” (2017). L’album esce per l’etichetta fiorentina Il Popolo del Blues con distribuzione Audioglobe e segna, per il marchio fondato da Ernesto De Pascale e solitamente votato alle atmosfere del blues più classico, una inedita apertura verso la psichedelia e la sperimentazione. “Pause di Silenzio” comprende tre tracce: la prima è una sorta di flusso di coscienza sonoro scaturito dalla osservazione di fotografie molto suggestive di vecchi nosocomi psichiatrici abbandonati. La seconda traccia è un intreccio di chitarre strutturate intorno ad un ritornello eseguito con un timbro quasi da chitarra-sintetizzatore ed infine la terza traccia riprende l’atmosfera del suo album precedente (“Cromatico”, 2007) esplorando ulteriori colori timbrici sempre avvolti nel rispetto melodico. Nato a Pistoia nel 1968, Stefano Nerozzi ha iniziato a suonare la chitarra con Maurizio Ferretti e successivamente ha preso lezioni da Nicola Becattini e Sergio Montaleni. Ha partecipato ad una edizione dei seminari estivi si Siena Jazz con il chitarrista Tomaso Lama e ha frequentato per un anno la Lizard. Ha seguito ulteriori corsi di chitarra elettrica con Il Maestro Francesco Ciampalini e segue i corsi di teoria e solfeggio presso la Scuola di musica Mabellini di Pistoia con il Prof. Andrea Vannucchi. Ha suonato per oltre 30 anni con il gruppo rock pistoiese Overa con cui ha realizzato cinque dischi autoprodotti. Nel 2007 ha pubblicato un cd dal titolo “Cromatico”; un lavoro che racchiude 38 tracce costruite su “Loop” di chitarra, con diversi timbri e differenti sonorità. Stefano continua oggi il suo viaggio musicale e la sua ricerca sonora con lo studio dello strumento, lo studio teorico, un appassionato ascolto musicale ed un doveroso rispetto del silenzio senza il quale la musica non potrebbe esserci.