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Alessandro Defilippi

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2012
Pagine: 316 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804616191
Si può leggere in modi diversi questo thriller (così definito fin dalla copertina) di Alessandro Defilippi, psicoanalista e straordinario narratore anfibio capace di passare dal mainstream al genere, e viceversa, sempre però ibridando qualche misura dell'uno con l'altro. C'è evidentemente la lezione del feuilleton nel rimorso misterioso che rode un maturo colonnello dei carabinieri, nella femme fatale che ha enigmaticamente attraversato la sua vita, nel segreto di un giovane psichiatra tedesco che potrebbe essere qualcun altro, nella follia di una ricoverata in un goticissimo manicomio sopra Genova dove si celebra la sinistra liturgia dell'elettroshock: e Defilippi gioca anche stilisticamente su tale registro, alla luce di un'appassionata frequentazione di letture "popolari". Ma a un secondo livello, impastato con scampoli memoriali della storia di una generazione (minestre al pesto e bombardamenti, siamo nel 1942, lo squarcio aperto di un passato fascista che continua a sanguinare), il teatro del rapporto con il male mantiene, grazie alla sottigliezza del narratore, una dolente serietà mitica: e gli omicidi perpetrati entro e attorno il manicomio, e misteriosamente celebrati nei disegni con il sangue della ricoverata, lasciano spazio a intervalli meditabondi in cui può fare capolino anche qualche sentimento meno estremo e qualche porzione di quiete. D'altra parte il thriller stesso appare come la punta di un iceberg, alludendo a un passato che resta sfuggente: e non a caso un simile romanzo "puro" di indagini poliziesche costituisce la terza puntata (conclusiva, o forse no) di una saga più ampia di sapore fantastico (Angeli, 2002, e Le perdute tracce degli dei, 2008, entrambi per Passigli) incentrata proprio sul rapporto tra Dio e il male attraverso il dramma di potestà angeliche in esilio sulla Terra. L'ombra delle loro ali e anzi il loro silenzio si allarga ora idealmente su questa storia di individui alle prese con l'Abisso: quasi la celebrazione simbolica di un mistero incarnato nei grovigli interiori che meglio conosciamo. Franco Pezzini

Recensioni dei clienti

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    Umberto75

    23/04/2013 22.52.39

    Thriller di discreta fattura con qualche colpo di scena anche se, per certi versi, ai limiti del surreale.

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    Ellison

    08/10/2012 15.36.04

    Confermo quello che ha scritto Davide d....

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    Nauthiz7

    21/09/2012 10.08.02

    Thriller appassionante, fatto di atmosfere cupe che in un crescendo coinvolgente indagano il lato oscuro dell'uomo da molteplici punti di vista. Una riflessione profonda e dolorosa sul Male, su pratiche mediche sconvolgenti di un recente passato. Toccante e molto ben scritto.

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    Laura

    18/09/2012 16.39.55

    Un thriller coinvolgente,ma di profondità particolare,perchè impregnato della riflessione profonda dell'autore sul Male

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    Davide D.

    06/09/2012 00.05.50

    Ho letto le prime 112 pagine, quindi un terzo del libro. In un'atmosfera cupa e indefinita si intuiscono sospetti, complotti, si percepisce una tensione di fondo fino ad ora fine a se stessa, perché gli avvenimenti sono veramente pochi, accennati, vagamente descritti, il tutto raccontato con una lentezza davvero esasperante. Personaggi entrano ed escono apparentemente senza lasciare il segno, e di conseguenza ti dimentichi di loro. Facilmente si perde la cognizione di ciò che le pagine stanno narrando e non si capisce davvero dove il racconto voglia andare a parare. La sovracopertina recita: "quello che avete tra le mani è un romanzo dal ritmo serrato, che mozza il fiato, e un'indagine appassionata e dolente sulle menzogne dell'animo umano e sul coraggio necessario per svelarle... Dopo 112 pagine di noia mortale mi chiedo come si possa parlare di "ritmo serrato", e men che meno di "fiato mozzato". Forse tutto accadrà nei restanti 2/3 del libro, ma non credo si debba penare tanto nella speranza che prima o poi il romanzo decolli. Getto la spugna ed interrompo la lettura, anche perché le pagine lette non mi hanno suscitato la benché minima curiosità su ciò che quelle rimanenti potrebbero riservare.

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