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Donald E. Westlake

Traduttore: G. Acunzoli
Editore: Tropea
Collana: Le gaggie
Anno edizione: 1998
Pagine: 300 p.
  • EAN: 9788843801503

Recensioni dei clienti

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    CLAUDIO D'ANGELO

    25/11/2009 10.15.36

    Libro affascinante sotto molteplici punti di vista, uno su tutti l'ironia che, in modo calibrato, echeggia in ogni capitolo, quasi a voler abbassare i toni che portano ad un finale degno dei migliori film di Sodemberg. Unica pecca a - mio parere - il voler fermare volutamente l'azione a metà del libro per poi farla ripartire, in modo tanto avvincente quanto frettolosa nelle ultime (sole) cinquanta pagine con tocchi di classe, trovate di genio, sberleffi e una vastità considerevole di personaggi della banda Dortmunder che avrebbe sicuramente meritato spazio più ampio.

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    vanni

    27/01/2005 16.05.37

    Ho scoperto anch'io, come Maurizio, Westlake quasi per caso, ormai diversi anni fa, e non me ne sono staccato più. Dortmunder & soci sono il meglio del Westlake-pensiero (ma da non sottovalutare anche il ciclo di Richard Stark, pubblicato da Sonzogno...) e questo romanzo ne è una dimostrazione lampante. Divertente e scanzonato, con una galleria di personaggi ai limiti del paradossale (Herman X? gli "autisti" Fred e Thelma?). Consiglio.

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    maurizio crispi

    25/12/2004 10.57.23

    Confesso: non avevo mai letto prima un romanzo di Westlake. Questo - come ha volte mi capita - l'ho acquistato a metà prezzo in un auto-grill sulla Firenze-Bologna. Ho letto le brevi note sulla quarta di copertina e mi sono detto: Perchè no? Decisamente, mi congratulato con me stesso: sono stati dei soldi ben spesi. Ho cominciato a leggerlo subito, appena arrivato a destinazione, e ben presto l'avventura di Dortmunder e dei suoi amici ha assunto un'importanza prioritaria nel panorama delle mie letture. Non me sono staccato più sino alla fine. L'ho trovato assolutamente ironico, divertente, con una trama del tutto ben costruita e senza sbavature nei dettagli, con in più una sapiente spruzzata di humour. La banda di Dortmunder (che, in questo caso, finisce con l'essere una banda "allargata", abbina l'arte del furto a quella della "beffa" un po' picaresca: ancor più nelle circostanze raccontate dal romanzo in cui tutto ruota attorno alla vicenda dell'anellino di poco valore, ma d'enorme importanza simbolica, sottratto allo stesso Dortmunder dal multimiliardario con molti altarini da mascondere. Per alcuni aspetti, il grande furto finale, con tutta l'inventiva di cui dà prova Dortmunder e con l'immenso dispiegamento di mezzi messo in opera per realizzarlo fa pensare un pochino al film di alcuni anni fa "Ocean's eleven". Estremamente gustoso il vezzo di Max Fairbanks di consultare I King, per mezzo del rituale lancio delle classiche monetine: sull'interpretazione degli esagrammi elaborati sulla base del responso dei lanci, il miliardario Max ha costruito la sua fortuna, ma alla fine si sbaglia: quel povero, insignificante anellino sottratto con arroganza a Dortmunder rappresenterà la chiave di volta per il rovesciamento della sua fortuna. L'insegnamento che se ne trae: alla lunga la hubrys e l'arroganza vengono punite. Credo che cercherò di leggere gli altri romanzi di Westlake.

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    Francesco Benzi

    25/08/2004 11.23.03

    Sempre meglio! Dopo la grottesca vicenda del femore di una santa cannibalizzata (Meglio non chiedere), Westlake torna in grande spolvero con una storia perfettamente calibrata, dall'impianto generale, al dettaglio dei singoli "atti", con i protagonisti sempre più simpatici e l'arte del furto assunta ormai a una ragionevole alternativa nella società interinale. Dortmunder è un eroe e il libro è abbastanza lungo da non farci rimpiangere troppo presto che tutto sia finito.

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