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Il testo riesce a sviluppare un quadro abbastanza realistico di cosa spinge una persona ad aderire a forme di "pensiero estremo", quali le sette e le ideologie politiche estremiste come l'islam. Il fanatico è un uomo razionale, che non perde l'uso della sua razionalità teoretica e strumentale, il quale aderisce ad idee estreme per un sovrappiù di moral sense, perché la setta alla quale aderisce gli offre una nuova identità e un meccanismo per combattere le ingiustizie, ed esplora anche il meccanismo principale di conversione, chiamato dall'autore "conversione per frustrazione". Il problema principale di questo libro è che come al solito, poiché è scritto da un accademico, ha un bias favorevole nei confronti del comunismo, il quale viene considerato meglio del fascismo e del nazismo perché avrebbe delle "buone" intenzioni. Allo stesso modo è fin troppo indulgente coi crimini dei partigiani commessi in Italia in seguito alla seconda guerra mondiale, e questi, pur essendo dei comunisti fanatici, non vengono definiti tali. Quindi il libro anche se parte da ottime premesse e sviluppa una teoria realistica dell'estremismo, viene inficiato dalla soggettività dell'autore che per proteggere i gruppi ideologici dei quali fa parte e tutelare il proprio di estremismo, ossia l'estremismo socialista-democratico, assolve determinati gruppi estremisti tramite scappatoie superficiali che rovinano l'ottima qualità del testo perché si ritrova ad avere dei "buchi" di coerenza, come il discorso circa il comunismo che non implica necessariamente la violenza, mentre il nazismo sì. È proprio scritto da Marx stesso che la presa del potere è violenta tramite la dittatura del proletariato, e il comunismo cerca di instaurare un oligopolio/monopolio cognitivo sui suoi membri e sulla società intera tramite l'egemonia culturale teorizzata da Gramsci, quindi se l'autore fosse stato oggettivo, l'avrebbe presentato come l'esempio più pertinente di pensiero estremo.
Interessante, completo, esaustivo. Letto all'indomani dei fatti del 13 novembre 2015 a Parigi, per capirne di più.
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