Per cosa si uccide - Gianni Biondillo - copertina

Per cosa si uccide

Gianni Biondillo

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Editore: Guanda
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 26 febbraio 2004
Pagine: 285 p., Brossura
  • EAN: 9788882466527
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Inizia d'estate, con un cane sgozzato, una serie di omicidi lunga un anno nel quartiere di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Protagonista è, suo malgrado, l'ispettore Ferraro, uomo senza particolari qualità. Separato con un figlio, vive da solo. Attorno a lui ruotano poliziotti surreali, spacciatori, imprenditori rampanti, contrabbandieri, informatori, pendolari, "sciure" e manifestanti: il popolo di una città e della sua periferia. Le indagini di Ferraro servono da pretesto narrativo per raccontare il ventre molle di Milano, vera protagonista del romanzo. "Una città - sostiene l'autore - che non vuole morire e che, se muore, comunque rinasce, con orgoglio".
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    archipic

    17/11/2015 12:19:30

    Prima uscita dell'Ispettore Ferraro nella sua Milano; buono il risultato complessivo del libro. I personaggi, ancorché ancora non del tutto strutturati, fanno intravedere buone possibilità di sviluppo nelle narrazioni successive. Trama un po' frammentata, specie nella prima metà, ma che poi riesce a decollare in pieno nella seconda metà del racconto. Dialoghi brillanti e spesso divertenti. Insomma, viene voglia di leggere il 2° episodio.

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    Chiara

    03/12/2013 11:54:19

    Il primo romanzo della serie dedicata all'ispettor Ferraro aiuta il lettore a fare le dovute presentazioni sia con il protagonista sia con la città di Milano e tutti i suoi abitanti. Per fornire una panoramica completa e spaziare attraverso ambienti svariati, Biondillo sceglie la formula ad episodi. Quattro racconti - ciascuno di essi corrispondente ad una delle stagioni - a cui fanno capo quattro misteri in diversi luoghi della città e dei suoi dintorni. In estate si assiste all'omicidio di un cane nei casermoni popolari di Quarto Oggiaro, mentre la città deserta boccheggia sotto l'afa. In autunno si cerca di scoprire chi ha ucciso un celebre imprenditore, si entra nella sua lussuosa villa del centro e si studiano con sospetto i volti dei ricchi, sempre controllati dal prode maggiordomo Ambrogio (proprio quello dei cioccolatini!). In autunno ci si deve occupare di una serie di rapine nei supermercati dell'hinterland, e Ferraro inizia a fare il pendolare sui trenini "a manovella" delle Ferrovie Nord. Infine, in primavera,mentre i pollini risvegliano le mai sopite allergie, si scopre il non prorio magnifico mondo delle palestre e dei fitness-club. Quattro realtà, dunque. Quattro diverse tipologie di persone e di stili di vita. Ma anche quattro differenti risposte al medesimo interrogativo: per cosa si uccide? Si può uccidere per rabbia, per vendetta, per soldi, per un amore negato, per un'infanzia rubata. Ma può il movente cancellare l'entità del gesto? Mi piace il punto di partenza che Biondillo decide di adottare (sebbene il medesimo verrà parzialmente abbandonato in "Con la morte nel cuore") tale per cui ciascun individuo possiede in sè una purezza innata, corrotta dai dolori e dalle esperienze della vita. L'autore si mostra a tutti gli effetti come un umanista: conosce la gente, la osserva e la studia. E nonostante tutte le brutture, non può fare a meno di amarla

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    silvio vidale

    02/02/2013 23:39:42

    Il libro e' splendido come gli altri della serie di Ferraro. Uno scrittore cosi mancava. Chi lo stronca non capisce nulla di ironia e di gialli speriamo scriva ancora qualcosa bravo gianni

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    elisabetta

    04/09/2010 17:20:47

    ho iniziato questo libro perchè cercavo un giallo diverso dai soliti,ma mi sono imbattuta in questo autore. per essere chiari fin da subito, il libro l'ho letto fino a pagina 60 perchè l'ho trovato scritto male, pieno di parolacce. non credo che leggerò più niente di questo autore.

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    ildegarda

    27/08/2009 18:18:56

    la scrittura di Biondillo è fantastica. Solo un milanese può capire appieno la sua descrizione della città e quanto sia veritiera. Le storie narrate sono storie che accadono tutti i giorni...

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    Simona

    25/07/2008 11:28:08

    Partendo dal fatto che da buona milanese mi fa piacere che esistano ancora autori che descrivano l'insieme così spesso contorto, eterogeneo, dissonante della capitale meneghina ho trovato il libro poco strutturato a livello di trama e non particolarmente ben scritto. Diciamo che c'è di peggio ma, di certo, di molto meglio.

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    scettico

    17/05/2007 17:42:35

    Direi che l'autore, di persona brillantissimo e simpaticissimo, evidentemente non ha tutte le qualità che si attribuisce. Molti personaggi appaiono da fumetto e anche le considerazioni socio-politiche sono fuori luogo. La cosa che forse disturba di più è il continuo ricorso alla sottolineatura delle battute umoristiche dei personaggi. "Non ostante" questo (come scriverebbe lui) non è del tutto da buttare, c'è qualche intuizione felice soprattutto nella descrizione delle atmosfere. Una curiosità è che il libro è totalmente sbilanciato essendo composto da due episodi brevissimi all'inizio e uno molto lungo che ne occupa oltre la metà.

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    Giuliopez

    27/04/2007 16:22:52

    Ironico, brillante e non banale. Biondillo da architetto qual'è ci descrive una Milano a tutto campo dalla periferia al centro storico attraverso personaggi e storie che si intrecciano e che, senza voler esagerare paragoni (operazione quanto mai fastidiosa in letteratura), mi hanno ricordato un pò Scerbanenco. Un bel personaggio l'ispettore Ferraro, penso che acquisterò anche il seguito (con la morte nel cuore).

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    Romano De Marco

    10/03/2007 15:37:27

    Biondillo è un architetto (bravo, mi dicono) esperto di urbanistica, che ama parlare della sua città, Milano, raccontandola in maniera inedita e affascinante. Lo fa con competenza e passione suscitando interesse e curiosità nel lettore. Peccato però che questo non sia un libro di urbanistica. E' un giallo pieno di luoghi comuni, a partire dal protagonista, l'ispettore Ferraro classico detective sfigato, con la vita disastrata e un'infanzia difficile alle spalle. Biondillo fa di tutto per risultare simpatico e per rendere simpatici i suoi personaggi e, visto il gradimento generale riscosso da questo romanzo (che ha avuto anche un sequel) magari ci riesce pure. Per quel che mi riguarda sono abbastanza deluso. La trama è una specie di serie ad episodi, con nuovi personaggi e nuovi casi da risolvere ogni 50 pagine circa. Aspetto atipico per la letteratura di genere, forse più motivato dalla mancanza che dall'eccesso di idee. Insufficiente come libro su Milano, insufficiente come giallo. Non del tutto da bocciare, intendiamoci. Qua e la si intravede la stoffa. La pagina nella quale Biondillo parla degli agenti immobiliari da sola vale il prezzo del libro. Complessivamente l'impressione è che questo autore sia molto ma molto meglio di ciò che scrive. Forse deve solo riuscire a svincolarsi dalla tentazione di piacere "per forza" e capire che diventare il Lansdale italiano non è impresa alla sua portata.

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    andrea

    24/01/2007 14:33:19

    Prima opera di Biondillo (e debutto dell'ispettore Ferraro), questo libro ben si colloca nel panorama recente del noir all'italiana. Scrittura veloce, diretta, divertente, molta ironia, personaggi ben delineati (anche se un filo macchiettistici, un po' da fiction tv , ma di alto livello); come detto da altri i 4 racconti che compongono il libro hanno una trama un po' leggera (salvo l'ultimo), ma l'intreccio (meglio, gli intrecci), mai come in questo caso servono solo come mero pretesto narrativo per mettere in scena i personaggi e la città di milano. Anzi, proprio Milano alla fine è la protagonista assoluta del libro, descritta con ironia e affrescata con i suoi spaccati umani nelle varie stagioni e nei vari quartieri, dal centro alto borghese, modaiolo e ossessionato dal mito del lavoro alla quarto oggiaro "terrona", piena di miserie, dolori sopiti, ma anche dotata di tanta umanità e di tante storie in cerca di riscatto.

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    Omar

    29/06/2006 17:07:49

    Un solo paragone, per rendere l'idea. E' come se un cantastorie si sedesse accanto a voi al tavolino del bar, con un buon bicchiere di rosso in mano, e vi narrasse uno spicchio della vita di persone semplici e comuni sullo sfondo di un quartiere caratteristico di Milano. Degno del miglior Guareschi. Non è adatto a chi si è appassionato al giallo patinato, imitazione nostrana dei thriller americani. Questo libro è per chi ama le storie e soprattutto le persone, per chi vuole sentir parlare il cuore e riconoscersi nella trama e negli ambienti. Complimenti Gianni, continua così.

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    simone

    03/03/2006 16:50:21

    bellissimo divertente avvincente sono nato e vivo ancora a quarto il libro rispecchia la realta del nostro quartiere e di una parte di milano e milanesi complimenti

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    Francesco

    10/02/2006 14:45:33

    Ho letto il libro sulla base di un consiglio di mia sorella, che me lo raccomandava "perchè leggero, comico, ma anche caustico" :aveva ragione. Buon libro, da leggere senza aspettarsi il capolavoro ma neanche da disprezzare come ho letto qui sopra; il resoconto della scena di sesso è scritto in maniera veramente formidabile, ho riso da solo!!!

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    Emiliano Fabbri

    09/01/2006 19:50:11

    Chi ama i giallisti italiani non può leggere questo libro, è da sconsigliare vivamente. Pecca alla grande dal punto di vista tecnico, i personaggi mancano di personalità e ad un cero punto non si sa che fine fanno, la storia è narrata in maniera sconnessa e senza una linea logica. Sopravvalutato!

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    Andrea72

    07/01/2006 18:59:37

    Io sono rimasto abbastanza deluso da questo libro, mi aspettavo molto di meglio e molto di più.Le prime cinquanta pagine sono volate via che è una meraviglia,piene di ironia e divertenti come poche.Le seconde cinquanta pagine sono rimaste divertenti ma hanno smorzato l'entusiasmo iniziale.Le pagine restanti sono solo un'ennesima ripetizione di ciò che è stato scritto nelle prime cento pagine. Io credo che Biondillo avrebbe fatto meglio a scrivere tre o quattro racconti lunghi e pubblicarli separatamente, perchè, in questo romanzo, se si ride fino alle prime cento pagine, per quelle successive si ride degli stessi motivi delle prime, e anche il sorriso si smorza della spontaneità iniziale adeguandosi alle smorfie di circostanza che le solite battute cercano di insinuare.Il suo è un umorismo gradevole ma che non si rinnova, rimane statico, e ciò può provocare, alla lunga, il risultato opposto a quello che vuole ottenere, noia piuttosto che divertimento.La trama gialla è pressochè inesistente,non esiste tensione narrativa e nessun intreccio particolare degno di nota.Non posso esprimermi sulle pagine che parlano della città,posso anche dare per buono che il suo "sguardo" sia effettivamente come descritto nelle diverse critiche al libro, ma questi due elementi sono troppo pochi per poter dare un voto alto a questa lettura, Ferraro sarà anche un personaggio dai risvolti interessanti ( a me piace che non sia il solito superuomo che fa della forza e dell'intelligenza le sue armi migliori ) ma da solo non basta a reggere tutta la struttura del romanzo.Senza quei tanti ammiccamenti al lettore ( decido io se una battuta mi fa ridere ) e con una maggiore attenzione al thrilling - visto che di thriller si dovrebbe trattare, comodo dire sempre che il giallo è un pretesto per raccontare altro quando non viene bene - poteva essere un buon libro, così mi sembra un prodotto molto sopravvalutato, di facile lettura, sì, ma senza troppe pretese.

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    mauro

    20/12/2005 00:25:11

    Il libro mi ha preso bene, difficile definirlo un giallo, in certi momenti mi ha veramente emozionato e questa di per sè è una dote che va riconosciuta all'autore al di là dei mancati virtuosismi letterari, che spesso piacciono a chi legge con i sensi spenti e il vocabolario aperto.

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    Nicola

    07/11/2005 14:55:00

    Più che di un romanzo si tratta di 4 racconti variamente collegati. Per quanto riguarda i personaggi Biondillo non ha brillato in originalità. L'ispettore Ferraro è il solito sbirro divorziato che ha fallito come marito e rischia di fare altrettanto come padre. Attorno a lui la solita ex-moglie perfettina e rancorosa,un vicecommissario tanto smanioso di fare carriera quanto ottuso,l'amico d'infanzia mezzo delinquente,un vicequestore severo ma in fondo brav'uomo,due colleghi surreali ma simpatici(Lanza e Comaschi),un capitano dei carabinieri tutto d'un pezzo e l'immancabile ereditiera che non esita a buttarsi tra le braccia del protagonista. Niente di nuovo sotto il sole del giallo italiano,allora? Sbagliato,perchè il libro,malgrado questi difetti, è divertentissimo e a tratti riesce persino a commuovere. Non un capolavoro,ma un buon esordio si!

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    aaal

    11/10/2005 15:10:52

    Io credo che Biondillo sappia ben scrivere in italiano, anche se usa un linguaggio "parlato", quindi chi lo critica rilegga il libro con più attenzione. Sono una lettrice accanita di noir e di thriller e quindi i paragoni li faccio,B. è una vera sorpresa, come pure il suo Ispettore. Uno qualunque, come tanti che lavorano perchè lavorare si deve ma si può farlo con dignità. Insomma "umano". Bravo B.

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    arianna

    19/09/2005 16:06:10

    Il libro non mi è piaciuto, troppo ridondante. Mi aspettavo molto di più.

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    Manolo

    20/07/2005 15:15:25

    Un "giallista" italiano che non si prende troppo sul serio... Finalmente! Può non piacere, ma alcune critiche da 1 o 2 punti qui sotto mi sembrano fuori luogo. Avessi io i problemi che ha Biondillo con la lingua italiana!!!

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  • Gianni Biondillo Cover

    Architetto e saggista scrive per il cinema e per la televisione. Fa parte della redazione di Nazione Indiana. Ha pubblicato per l'Universale di Architettura diretta da Bruno Zevi, Carlo Levi e Elio Vittorini. Scritti di architettura (1997) e Giovanni Michelucci. Brani di città aperti a tutti (1999). Nel 2001 ha pubblicato, per Unicopli: Pasolini. Il corpo della città, con un'introduzione di Vincenzo Consolo. Il suo primo romanzo, nel 2004 per i tipi di Guanda, è Per cosa si uccide, "un tributo di riconoscenza dello scrittore verso la propria città, che viene descritta in tutte le sue molteplici sfaccettature". Sempre per Guanda sono usciti Con la morte nel cuore  (2005), Per sempre giovane (2006), Il giovane sbirro (2007) e nel 2008 la raccolta di saggi... Approfondisci
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