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Chiara Gamberale

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
Pagine: 187 p. , Rilegato
  • EAN: 9788807030710

Finalista Premio Bancarella 2014

Chiara Gamberale, giovane scrittrice romana, ha avuto in questi anni una fulgida parabola ascendente. Partita come giovanissima speaker radiofonica e promettente esordiente con le case editrici più prestigiose, ha pubblicato nel 1999, Una vita sottile, (Marsilio) molto bene accolto dalla critica, il suo successo è stato poi consacrato con La zona cieca, (Bompiani) Premio selezione Campiello nel 2008 fino ad arrivare al successo con ben tre romanzi pubblicati con Mondadori, Le luci nelle case degli altri, L’amore quando c’era e Quattro etti d’amore, grazie. Poi all’improvviso quella che sembrava una strada in continua e progressiva ascesa, viene bruscamente interrotta.
Quello che è successo nella vita di Chiara Gamberale viene descritto con grande onestà e passione nelle pagine di questo suo nuovo romanzo. Una specie di autobiografia “parziale”, come lo ha definito l’autrice, in cui la protagonista, Chiara G., una scrittrice alle prese con il suo ultimo romanzo (che guarda caso si intitola “Quattro etti d’amore, grazie”) prova a ricostruire pezzo per pezzo la sua vita dopo l’abbandono di suo marito. Chiara e suo marito si sono conosciuti giovanissimi e innamorati subito. Hanno vissuto tutta la vita in simbiosi, a Vicarello, in un piccolo paese nella campagna alle porte di Roma, nella vecchia casa dei genitori di lei. Chiara, oltre a scrivere romanzi, cura una famosa rubrica per un settimanale, lui invece è un brillante avvocato. Non hanno figli, hanno le loro rassicuranti abitudini e odiano i cambiamenti. Tutto sembra procedere liscio, finché non decidono di trasferirsi a Roma, per essere più vicini al lavoro e per poter fare dei piccoli lavori di ristrutturazione della casa di Vicarello. È così che precipita tutto.
Il marito di Chiara decide di passare un periodo a Dublino e la lascia. Nel senso che durante la sua vacanza scopre la mitezza di Siobahn e la nobile arte di fare i pancake tipica di molte donne misteriose ed esotiche. Naturalmente Chiara precipita in uno stato di assoluta apatia e torpore, per di più il direttore della sua rivista sostituisce la sua rubrica con la posta del cuore di una concorrente del Grande Fratello. Dall’oggi al domani non c’è più Vicarello, né l’amore, né il lavoro. Chiara si trascina da una stanza all’altra, dal divano al letto, come se fosse imprigionata in una bolla asettica, come se la sua mente fosse stata messa sottovuoto. La forza di reagire, quando crolla tutto, non è semplice da trovare. Eppure la dottoressa T., con cui ha iniziato una terapia, le suggerisce un metodo interessante: ogni giorno, per un mese, per dieci minuti della sua giornata, dovrà fare qualcosa che non ha mai fatto prima. È un gioco, certo, ma va preso molto seriamente. Intanto perché non è semplice trovare ogni giorno una cosa nuova da fare, il gioco presuppone fantasia, coraggio e voglia di aprirsi al mondo, e poi perché uscire dai propri schemi mentali a volte è un’impresa impossibile. Un giorno è uno smalto di un colore improbabile, un altro giorno si tratta semplicemente di camminare all’indietro, un altro giorno si fa un ricamo e un altro ancora si pianta un seme. Dalle cose più banali si passa in fretta a quelle più difficili: stare dieci minuti seduti ad ascoltare i problemi di tua madre o decidersi una buona volta a imparare a guidare. Solo dieci minuti inediti nella propria vita per aprire gli orizzonti, conoscere il mondo, intraprendere nuovi percorsi. Dieci minuti in cui conoscere il fioraio, l’estetista, o Giuseppe, della libreria IBS di Roma in via Nazionale e passare con lui dieci minuti alla cassa. Dieci minuti per scoprire che la tua vita può cambiare, anche in meglio, nonostante la fine di una storia, nonostante la solitudine.
Un romanzo che ci consegna il cuore semplice di Chiara Gamberale. La scrittura si asciuga, la frase si leviga e si riduce al minimo, la trama è essenziale. Il racconto è una lenta e divertente scoperta di sé, un percorso a tappe che si dipana lungo il mese di dicembre 2012 e fino all’anno nuovo, in una sorta di diario o calendario dell’avvento, l’avvento di una nuova fase, giocosa, della vita.

Recensioni dei clienti

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    Vittoria

    03/09/2016 17.52.03

    È il primo libro che leggo di Chiara Gamberale e non mi è piaciuto molto. L'idea dei 10 minuti non è male ma già a 1/3 della lettura si capisce la conclusione della riflessione. Un tema interessante che poteva essere sviluppato e che avrebbe dato maggiore spessore al libro viene accennato solo alla fine (ossia il concetto dell'io che ci annienta e che ci include in categorie dalle quali non riusciamo ad uscire). Certi passaggi mi sono apparsi un po' banali e la scrittura a volte non è molto agevole. Ne leggerò altri comunque della stessa autrice.

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    simona

    16/08/2016 11.41.29

    Non capisco i giudizi negativi su questo libro .Chiara scrive bene, è ironica, è profonda .Complimenti !!!

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    Anna

    07/07/2016 12.03.30

    Fatto bene. Un buon libro per chi sta passando una crisi esistenziale.I 'dieci minuti' del titolo sono un buon consiglio. Da provare.

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    Monica

    29/03/2016 22.14.26

    Consigliatissimo dalla mia amica...ma a me non è piaciuto per nulla. Carina l'idea, ma noioso e sempliciotto nella scrittura. E' il primo libro che ho letto della Gamberale, proverò a leggere qualcos'altro per darle una seconda possibilità!

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    LUIGIA

    12/02/2016 17.01.02

    L' idea è davvero bella e soprattutto originale, peccato che poi il racconto man mano, si perde nello scontato. Mi apsettavo decisamente di più!

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    Elisa

    26/10/2015 12.30.36

    L'ho amato dal primo secondo. Semplice, eppure ispirante. Non vuole convincere, ma è l'esperienza di un singolo essere umano nel suo cercarsi. Mi è piaciuto perché si vede che non è un libro scritto per vendere, e in questo si differenzia da tante, troppe pubblicazioni. Merita.

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    cristina

    21/10/2015 11.35.21

    Il libro scorre ed è di piacevole lettura, un passatempo leggero che però in conclusione lascia davvero poco. Complimenti alla Gamberale se ha davvero scritto di se stessa raccontandosi da sfigata (non molti scrittori affermati lo farebbero, credo).

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    Silvia

    27/07/2015 14.29.26

    Ero molto attirata dalla trama ed è per questo motivo che ho deciso di comprare "Per dieci minuti". Purtroppo però mi è sembrato un libro troppo scontato, racconta la solita tiritera e non ci sono colpi di scena: direi che è proprio un libro piatto. Speravo di appassionarmi all'autrice e invece mi sa che non leggerò più niente di lei.

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    Sara

    02/06/2015 13.07.31

    Primo romanzo che leggo di quest autrice, comprato al volo xke il primo capitolo prometteva molto bene. Purtroppo e' una lagna che perdura x 200 pagine, si passa da dialoghi aridi ad autoriflessioni complesse che annoiano in cui nn riesco a immedesimarmi. Provero' a leggere anche le luci nelle case degli altri, ma temp che nn sia proprio il mio genere di lettura. Mi spiace aver buttato via i soldi, anche se comprato usato.

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    Tiziana Bocci

    23/04/2015 10.59.59

    Libro fresco, scrittura scorrevole, temi attuali trattati con ironia ma mai superficialmente. L'ho apprezzato molto, quasi una seduta da uno psicologo simpatico e alla mano. Brava Chiara!

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    alessandra

    09/04/2015 10.42.48

    Mi è piaciuto molto!! Simpatico, divertente e nello stesso tempo ti offre diversi spunti di riflessione...Scritto in modo semplice e scorrevole, l'ho letto in pochissimi giorni!!

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    nora

    31/03/2015 23.18.32

    Romanzo fortemente autobiografico: una coppia bambina che non riesce a darsi i giusti input per vivere la relazione da grandi e quindi si perde. La protagonista, attraverso un gioco "simbolico" cerca di riannodarne i fili e, inaspettatamente, alla fine scopre di essere riuscita a costruire se stessa come una donna adulta, un'entità singola aperta al futuro senza alcuna preclusione. Lettura gradevole, con un'unica nota stonata: infastidiscono parecchio i continui richiami pubblicitari.

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    Agave

    10/03/2015 15.47.49

    La storia è bella, l'idea dei 10 minuti è fantastica e per quanto possibile sto cercando di applicarla. Lo stile è di una delusione sconcertante, il libro sembra copiato dal diario di una dodicenne, non è scorrevole e la punteggiatura non aiuta a far capire certe frasi. Andava sicuramente sviluppata meglio l'idea, stomachevole leggersi 4 pagine di nomi della sua rubrica a cui lei ha mandato l'sms. Aveva del potenziale a mio parere sprecato

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    Barbara

    27/01/2015 21.39.19

    A me è piaciuto molto. Certo , come leggo in alcuni commenti precedenti, questo libro non passerà alla storia , ma comunque si legge bene e un po' fa riflettere. Quindi è degno di nota. Perché alla fin fine le cose semplici , sono le migliori. Come l'idea dei dieci minuti....banale ? Forse. Ma certo da mettere in pratica , magari per vedere la vita in modo diverso.

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    Valentina

    02/01/2015 21.34.35

    Carino e scritto in modo semplice! A me la storia è piaciuta! Non la classica storia d'amore ma secondo me può dare qualche spunto su come andare avanti dopo una rottura. Bella l'idea di trovare ogni giorno per dieci minuti qualcosa di nuovo si utile da fare! Dovremmo farlo tutti!

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    Gabriella

    29/12/2014 17.57.58

    Nonostante commenti poco carini sul libro ho voluto leggerlo e non mi sono pentita. Ho letto altro della Gamberale e anche questa volta non sono rimasta delusa. L ho letto in un paio d ore e questo è stato possibile grazie alla scrittura e al lo stile della scrittrice leggero e coinvolgente. Anche se chiaramente autobiografico sembrava di leggere una favola e proprio per questo forse ha superato il limite di certe autobiografie pesanti e monotone. Un libro che nella sua semplicità fa riflettere.

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    Elena

    06/10/2014 17.27.33

    Carino ma niente di più. Non sono un'amante dei romanzi scritti da donne italiane perché di solito hanno uno stile molto "maccheronico" che si riconosce a chilometri di distanza, ossia un modo di scrivere che non aiuta ad evadere dalla routine ma anzi sottolinea in modo anche crudo la realtà di tutti i giorni. Ho trovato alcune eccezioni e ho letto volentieri libri di autrici italiane, ma la Gamberale purtroppo non è tra queste. La storia è carina e anche divertente, però non mi ha entusiasmato particolarmente. Consiglio al massimo di prenderlo in prestito in biblioteca, anche perché 16 euro per 187 pagine è un furto.

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    mariposa

    02/10/2014 15.09.34

    L' idea, se pur non originalissima, poteva essere sfrutta meglio. Deludente lo stile dell'autrice banale e a dir poco infantile. Il libro inoltre è un po' troppo autoreferenziato. Decisamente sopravvalutato.

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    Francesca

    24/09/2014 16.26.29

    Letto in poche ore, mi ha lasciato poco. Come molti altri apprezzo l'idea dei 10 minuti al giorno. Per il resto banalotto. Ho odiato profondamente la pubblicità inserita qua e là.

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    Roberta M.

    01/09/2014 17.36.21

    A me è piaciuto. Concordo con chi ha detto che poteva essere più attinente alla vita reale, oppure che poteva essere scritto in maniera diversa, ma l'ho trovato piacevole ed a tratti divertente. Un modo per passare un po' di tempo fuori dalla realtà (cosa che a mio parere i libri dovrebbero fare). L'idea dei 10 minuti è simpatica, non fosse altro per capire che a volte siamo arroccati a certe abitudini o modi di pensare e che - forse - sarebbe meglio aprire gli occhi e guardarsi attorno per vedere cose che non abbiamo mai visto prima e che ci sono vicinissime. Io lo consiglierei.

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