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Norman Mailer

Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Pagine: 103 p. , Brossura
  • EAN: 9788806167080

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    alida airaghi

    16/05/2014 14.41.42

    A ottant'anni, nel 2003, Norman Mailer pubblicò questo pamphlet sull'11 settembre e la guerra in Iraq. Americano, ebreo, scrittore anticonformista dagli atteggiamenti spesso provocatori e scandalosi, in questo saggio rivelò tutta la sua spregiudicata capacità di analisi riguardo non solo alla politica messa in atto dagli Usa dal secondo dopoguerra in poi, ma soprattutto ai tanto sbandierati valori cristiani e moralizzatori della prima potenza mondiale, benedetta da Dio. Sbeffeggiando sarcasticamente tutti i presidenti, da Kennedy a Reagan, da Clinton a Bush (e soprattutto di quest'ultimo offrendo ai lettori un impietoso e esilarante ritratto), Mailer intese fornire in queste pagine "informazioni inedite sui motivi della guerra americana contro l'Iraq", sulla "crisi di identità globale" che colpì i cittadini statunitensi dopo l'attacco alle Twin Towers, e sulle motivazioni intrinseche del terrorismo musulmano. Tutte questioni che hanno a che fare principalmente con l'immagine che gli USA hanno voluto diffondere di sé in termini universali: strapotere economico, invasione commerciale, disprezzo per la cultura e le religioni altrui, colonialismo monetario, senso di onnipotenza, idea mercantile del cibo, dell'arte, della scienza. Aspetti che mostrano però anche una corrispondente fragilità comportamentale ed etica della popolazione: negli ultimi trent'anni, infatti, il predominio americano ha iniziato a vacillare in ogni campo, dalla finanza all'organizzazione sanitaria, dalla Chiesa travolta da scandali sessuali allo spionaggio interno agli apparati militari e polizieschi, dalla crisi della famiglia a quelle della scuola, della ricerca, dello sport, del ruolo maschile nella società. L'anima conservatrice e puritana dell'America si scopre "rivestita di teflon", e di questo potrebbero avvantaggiarsi i nemici di sempre: arabi, africani, orientali, islamici, e poveri di tutte le latitudini. Rabbiosi, estremisti, ma vitali, e ancora capaci di solidarietà e utopie.

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