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Descrizione

Carlo è un giovane rockettaro, tutto Deep Purple e AC/DC, quello che si autodefinisce "un fan postgenerazionale dei Led Zeppelin". Ma un giorno incontra Marta, ventitré anni, che ascolta solo Tiziano Ferro e che di musica non sembra affatto un'esperta, e proprio lui, che non pensava di poter ascoltare la musica "commerciale", pur di conquistare il suo cuore si finge un estimatore del cantante. Con l'aiuto del suo migliore amico comincia a studiare la vita, le canzoni e ogni curiosità reperibile su Tiziano Ferro, e poco a poco fa breccia nel cuore di Marta. E mentre conosce meglio questa ragazza dal fisico perfetto e con una grande passione per lo sport, scopre che dietro l'apparenza c'è qualcosa di più: una storia personale tormentata dalla bulimia e dal difficile rapporto con una madre irraggiungibile e troppo bella. Nel cercare di capire Marta, Carlo finisce per spingersi troppo in là; e per riconquistarla potrà affidarsi solo alla musica che lei ama così tanto... perché "Un rockettaro che ascolta Tiziano Ferro è la fine del mondo".
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Dettagli

2010
20 maggio 2010
245 p., Brossura
9788834716335

Valutazioni e recensioni

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Una trama che, così ad una lettura senza troppe pretese, potrebbe sembrare tipica della letteratura per giovanissimi e teen ager vari, si parla di un amore contrastato tra un trentenne e una ragazza sui 20 anni il tutto supportato dalla colonna sonora delle canzoni di Tiziano Ferro. Vista così la storia penso abbia tutti i requisiti per essere classificata come un testo "mocciano" invece... Ecco ,quello che mi è piaciuto di questo romanzo è stata la capacità dello scrittore di delineare alla perfezione quello che è uno dei tanti stereotipi di perfetti fintoni che , purtroppo, spesso e volentieri dobbiamo incrociare nella vita di tutti i giorni. Il protagonista maschile della faccenda è il classico prevenuto che discrimina le persone in base alla musica che ascoltano o dai libri e cd che vede nelle case dei suoi conoscenti; infatti Carlo(il nome del protagonista) non vede assolutamente di buon occhio le estimatrici dei cantanti italiani e le deplora a priori..tranne poi innamorarsi di una fan scatenata di Tiziano Ferro, et voilà tutte le congetture e i cattivi pensieri vanno a farsi benedire! La protagoista femminile già è delineata con tratti più umani e scatena sicuramente più sensi di compassione e accoglienza. Da sottolineare sicuramente anche l'analisi dettagliata dei testi delle canzoni di T.Ferro e della vita in generale dell'artista che, come dicevo, fa sia da colonna sonora che da collante alla storia d'amore tra Carlo e Marta. Libro consigliato a tutti con trama e situazioni molto scorrevoli. Saluti

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La recensione di IBS

Questo libro non è quello che può sembrare leggendo il titolo e guardando la copertina. Non è un romanzo per Young Adults invasati. Non è il tributo a Tiziano Ferro. Non è l’ennesimo esempio anti-Moccia. Come suggeriva Magritte, che aveva intitolato una sua rappresentazione di una mela Ceci n’est pas une pomme, le cose spesso non sono come appaiono.
La storia è quella di due ragazzi. Lui è un trentenne reduce da anni e letture impegnate. Laureato alla Cattolica di Milano, lavora per un’agenzia di selezione del personale e ha una passione sfrenata per il rock melodico anni Settanta. Ha un mutuo sostenibile da pagare e un migliore amico generoso e strafottente. Generoso con quelli che stanno dalla sua parte e strafottente con il resto del mondo. Carlo invece è uno che, in generale, non ama esporsi più di tanto. Si lascia andare raramente a esternazioni e si confida solo con chi sente veramente affine. Carlo è nato negli anni Settanta e allo stesso tempo ne è vittima e reduce. La malattia di quegli anni si chiama “selezione”. Lui seleziona gli amici, le cose giuste da fare e le playlist dei brani da ascoltare. Quello che sopravvive al filtro degli ideali è tutto quanto resta nella sua vita.
Marta ha ventitrè anni e le ideologie non hanno mai intaccato lo scorrere della sua vita. Studentessa, bella e promettente, Marta consuma, spende e spreca esattamente come il tipico prodotto degli anni Ottanta. Come una vampira che cerca di succhiare una goccia di sangue e di sentimenti da tutto quello che la circonda, si aggira nel cuore della notte alla ricerca del bagliore consolatorio del frigorifero aperto. Marta ha una fame incontrollabile. Prima di conoscere Carlo un solo uomo era stato capace di comprendere fino in fondo i suoi sentimenti, Tiziano Ferro, e lo aveva fatto scrivendo delle canzoni che sembravano fatte apposta per contenere il suo disagio. Quando Carlo aveva sbirciato per pochi minuti nell’esistenza di quella ragazza bellissima e triste, si era chiesto cosa ci fosse di così splendido e potente nelle canzoni di quel ragazzo di Latina. La ricerca della verità era diventata la sua ossessione, la voglia di conquistare Marta lo aveva spinto a mettersi in gioco.
Il gioco consisteva nella sceneggiata grottesca di immergersi nei panni di un fan di TZN - è così che i fan chiamano Tiziano Ferro - per penetrare nel mondo di Marta. Quello che Carlo ancora non sa è che ci sono dei vuoti così abissali in certe esistenze che cercare di penetrare nel profondo può voler dire precipitare.
Intorno a questa storia c’è una città, Milano, e una colonna sonora. La città è vivace e modaiola, quando offre aperitivi e feste universitarie, ma anche crepuscolare nelle albe fredde d’inverno, davanti ai chioschi aperti tutta la notte, per le strade deserte. Milano in queste pagine è un rumore di fondo di gocce che cadono sui tetti, di sirene e di serrande che si abbassano alla sera. È una melodia leggera e impercettibile sopraffatta dal battito di un tempo indifferente. La colonna sonora che suona nelle orecchie di Carlo è musica Rock’n’roll, sono vecchie ballate e nuovi romantici Punk. Quello che gira nello stereo di Marta invece è il pop italiano di TZN. Sono parole in rima, sentimenti e ritmo R&B. Una miscela a presa rapida, capace di colorare la vita. Declinato nei film, nei video musicali, nelle frasi di un libro; diluito come un’aspirina effervescente in tutti i mezzi di comunicazione, Tiziano Ferro invade e conquista i territori settari ed aridi anche di un insospettabile fan post generazionale dei Led Zeppelin come Carlo.
Ed è una lunga metafora sul dialogo, questo romanzo, una lezione dimessa sull’accettazione delle idee altrui, un attacco a ogni forma di snobismo e intransigenza culturale, che non assume mai i toni professorali, ma usa il linguaggio fresco e frizzante delle persone comuni. Con spaccati romantici, ma anche descrizioni leggere e dialoghi pieni di umorismo, Perdonami è un libro trascinante, che rispetto a tanta letteratura destinata ai giovani lettori mostra di avere un ingrediente essenziale e inusitato che lo rende adatto a tutti, si chiama lirismo.

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