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James Ellroy

Traduttore: A. Colitto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 886 p. , Brossura
  • EAN: 9788806212896


È il mio romanzo più ampio, il mio romanzo più dettagliato sul piano storico, il mio romanzo più accessibile stilisticamente e più intimo. È triste, è malinconico, è imbevuto di quel tradimento morale che è stato, in America, l'internamento dei cittadini giapponesi all'inizio della Seconda guerra mondiale. James Ellroy

Titolo originale: Perfidia. Numero di pagine: 886. Traduttore: Alfredo Colitto.
Dietro a questi tre dati, apparentemente bruti, si cela l’intero, feroce universo creato da James Ellroy. Intanto il titolo, Perfidia, che in spagnolo non significa cattiveria, bensì “tradimento” (ed è tra l’altro il titolo di una canzone di Glenn Miller del ’41, un brano malinconico e struggente che parla d’amore e, appunto, di tradimento).
A tradire, in questo caso, non è una donna, ma la società americana. Siamo nel 1941, all’indomani dell’attacco giapponese a Pearl Harbor, un evento che ha portato alla più dura e ignobile ritorsione del Governo americano nei confronti dei cittadini di origine nipponica. In 120 mila vennero internati nei campi di concentramento, con l’accusa di collaborare con la madrepatria. La reazione isterica del Governo americano, questo tradimento morale nei confronti dei suoi stessi cittadini, è il punto di partenza di questo romanzo, che mina alle fondamenta la tanto decantata cultura americana, patria della tolleranza e dei diritti civili.
“Il mio romanzo più intimo. Il mio preferito. Non più un noir. Sono maturato come scrittore, ma un romanzo storico e d’amore”, afferma l'autore in una recente intervista. Perfidia è il primo volume della seconda “Tetralogia di Los Angeles”, che comprende Dalia nera, Il grande nulla, L. A. Confidential e White Jazz, una serie in cui l’autore reinventa la cronaca della sua città tra il 1946 e il 1958, ma anche il suo prequel, perché ne anticipa i temi approfondendo l’indagine storia. Così come anticipa di molti anni la sua “Trilogia americana” (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Il sangue è randagio), che invece propone una storia più recente degli Stati Uniti, tra il 1958 e il 1972, tra l’omicidio di Kennedy e il Watergate.
Questa seconda tetralogia di Los Angeles segue personaggi immaginari e reali presi da serie precedenti: alcuni personaggi già conosciuti in altri lavori (il poliziotto corrotto Dudley Smith, l’affascinante infiltrata Kay Lake, gli sbirri Lee Blanchard e Buzz Meeks) e nuovi protagonisti, come Hideo Ashida, ma anche figure realmente esistite (il futuro capo della polizia William Parker, il gangster ebreo Mickey Cohen, Clark Gable e Bette Davis).
Il risultato, anche se James Ellroy si rifiuta di chiamarlo noir, ha tutti gli ingredienti del genere: delitti, violenze, indagini, tradimenti, degrado urbano. Qualcuno lo ha definito “Il romanzo totale”, quello che ci riporta alle origini, alla scrittura feroce e ossessiva, del maestro americano. La traduzione, difficile e ben riuscita, è di un altro grande scrittore, Alfredo Colitto, che ha reso perfettamente in italiano tutta la forza dirompente della sua scrittura, infarcita di perfidia.

Recensioni dei clienti

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    Mario

    02/11/2016 14.32.14

    Credo che non potesse esserci inizio migliore di questo per la nuova tetralogia di Los Angeles: un libro che ho semplicemente adorato. Probabilmente è il migliore scritto da Ellroy.

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    marco

    29/03/2016 12.25.01

    Come tutti i libri di Ellroy la fatica di memorizzare l'elevata fauna di personaggi e nome associati è il prezzo da pagare all'inizio della lettura. Un ottimo libro con un superbo modo di riprendere a più riprese la trama, anche quando sembra adagiarsi ad un ritmo quasi ripetitivo.

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    gianma79

    19/10/2015 22.19.56

    Capolavoro.

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    carlo

    03/09/2015 07.09.26

    Romanzo che contiene tutti i temi cari all'autore: la violenza, la corruzione morale e fisica, la società senza speranza, raccontati secondo il suo stile asciutto e crudo. Il problema è che l'autore esaspera ogni aspetto di ciò che racconta, riducendo il tutto a macchietta. Quando ciò accade di solito è perchè non si ha più nulla da dire che non sia già stato detto. Infatti il romanzo è esageratamente prolisso, troppo lungo, alla fine ripetitivo. Mentre i detective senza scrupoli di L.A. Noire diventano degli inspiegabili psicopatici, che passano metà della loro giornata a risolvere crimini con grande dedizione, e l'altra metà a commetterli con inaudita ferocia. Da leggere solo per gli inguaribili appassionati di Ellroy.

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    kostedde

    17/08/2015 15.46.33

    Grazie maestro. Personaggi indimenticabili. Ritmo e adrenallina. Ferocia, umorismo e tenerezza. La Storia tra grandi eventi, macchinazione e pulviscolo quotidiano. Epico, massimalista. Ma soprattutto in questo libro: la storia degli Stati Uniti come enorme questione razziale tuttora in divenire... senza consolazione.

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    eros55

    28/07/2015 13.06.27

    Bello il contesto storico del racconto con una trama troppo intricata e arzigogolata per cui il romanzo a mio avviso non decolla mai, definirlo un capolavoro siamo al limite della "follia" come molti dei personaggi protagonisti della vicenda raccontata.Fatica immensa nel finirlo, 900 pagine sono troppe anche per uno come me che quando inizia finisce.

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    Gi

    08/07/2015 16.44.57

    Alla fine l'ho comprato e... sono anche riuscito ad arrivare alla parola fine; con inaudito sforzo, direi quasi che, masochisticamente, mi sono usato violenza per arrivare alla fine. Molto raramente ho abbandonato un libro iniziato; anche in questo caso ho voluto vedere quali livelli avrebbe scalato l'autore. Ho acquistato il libro basandomi su uno sbandierato supposto capolavoro, beh quando è l'oste o il suo fornitore a decantare il loro vino come il migliore!!... Diciamo che l'oste, allora per me assolutamente sconosciuto, si fregiava nell'ambiente di un buon nome. Altra bandiera che veniva sventolata era quella storica; molti lo definivano/definiscono come romanzo storico. Io non sono uno storico dei fatti americani, tanto meno un appassionato di gossip degli anni raccontati nel libro; sono molto perplesso però quando vado a leggere episodi di vita privata di questo o quel personaggio realmente esistito. C'è da supporre che l'autore si sia documentato?! Bah!! Venendo al libro, chiudo in poche parole, mi sembra il festival della violenza gratuita di personaggi che definire mentalmente instabili sarebbe un eufemismo; violenza, corruzione, droga, prostituzione, stupri, pedofilia, massacri. Massacri? Altro eufemismo! E' la cifra dell'autore? Beh, è stato il primo libro, sicuramente non ce ne sarà un secondo. Ultima cosa, dimensionato in 300 pagine ce ne sarebbero state minimo 100 di troppo.

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    nik savinkov

    08/06/2015 19.34.01

    Ho letto diverse opere di Elroy e lo ritengo un genio assoluto. E' uno dei miei scrittori preferiti. I romanzi che ho apprezzato di più sono sicuramente American Tabloid (che ho letteralmente divorato) e L. A. Confidential.. Non ho letto Black Dalia ma lo farò sicuramente... Sei Pezzi Da Mille e Sangue Randagio ho fatto più fatica a leggerli, soprattutto il secondo ma comunque li ritengo due bellissimi romanzi anche se non proprio dei capolavori. Da Perfidia ovviamente mi aspettavo molto e per farla breve non posso certo dire che non mi sia piaciuto (amo troppo Elroy..) però il racconto "non decolla" mai e la trama è così complicata che a un certo punto ci si perde e si rimane un pò interdetti... Elroy è eccessivo per sua natura ma nei romanzi precedenti (salvo forse per Sangue Randagio) alla fine tutto tornava sempre ed era un miracolo letterario che un mondo così intricato si facesse poi piano piano così semplice, chiaro, quasi ovvio.. In Perfidia non succede... purtroppo. secondo me se ami Elroy lo leggi lo stesso volentieri, se non lo ami è meglio lasciar perdere e magari passare ad altro..

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    Paolo

    05/05/2015 12.31.01

    Ellroy afferma che questo sia il suo libro migliore: ovvio, è l'ultimo in ordine di apparizione e va venduto, che altro dovrebbe dire? A me invece è sembrato una stanca ripetizione di temi già usati (il poliziotto totalmente corrotto, quello buono ma con i suoi lati oscuri, la ragazza spregiudicata, la legge violenta, ecc.), tenuti in vita solo dall'indubbia maestria dello scrittore. E il numero sconfinato dei personaggi, di cui sono infarcite tutte le sue monumentali e intricate trame, certo non aiuta. Ho letto altri libri di Ellroy che mi sono piaciuti, "La dalia nera", "LA Confidential" su tutti: questo non molto.

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    buzz meeks

    03/05/2015 00.44.30

    Per gli amanti di Ellroy è imperdibile.Fantastico.

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    nanni

    02/05/2015 09.07.53

    Rispetto i suoi primissimi romanzi Perfidia è estremamente noioso e prolisso. Nomi su nomi che si intercorrono, alterando anche la minima concentrazione. Tutto il mondo composto da psicopatici etc etc a metà libro ho dato forfait.

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    Fabio

    29/04/2015 11.31.34

    Forse da leggere o forse no,forse un immenso affresco storico o forse un delirio anfetaminico e surreale,dove realtà e fantasia si fondono,si sovrappongono e si confondono in perfetto stile Ellroy. Questo autore per me è fortemente sopravvalutato ed è comunque ben lontano dai maestri del genere,anche italiani. I personaggi sono tutti estremi,moralmente e psichicamente disturbati,psicopatici,violenti,brutali,corrotti,cinici,alcolizzati e sanguinari,non se ne trova uno simpatico e men che mai positivo. Tutti i personaggi storici,realmente esistiti,sono presentati come caricature viventi di se stessi,dissoluti e sprezzanti di qualunque morale,senza valori,senza umanità. Non si salva proprio nessuno,neanche gli animali da compagnia. Eccessivo.

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    claudio

    28/04/2015 09.29.02

    Immenso affresco storico in puro stile ellroy. stile minimalista ed essenziale, personaggi talmente ben delineati da sembrare reali (alcuni lo sono), intreccio geniale ed avvincente che il maestro non si lascia mai sfuggire di mano. Non si può definire un capolavoro solo perché ogni cosa prodotta dalla penna di ellroy appartiene a questa categoria.

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    davide spinosi

    27/04/2015 14.11.45

    si può amare od odiare Ellroy,ma è indubbiamente un genio della letteratura moderna. Direi il Dostoevskij dei giorni nostri.Mooooooolto intenso,Mooooolto violento, moooooolto poco political-correct.L'America,e sopratutto il sogno americano,ne escono a brandelli sanguinolenti.

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    Amarelli

    25/04/2015 15.33.26

    E' il primo romanzo di Ellroy che ho letto. L'ho acquistato con interesse dopo aver visto recensioni che lo descrivevano come il capolavoro dell'autore, sofisticato al punto da assurgere a romanzo storico. Invece è stata una grande delusione: una trama inconsistente, strampalata e, considerate le quasi novecento pagine, assolutamente noiosa. Lo stile di scrittura, poi, è così sciatto da risultare irritante. Non basta collocare la storia nel (recente) passato per scrivere un romanzo storico.

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    McFly

    21/04/2015 19.26.15

    Non è un capolavoro, nemmeno nel suo genere. Trama inconsistente, pochi giorni dilatati all'inverosimile: tutto quello che accade è ricapitolato in sole dieci pagine, dalla 843 alla 853, il resto è noia, anzi Noooia (chi ha letto il libro capirà...).

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    pierluigi

    14/04/2015 20.36.29

    grande. grandissimo. forse il migliore dei suoi. fruibile. intrigante. ti fa amare odiarlo.

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    Alice

    31/03/2015 00.34.22

    Molto affascinante sia per la storia che per l'ambientazione. Peccato solo che in certi momenti sono stata colpita un po' negativamente dalla storia...

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    Fabio

    30/03/2015 19.27.22

    Opera monolitica di Ellroy che oscilla tra il capolavoro ed il polpettone storico che, per ampi tratti, sembra annoiare, riuscendo poi, di colpo, ad essere avvincente, obbligando a non staccarsi dalle pagine. L'aspirazione di Ellroy è titanica e lui stesso si perde in narrazioni che non aggiungono nulla alla trama di per sè già molto articolata ed intricata. Ci sono tutti gli elementi del noir alla Ellroy: decadenza, violenza, droga, alcol, prostituzione, corruzione, pedofilia, mischiati con personaggi che sono antieroi per eccelenza (Dudley, Parker, Kay Lake già incontrati in libri precedenti). Nel complesso, quindi, in diversi capitoli la storia è avvincente, anche se molto difficile da seguire, pure nella conclusione finale davvero inaspettata. Di contro, però, in altrettanti parti la storia si perde in divagazioni, oltre che eccessive, poco coese e confuse. Ma, nel complesso, PERFIDIA raggiunge ampiamente la sufficienza anche se 880 pagine sono davvero troppe per la storia proposta e, a metà, inizia a sopraggiungere per molte pagine la noia. Consigliato solo agli amanti di Ellroy e a chi si interessa di storia contemporanea... Gli altri... si astengano; pena la difficoltà di raggiungere la fine del romanzo.

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