Perle ai porci o Dio la benedica, Mr Rosewater

Kurt Vonnegut

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788807886874

49° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Eliot Rosewater è l'ultimo erede della casata; suo padre ha costituito la Fondazione Rosewater con l'incarico di gestire tutti gli immensi beni di famiglia e con la clausola che la presidenza venga tramandata di erede in erede. Lo scopo è impedire che il fisco si impossessi dei soldi. Eliot, però, dopo aver partecipato alla Seconda guerra mondiale, è diventato un uomo strano: non solo ha iniziato a bere, a vagabondare, a prestare servizio come pompiere ma ha anche iniziato a usare il denaro per aiutare la gente. Alla fine Eliot torna a Rosewater, nell'Indiana, il luogo depresso che la sua famiglia, tanti anni prima, aveva usato per iniziare la propria fortuna e poi abbandonato. La gente del posto è priva di orgoglio, speranza, lavoro. Così Eliot apre un ufficio per aiutare tutti coloro che hanno bisogno di aiuto e il cartello sopra la porta dice semplicemente: "Fondazione Rosewater. Come possiamo aiutarvi?". È ovvio che la famiglia, aiutata da un avvocato, tenti in tutti i modi di farlo dichiarare insano di mente, ma Eliot alla fine troverà una soluzione brillante e inaspettata per poter proseguire con i suoi progetti. Scritto nel 1965, "Perle ai porci" non solo ci fa come gli altri libri di Vonnegut ridere delle cose tristi e commuovere in modo divertente, ma tradisce un autentico amore per l'utopia e fa riflettere sulle ingiustizie del mondo.

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    liberandoci

    05/05/2018 16:28:33

    Approcciarsi ad un libro di Vonnegut significa ogni volta mettersi di fronte a un flusso di coscienza che entra nell’animo umano e dall’animo umano parte per giungere all’universale. “Perle ai porci” racconta di Eliot Rosewater, un ricco ereditiere americano che possiede, solo e unicamente per motivi di sangue, un immenso patrimonio. Cosa succede se pur avendo una fortuna si pensa di non meritarla? Eliot si butta nell’alcool, entra nel corpo dei vigili del fuoco, si dà a una beneficienza spinta fino all’ossessione. Il protagonista ha però a che fare con un padre che vorrebbe preservare la propria fortuna e con un avvocato che per un cavillo legale vorrebbe togliergliela. Vonnegut non si smentisce e ci regala un romanzo molto intenso, con una scrittura agile e veloce. Per citare Eliot, protagonista della storia: “Nessuno può lavorare con i poveri senza inciampare di tanto in tanto in Karl Marx, o nella Bibbia”.

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    Cristiano Cant

    09/10/2015 08:44:02

    Forse la formula che riesce come nessun'altra a descrivere Vonnegut, i suoi demoni, le sue lucide ironie, la sua prosa è: realismo visionario. C'è sempre nelle sue pagine una piega surreale che sferra alla mascella della vita destri e destri di irrisione, affondi da lucido giullare all'idiozia più cocciuta e al potere demente; ma accanto ad essi c'è ogni volta un coro di tragedia reale che sovrasta con le sue voci il corso delle pagine, l'eco di sangue autentico che grida dai suoi fori, dal sogno infranto di destini bellissimi, incatenando alla lettura più di una scossa se si è legati mani e gambe a una sedia. I due elementi si fondono come in una sola entità, i periodi hanno nelle loro mani come forbici astiose che denunciano la desolazione, ma mai senza coscientemente riservarsi frettolose pause di sorriso, perché le nocche dell'imprevisto, nella loro strampalata democrazia, ogni tanto si ricordano di fare la bussata giusta alle dimore degli uomini. Questo è Vonnegut, almeno nelle mie personali capacità di tradurlo; e questo libro, che è magnifico, rilega - come il Mattatoio, o Galapagos o Ghiaccio nove - tutte le sue corde migliori attorno a un racconto che sposa esattamente queste descrizioni, questi valori. Il bene sente di colpo le sveglie raggelanti della propria verità di dentro, l'impulso ad agire, a rendersi prossimo per il prossimo, rovesciando ogni stantio freno conservatore che è la cifra di una famiglia ricchissima. Eliot si svuota le tasche e accende il proprio percorso umano, terribilmente umano, il suo sguardo diventa abbraccio e dono, ascolto, sfida, grandezza, persino seme di un'anima pazzoide gettato negli occhi all'ottusità più grigia, come un collirio salvifico che rigenera pupille morte e sbarrate. Son tornato a farmi curare da V. dopo gli anni dei suoi capolavori più strillati;questo li pareggia senza difficoltà, senza tremori, nel seno di una felicità che sgorga da sola."Se mai doveste trovarvi a tenere un discorso,iniziate con una battuta".

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