Petite Messe Solennelle

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Compositore: Gioachino Rossini
Supporto: SuperAudio CD
Numero supporti: 1
Etichetta: Pentatone
  • EAN: 0827949079764

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Nella Petite Messe Solennelle di Rossini (1863-1867), i toni sacri si amalgamano senza soluzione di continuità con le allusioni alle sue opere comiche.
È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica?” è quello che si chiede Rossini.
Scritta da principio per un piccolo organico di cantanti accompagnati da due pianoforti e un armonium, la Messa è un capolavoro enigmatico che dimostra la ricchezza musicale di Rossini, che spazia dall’eredità di Bach, Haydn e Mozart alle audaci armonie che guardano a Fauré e ancora di più a Poulenc. A dispetto di questa ampia varietà stilistica, la Petite Messe solennelle è inequivocabilmente rossiniana e il suo incanto resta inalterato dal trascorrere del tempo.
Con questa registrazione della versione per orchestra trascritta dallo stesso Rossini, l’Orchestre Philharmonique del Lussemburgo e il suo direttore Gustavo Gimeno continuano la loro importante serie dedicata ai ritratti dei compositori, serie che comprende le monografie di Šostakovic, Bruckner, Ravel, Mahler, Stravinskij e Debussy. In questo disco si uniscono all’orchestra l’organista Tobia Berndt, la Wiener Singakademie e un quartetto di solisti fuoriclasse: il soprano Eleonora Burrato, il mezzosoprano Sara Mingardo, il tenore Kenneth Tarver e il basso Luca Pisaroni.
  • Gioachino Rossini Cover

    Compositore.Gli esordi. Suo padre, Giuseppe Antonio, «pubblico trombetta» (banditore) del comune di Pesaro, integrava i guadagni suonando il corno nelle manifestazioni teatrali e nelle pubbliche accademie; sua madre, Anna Guidarini, era una cantante che svolse una breve carriera nei teatri marchigiani e a Bologna. Nel 1802 a Lugo, dove la famiglia si era trasferita, R. poté studiare in casa dei fratelli Luigi e Giuseppe Malerbi. Fu quest'ultimo che gli fece conoscere, con ogni probabilità, lavori di Mozart e Haydn, conoscenza testimoniata dalle sei Sonate a quattro per violini, violoncello e contrabbasso, scritte all'età di dodici anni, nel 1804, quando R. non aveva preso, secondo le sue stesse parole, alcuna «lezione di accompagnamento». Non sembra dunque che quando, nel 1806 (anno in cui... Approfondisci
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