Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 379 p., Brossura
  • EAN: 9788807901997

24° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    16/06/2017 14:37:45

    Libro incommensurabile. La qualità letteraria dell' opera in questione è unica...per me è stato uno dei libri più intensi da leggere, insieme alla Recherche di M. Proust, poichè d'Annunzio raggiunge delle vette poetiche di esito straordinario.Ma ciò che più m' ha colpito moltissimo è stata la fantastica densità della narrazione, sebbene il libro conti solo 350 pagine circa, e l' introspezione psicologica adottata dall' Autore nel delineare i personaggi e i luoghi, le atmosfere, gli oggetti, che fungono sempre da specchio dell' anima dei protagonisti stessi. Infine, Elena Muti è a dir poco eccezionale...

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    paolo

    22/03/2016 08:37:24

    Bella descrizione della decadenza di un aristocratico dell'800 perdutosi nella depravazione e nei vizi del sesso.Intanto al posto di questa aristocrazia malata emerge la nuova borghesia composta da gente che guarda solo al profitto.Libro scritto benissimo che merita di essere letto.

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    Angela

    24/07/2015 14:13:18

    Vicende sentimentali del conte Andrea Sperelli, nobile della Roma di fine Ottocento diviso fra l'amore per l'affascinante Elena Muti e quello per la delicata Maria Ferres. Uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, narrato dall'inconfondibile brillante penna di Gabriele D'Annunzio, "Il piacere" ci restituisce il mondo della nobiltà romana dell'epoca attraverso una scrittura musicale, poetica, ridondante, sensuale, che forse si potrebbe definire anacronisticamente "barocca". Evidente alter ego dell'autore, il personaggio di Andrea Sperelli affascina per il suo costante tormento interiore, per le sue contraddizioni, per il dualismo del suo Io lacerato da un esasperato estetismo e da un costante desiderio di irraggiungibile purezza, per la sua straordinaria capacità di leggere nell'anima degli altri e di autopsicanalizzarsi. Partendo da una trama esile, il romanzo (primo dei tre romanzi del "Ciclo della rosa") si basa sulla vita interiore, intima, mentale dei personaggi, sull'analisi particolareggiata dei loro sentimenti e dei loro pensieri più profondi. Il tutto calato nella vacua società decadente, e quanto mai attuale, dell'epoca. Ciò che differenzia Sperelli (e D'Annunzio) dai gaudenti ricchi fannulloni di cui si circonda è il suo ricercare disperatamente il piacere non per stupida superficialità, ma per allontanarsi dal senso di vuoto, di tristezza, di paura da cui si sente invaso. Un libro indimenticabile, avvolgente, travolgente, che ha reso celebre la letteratura italiana contemporanea anche oltre oceano, per merito di uno scrittore geniale troppo spesso ingiustamente denigrato, il quale lo scrisse a soli ventisei anni d'età. Meraviglioso.

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    Fabio74

    07/11/2014 22:08:24

    E'stato veramente un grande "piacere" leggere questo romanzo che ho assaporato parola per parola,pagina dopo pagina.Puo'risultare prolisso in alcune descrizioni ma e'scritto in modo talmente sublime che c'e'tutto da imparare.Sicuramente un capolavoro della letteratura italiana di tutti i tempi.Ciao a tutti e al prossimo

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    Danilo Marcelli

    29/09/2014 18:16:06

    Sicuramente una grande prova di letteratura e il romanzo che ha cambiato il modo scrivere, passando dallo stile romantico a quello del '900. Risulta solo un po' pesante nella parti descrittive, anche se da queste c'è molto da imparare, che sembra dei veri esercizi che D'Annunzio fa per provare a chi lo legge quanto lui sia colto. Credo sia comunque un libro che dovrebbe essere letto e, perchè no, anche studiato dai giovani a scuola.

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    Aldo

    05/07/2014 15:08:41

    Romanzo molto raffinato di eleganza e sensualità estrema, specchio del tempo. Il protagonista, giovane libertino romantico si diletta nel mezzo di una società aristocratica decadente, di una moralità ormai degenerata, a coltivare passioni e piaceri.

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    Alessandro

    05/04/2014 13:51:35

    Avevo iniziato a leggerlo qualche mese fa ma mi sono fermato a pag. 60. Ho ripreso a leggerlo in seguito e l'ho abbandonato di nuovo a pag. 130. Un libro orribile, artificioso e noioso: una grande delusione. Se ci fosse stata la possibilità di mettere 0 come voto l'avrei messo senza alcun dubbio.

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    pavel

    17/04/2013 14:26:57

    Bellissimo romanzo ,in un epoca romana di fine '800.Emozioni e sensazioni descritte in maniera impeccabili dal D'Annunzio,riguardo l'Andrea Sperelli protagonista!Pagine di parole esaudienti in ogni dettaglio dell ambiente e i vari paessaggi mutevoli del racconto. Una avvincente tresca amorosa di Andre Sperelli,donna Elena Muti e donna Maria Ferres y Capdevilla. In tutto il libro mi ha colpito in particolare la seconda parte del romanzo,dove il protagonissta muta completamente "visione" sul mondo e la vita stessa ,dopo un infortuneo in duello,passando il periodo convalescente meditando e contemplando l 'impermanenza e le sue vite passate in maniera egoistica. CAPOLAVORO!

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    ire

    07/10/2012 12:56:11

    Meraviglioso!

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    Roberta

    05/01/2012 14:33:29

    "I miei occhi vedono in lui quel che prima non vedevano. Quando egli parla , io guardo la sua bocca; e l'attitudine e il colore delle labbra mi occupano più che il suono e il significato delle parole." Che dire..il mio libro preferito!!

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    DAVIDE GUARNERI

    01/12/2007 16:16:25

    SE E' VERO CHE SI LEGGE PER FUGGIRE IN UN "ALTROVE" MENO SCIALBO DI QUELLO CHE CI E' TOCCATO IN SORTE DI VIVERE,LEGGETEVI QUESTO ROMANZO CHE VI PORTA (SULLE ALI DI UNA PROSA RICERCATA E MERAVIGLIOSAMENTE CESELLATA)IN UNA ROMA DI FINE 800,ARISTOCRATICA E SENSUALE,MOLLE E SOLATìA, TRA AMORI,DUELLI,CONVALESCENZE FORIERE DI PRESUNTE RINASCITE MORALI:ANDREA SPERELLI,IL PROTAGONISTA, E' L'UOMO CHE AVREI VOLUTO ESSERE: BELLO,GIOVANE,COLTO, UN GRAN SEDUTTORE,VIVE IN UN PALAZZO CON VISTA SU PIAZZA DI SPAGNA...MA HA ANCHE UN LATO PIù NOTTURNO,RIPIEGATO SU SE STESSO...E' UN CULTORE DEL BELLO ARTISTICO E POETICO, UN INDOLE AMBIGUA INSOMMA,"CAMALEONTICO,CHIMERICO, INCOSISTENTE...".UNA FIGURA FRAGILE E DESTINATA ALLA SCONFITTA IN UN MONDO CHE LENTAMENTE AFFONDA "SOTTO IL DILUVIO DEMOCRATICO"...MA UNA STAGIONE VISSUTA DA ANDREA SPERELLI NON VALE CENTO,MILLE VITE, VISSUTE TRA UN GRIGIO UFFICIO E IL SUPERMERCATO?

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    Giuliopez

    11/10/2005 09:37:03

    Va letto, perchè è un libro che rappresenta un'epoca per l'intera letteratura italiana: il decadentismo. E' in ogni caso un romanzo affascinante, che anche senza tutti i significati e le interpretazioni date dalla critica letteraria successiva (si pensi alle concezioni dell'edonomismo, del superuomo, ecc.) tiene vivo l'interesse del lettore, lo fa spettatore attivo in una Roma di fine ottocento quantomai mondana e magica (stupendo il ritratto di Roma sotto la neve e poi dei suoi palazzi e giardini...). Un vero amante della letteratura non può non leggere il Piacere!

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    Gabriele Macorini

    10/08/2002 13:16:28

    Il più celebre romanzo di Gabriele D'Annunzio merita di essere letto e merita che coloro che dicono che D'Annunzio non vada letto perché imita Oscar Wilde o perché era un fascista (cosa non vera, perché un fascista difficilmente è una persona colta) si dovranno ricredere dopo la lettura di questo romanzo: la ricchezza di paragoni artistici e di sensualità ci rimanda subito all'ambiente artistico contemporaneo, quello dell'Art Noveau. Il protagonista, Andrea Sperelli, è un uomo insignificante rispetto alle due potenti figure femminili: Elena Muti (la "prostituta") e Maria Ferres (la "santa"). Un libro che va letto per chi vuole ricordare la Belle Epoque, quel mondo che sarebbe terminato tragicamente con la I guerra mondiale.

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