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Artisti: Debbit
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: La Grande Onda
Data di pubblicazione: 25 marzo 2016
  • EAN: 0889853172825

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Descrizione

Piano D è il primo disco ufficiale di Debbit. Il titolo richiama un gioco di parole che ruota intorno al celebre concetto del "Piano B",ma, in questo caso il rapper romano sceglie di passare direttamente al Piano D, saltando appunto lo step intermedio e richiamando la lettera iniziale del suo nome d'arte.
Il lavoro appare quasi un'evoluzione dei lavori precedenti, dove è più evidente la parte più introspettiva e critica. Questo aspetto è probabilmente la conseguenza della crescita dettata dal tempo, maturazione che ha mostrato a Debbit ulteriori sfaccettature della vita, che in alcune circostanze in Piano D viene rappresentata come una guerra "Col segno della pace, ma sul piede di guerra". Un conflitto differente da quello che combattono i militari, una guerra interiore. Per questo una missione, per questo un piano.
La musica si muove spaziando tra produzioni di stampo differente, ma, con lo stesso approccio sonoro, rendendo Piano D un viaggio vario e ben focalizzato, proprio come se fosse un unico personaggio ad intraprendere diverse avventure, situazioni. Sempre protagonista il rap imprevedibile e mutevole di Debbit, con il suo tipico flow spostato sul tempo e intramezzato di tecnicismi.
Il disco apre e chiude con due pezzi dal titolo acronimo: il primo è "HHD" il cui video già pubblicato, sta a significare "HipHop Definition". Debbit apre il disco con questo pezzo dettando la sua definizione di musica, di hip hop, di rap. Scorrendo poi la tracklist si passa da sonorità più fresche e solari ("Meglio di me" o "Capito come"), a quelle più introspettive ("Aiuto" o "Soliloquio"). L'ultimo pezzo è il secondo acronimo in questione, ossia "DDFLS": discorsi dal filo logico spinato. Con questo pezzo Debbit descrive la difficoltà nel comunicare. Racconta che le scelte intraprese nella vita spesso sono inconcepibili, come quella di intraprendere una carriera musicale che a suo dire è una vera e propria scommessa. La chiusura del cerchio, dello stato d'animo che pervade tutto il disco, la voglia, il desiderio di farcela; la coscienza di poter fallire, del rischio e della posta in palio.
Già dal titolo si può intuire la natura personale e "egocentrica" del disco, così come il precedente "Don't worry be Debbit", incentrato proprio su stesso, le parole più ripetute nei testi sono "Debbit" e "me stesso". La rappresentazione dello stato d'animo di un venticinquenne, che ha deciso di intraprendere la faticosa strada della musica, cercando di mantenere lo stesso spirito positivo nonostante le difficoltà e gli sforzi. Tuttavia col tempo il "sorriso stampato in faccia" a volte sbiadisce e come lui stesso canta "Sorriso di plastica, maschera".

Disco 1
  • 1 Hhd
  • 2 Meglio di Me
  • 3 25.03.2016
  • 4 Mare di Merda
  • 5 A Tempo Debito
  • 6 Non Si Può
  • 7 Piano D
  • 8 Inarrestabile
  • 9 Il Pianto Frutta
  • 10 Aiuto
  • 11 Mandrake
  • 12 Ddfls