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Marco Presta

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2012
Pagine: 250 p. , Brossura
  • EAN: 9788806213503
Usato su Libraccio.it € 9,45

Recensioni dei clienti

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    Andrea Fava

    07/06/2015 19.28.10

    I colpi di genio in questo lavoro di Presta sono talmente numerosi che si fatica a coglierli tutti. Lo leggerò una seconda volta, per essere certo di non averne perso alcuno.

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    Alberto

    14/01/2015 08.37.28

    Ho letto questo romanzo perchè sarà l'oggetto dei commenti alla prox riunione del gruppo di lettura che frequento. Sorpreso per la carica d'ironia e per la scrittura di M.P. l'ho terminato sperando di trovare altrettanta verve e freschezza nel finale. Che delusione. Bell'idea ma non altrettanto bene lo sviluppo e la conclusione. Ci sono passi che stentano e fanno rallentare la lettura.

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    ale

    04/09/2014 16.51.09

    Alcune delle recensioni precedenti hanno colto i miei stessi dubbi. Molto lento e storia che vivacchia quà e la. Solo il personaggio di Granchio diverte. Libro così e così.

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    misselisabethbennet

    26/08/2014 20.29.16

    ... come in "un calcio in bocca fa miracoli" Presta riesce in un piccolo esilarante racconto... si muore dalle risate dalla prima all'ultima riga anche se aimè.. terribilmente realistico !! bravo bravo bravo!!!

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    memy

    09/07/2014 13.09.00

    Ho adorato il libro di Presta. E' esilarante, tremendamente triste, tremendamente caustico e lascia un'immagine del nostro mondo assolutamente cinica e malata. Il personaggio di Granchio è fantastico. Ci sono rimasta malissimo quando è morto ed è stato lì che ho capito che non c'era nessun happy ending che, in tutta onestà, avrebbe portato il romanzo ad un livello fantasy troppo lontano dalla realtà...sfortunatamente!!! Da leggere e meditare!!!!

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    Trixter

    17/01/2014 09.55.46

    E' il primo racconto che leggo di Presta. Devo dire che l'idea di fondo è originalissima e lo stile, vivace e semplice ma, al contempo, elegante, mi ha sorpreso molto positivamente. Il fatto, forse, è che il ritmo non è dei più zampillanti: una volta compresa la singolare dote del protagonista, la vicenda vivacchia qui e là e si vivacizza, a tratti, solo grazie alla simpatia di Granchio (che è il personaggio meglio caratterizzato). Un pò poco, secondo me, per costruirci sopra un romanzo. Ad ogni modo, resta una lettura piacevole capace di far pensare.

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    simona proietti

    18/12/2013 13.38.22

    mi associo al commento di Francesca augurandomi/ci che Marco Presta torni a regalarci qualcosa vicino ad un calcio in bocca fa miracoli. E' un problema di tutti noi lettori: quando ci innamoriamo di un romanzo speriamo sempre che il successivo, di quell'autore, somigli al precedente. Forse non è un'aspettativa molto sana....dovremmo essere di vedute più ampie.

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    Federica

    13/09/2013 17.38.24

    Ho amato Presta con tutta me stessa, mentre leggevo "Un calcio in bocca fa miracoli". Illuminante, geniale, sagace, ironico...ho riso dalla prima all'ultima pagina. Non vedevo l'ora che uscisse il secondo, l'ho comprato sulla fiducia. "Il piantagrane" per leggerlo ci ho messo tutta l'estate (e nel frattempo leggevo altro). Sono una di quelle che non si fa problemi a lasciare i libri a metà: come insegna il grande Pennac, è uno dei diritti del lettore. Questo l'ho finito un po' perchè è Presta (l'ho detto, mi ero innamorata), un' po perchè mi ero imputata e volevo sapere come sarebbe finito. Sia chiaro, l'idea di base è era carina e stimolante, ma - santo cielo - è lento, non va avanti, si perde...e la scrittura non ha nemmeno un terzo dell'ironia, della simpatia, della genialità del precedente. Ci sono rimasta malissimo.

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    angelo

    18/02/2013 15.25.59

    Ingredienti: un vivaista qualunque con una dote sorprendente, una guardia del corpo improponibile ma insuperabile nel proteggerlo, un mondo umano freneticamente animato da corruzione, arroganza ed ipocrisia, un mondo vegetale immobile che osserva e commenta. Consigliato: a chi cerca di spargere semi di buonsenso e civiltà sugli aridi terreni quotidiani, a chi preferisce coltivare grano più che grane.

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    alexa

    18/02/2013 13.53.53

    Spiacente ma Presta è lontano anni luce dal suo maggior successo (Un calcio in bocca fa miracoli) e molto più vicino al suo insuccesso (Il paradosso terrestre. Se proprio volete acquistarlo aspettate che costi la metà.

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    NADIA3

    10/01/2013 09.59.23

    Gran bella sorpresa questo romanzo pieno di spunti di riflessione,scritto in modo magistrale e impreziosito da personaggi indimenticabili primo su tutti il mitico Granchio, ma anche Nina e in minima parte Elena, e poi il grande Giovanni di cui avremmo veramente un enorme bisogno per questo mondo che ormai va alla rovescia.Una particolare menzione va anche al vivaio che, come al solito, dimostra che piante o animali sono di gran lunga migliori di noi uomini.

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    egle

    06/12/2012 12.51.50

    Adorabile!!! Ho iniziato a leggere Il piantagrane cercando una lettura leggera e disinvolta, vista la fama di autore/conduttore ironico di Marco Presta. Invece ho trovato un Romanzo con la R maiuscola: ho riso, ho pianto, ho pensato, mi sono commossa, mi sono inca....a!!! Tutte emozione che solo una storia così bella e così ben scritta ti fa vivere!!! Grande Presta!

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    stefano

    26/11/2012 11.14.16

    Marco Presta non è più una sorpresa. Questo "Piantagrane" rappresenta, secondo me, la sua consacrazione definitiva a scrittore a tutto tondo. Ormai siamo in presenza di un autore che non è più semplicemente "quello del Ruggito del coniglio", ma che - cosa spesso così rara dalle nostre parti - ha idee originali che traduce in un modo di narrare sempre piacevole e lieve sebbene i temi trattati siano profondi e tutt'altro che scontati. Rispetto alle opere precedenti si nota un tono forse più amaro e uno sguardo più disincantato verso la realtà che ci circonda, sebbene non manchino momenti di ilarità e l'autore non rinunci alle sue proverbiali, graffianti epigrafi. Una certa affinità si coglie poi tra il vecchiaccio del "Calcio in bocca" ed il Granchio del Piantagrane. Entrambi sono personaggi di assoluta originalità, scomodi, talvolta amari. Insomma due personaggi "ruvidi" ma con una loro logica e una loro particolarissima dirittura morale. In un periodo in cui, accostandosi ad un'opera, si ha spesso una fastidiosa sensazione di già visto o sentito, il Piantagrane rappresenta, secondo me, una salutare boccata d'aria nuova.

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    piero

    06/11/2012 16.58.34

    L'assoluta originalità del tema trattato va a discapito della profondità della figura del protagonista (emerge meglio il vecchio Armando di "Un calcio in bocca..."), gli altri personaggi sono a corollario della storia. Si legge d'un fiato, augurandosi che Giovanni riesca, suo malgrado, a cambiare il mondo e la consapevolezza che, in fondo, è meglio per tutti che il mondo non cambi. Credo che anche Presta la pensi così...

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