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Alain Elkann

Editore: Bompiani
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 250 p.
  • EAN: 9788845251764

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    francois sanders

    17/07/2009 16.50.07

    E' il diario di Alberto Claudio (dandy con la fisiognomica di Elkann) che lascia Londra per assistere a Torino la madre morente. Qui scoprirà un po' per volta la misteriosa vita di uno zio,che lo coinvolgerà (e con lui la nuova fidanzata che non è altri che la nipote della amante dello zio)al punto da immedesimarsi con l'antenato e scrivere il finale mancante del diario misteriosamente ritrovato. Questo diario diventerà,per decisione di Alberto Claudio, il romanzo Piazza Carignano. Elkann a pagina 6 (del libro vero)fa stampare questo memento "Tutta questa vicenda è solamente romanzesca e non vi è alcun riferimento a fatti realmente accaduti o a personi reali". Fino a qui,niente di strano,eccetto la avvincente narrazione,ma l'autore cambia ancora le carte in tavola in questa sua introduzione al libro pubblicato da Paola Frandini nel 2007, Ebreo,non esisti!:"Il tema trattato dalla autrice,le lettere scritte dagli ebrei al Duce, di sgomento, di rabbia e di delusione,di angoscia per il suo voltafaccia,la firma delle Leggi Razziali e della alleanza con Hitler,mi riportano indietro a un romanzo che pubblicai nel 1985,Piazza Carignano.Il tema era l'ebreo fascista che resta fascista malgrado l'umiliazione appunto delle Leggi Razziali che lo hanno messo al bando trasformandolo in un paria (..) Questa in realtà è la vicenda romanzata realmente accaduta ad un mio prozio,Ettore Ovazza ed alla sua famiglia." Perchè mi ha colpito questo libro di Elkann? E' più appassionante de L'ombra del Vento di Zafon. E' storicamente inflessibile come un libro di Montanelli. E'attento conoscitore del femminino come un libro di Moravia:" Il suo modo animalesco di fare l'amore,quelle voglie esagerate,quelle parole scurrili che le venivano spontanee,si addicevano a quella situazione di naufragio.Avremmo potuto lasciarci andare tra il letto e la cucina,in un vivere sempre più umido e freddo nel quale l'unico stimolo sarebbe stato il calore animale e rassicurante dei nostri corpi." E' l'unico romanzo in cui è citato due volte Evola.

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