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Banana Yoshimoto

Traduttore: A. G. Gerevini
Editore: Feltrinelli
Collana: I canguri
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Pagine: 102 p.
  • EAN: 9788807701436
Questa volta la prolifica e amatissima Banana Yoshimoto sceglie la raccolta di racconti per rappresentare il suo universo emotivo e impressionistico e la forma degli sketch di realtà sembra calzare a pennello a una visione narrativa in cui colori e sensazioni contano più della sequenza degli eventi.
La piccola ombra è composto da sette brevi storie di rapporti deludenti e sentimenti incerti vissute fra Brasile e Argentina in un paesaggio dalle tinte fortissime e coinvolgenti e dalla vitalità conturbante e violenta che colpisce al cuore la triste e acuta sensibilità delle giovani donne giapponesi che ne sono protagoniste. Le sette voci femminili che narrano sembrano assimilate in un'unica dichiarazione di immaturità e debolezza confluiscono in un universo uterino dove prevale la sensazione di precarietà e l'equilibrio fra uomo e donna non esiste perché si basa sulla logica del tradimento: le "piccole ombre" che le protagoniste portano dentro loro stesse sono i segni di un matrimonio fallito o di un amore tradito di una disonestà impartita o ricevuta o di una semplice paura di perdersi; la pace degli animi è illusoria come la calma del cielo argentino e la vita affettiva è come la terra caotica e brutale del Sud America che con la bellezza nauseabonda dei suoi cambiamenti imprevedibili "ti prende allo stomaco e ti toglie le forze".
"Infedeltà" e "Sud America" sono le parole chiavi di questo libro (come ci dice la traduzione letterale del titolo) perché ancora una volta nel mondo narrativo di Banana Yoshimoto interno ed esterno corrispondono alla perfezione la psiche dei personaggi si proietta sull'oggetto della visione o meglio ancora in questo caso la realtà emotiva delle sue donne è dominata dalla forza incombente del paesaggio che marca l'alternarsi di luci abbaglianti e oscurità opprimenti le stesse nascoste nei loro fragili animi. Cambia quindi lo sfondo della narrazione di Yoshimoto non più il Giappone delle "piccole cose" e dei "grandi ideali" ma una terra macchiata di sangue di una forza tragica e provocante dove la vita t'investe con il suo odore penetrante e il cielo ti confonde con il suo blu violento. Non cambia però il paesaggio interiore dei suoi personaggi femminili tutti protesi ad afferrare un unico istante di gioia che spezzi l'incantesimo della nostalgia che crea buchi profondi nel cuore e bui profondissimi nell'animo un solo colpo di vento che rischiari per un momento il cielo dalle nuvole di un inesorabile destino: "La tristezza è un male incurabile. Dà l'impressione di affievolirsi ma è soltanto una consolazione".
Valentina Ratto

In questo suo nuovo libro, Banana Yoshimoto disegna, con la consueta abilità, i paesaggi emotivi legati a uno degli aspetti più enigmatici della vita: il tradimento. Le brevi storie riunite nel volume hanno infatti per protagoniste sette giovani donne giapponesi, tutte partecipi o spettatrici di un tradimento. C'è la ragazza che ha una relazione con un uomo sposato e la moglie dell'uomo, che, consapevole del tradimento, denuncia alla rivale la morte del marito-amante con una telefonata. Ci sono la madre e la figlia irrimediabilmente divise da una nefasta profezia sulla morte della nipotina appena nata; c'è la donna che, scopertasi incinta, non esita a seguire in Sud America il marito che si è messo con una brasiliana. Seguono poi altre storie e altre giovani donne che testimoniano come il tradimento rappresenti un passaggio integrante dell'esistenza e soprattutto un'occasione speciale per riflettere sulla propria identità.
Anche in questo libro come nei precedenti Banana Yoshimoto vuole raccontare le persone più che i fatti: la sua narrazione si concentra sulla descrizione dei personaggi e sui loro sentimenti, lasciando sullo sfondo gli avvenimenti. La sottile analisi dei caratteri, l'introspezione psicologica e la pacata meditazione sulla realtà quotidiana prevalgono sull'esigenza di trovare risposte e spiegazioni dei fatti della vita. Anche l'ambientazione contribuisce ad accrescere il clima intimista dei racconti. Le sette storie si svolgono a migliaia di chilometri dall'ipertecnologico e modernissimo Giappone, negli affascinanti paesaggi dell'America latina: luoghi magici, che spesso prorompono sulla scena da veri protagonisti, con il loro bagaglio di storia, passione, tragedia e vitalità. Un esempio per tutti il racconto ambientato a Buenos Aires durante la manifestazione delle "madri con i foulard bianchi", che offre un'accorata riflessione sulle nefandezze della dittatura e sulla profondità del dolore di una mamma.

Recensioni dei clienti

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    Ciaby92

    10/04/2009 13.54.38

    Non il miglior Banana Yoshimoto, eppure con qualche spunto davvero riuscito. Dopo l'Egitto di "Sly", l'autrice pone il suo sguardo sull'America Latina, riflettendo con chiarezza sul femminismo. Bello, ma a tratti un poco dispersivo.

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    Francy

    19/07/2007 15.51.24

    L'ho trovato un po' angosciante, però mi sono piaciute tantissimo le descrizioni degli ambienti. Sembra veramente di essere lì!!!!

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    Gianluca

    12/03/2007 23.13.53

    Letto seguendo i consigli di un'amica...assolutamente appassionata di quest'autrice... Spero di non deluderla assegnando solo 3/5 a questo testo. Pur apprezzando lo stile dolce e delicato col quale la Yoshimoto racconta passioni, emozioni forti come, in questo caso, il Tradimento, non riesco ad appassionarmici. Troppa distanza divide l'autrice e me sul modo di sentire l'argomento anche se, a onor del vero, è certo che facendosi contagiare dalla "leggerezza" è sicuro che si riuscirebbe a vivere certi momenti in modo meno tragico...

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    Paola

    18/10/2006 01.39.49

    Decisamente deludente. Tante piccole storie che passano senza dare, nè lasciare, alcuna emozione. Scarsi sono anche gli spunti per la riflessione. In sintesi nn emoziona e nn fa pensare... perchè dunque leggerlo?

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    Maunakea

    31/12/2005 15.58.45

    Sette racconti, del 2000: Furin To Nanbei, e' vero, il registro e' un po' diverso dai primi libri, e personalmente amo meno i libri di racconti, perche' non se ne puo' esser totalmente rapiti, le storie risultano volutamente monche, tratteggiate, sono pennellate di scrittura, come un quadro espressionistico, l'ambientazone qui e' tutta su Bueno Aires e l'Argentina, anche se e' un'ambientazione di fondo, non permea completamente l'atmosfera del libro, non e' un libro descrittivo di viaggio come Sly. Sono storie interrotte e solo accennate, sono interessanti, ma non piu' in la' di li'. Chiudendo il libro l'unico commento che mi e' venuto da fare e': mah caruccio. Temo pero' che non lasciera' grande memoria di se'.

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    alessandra

    09/09/2005 09.10.58

    il libro è piacevole ma nulla di più...in alcuni momenti diventa noioso, poco interessante...la yoshimoto ha sbagliato nel raccontare tante piccole storie senza un esito notevole...sarebbe stata meglio un'unica storia un pò più coinvolgente e piena di sviluppi che indusse davvero a riflettere sul senso della vita...concordo totalmente nel dire che siamo notevolmente lontani dalla banana di tsugumi...

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    Deborah Marinacci

    07/09/2004 10.40.35

    Un libro fresco, leggero. Non sono d'accordo con i confronti, con i prima e dopo. Ogni libro è quello che è, e possiede un certo grado di indipendenza dal suo autore. Questo libro non è un'odissea. E' un puzzle. E per quello va giudicato, interpretato, letto. I racconti che lo compongono hanno un fil rouge che li attraversa. Profondo come la trama di un romanzo. Solo, più trasparente. La traduzione dal giapponese ci rinvia aloni di un mondo, linguistico e semantico, che non conosciamo, e che tuttavia intravediamo, questa volta mescolato dall'autrice alla forza latina di luoghi, momenti e persone. Rendez-vous.

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    jessica

    12/12/2002 21.30.15

    quest'ultimo libro mi manca assieme ad "Amrita", ma tutti gli altri li ho letti. Che dire di una scrittrice così fantastica? è davvero divina e leggere i suoi romanzi è uno dei passatempi migliori, perchè leggere è un mondo tutto particolare che ti crei. Banana Y. sei la migliore!!!!!!!!! Continua e non smettere di scrivere.......Jessica

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    crissy

    09/12/2002 21.17.52

    ogni volta la yoshimoto suscita in me una piccola grande emozione, ma anch'io trovo che la yoshimoto di tsugumi sia così perfetta tanto da essere inimitabile.I suo libri più intensi erano legati alla sua ingenua e affascinante visione della vita.La maturità ha cambiato purtroppo quel suo stile luminoso e malinconico...

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    clara

    13/10/2002 19.48.38

    Forse non sono in sintonia con Banana Y.ma questo libro è passato sopra di me senza lasciare traccia,forse un velo di malinconia (inutile?)durante la lettura.Saluti a tutti!!

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    Angela M.

    06/10/2002 10.43.13

    A me Banana Yoshimoto piace: trovo che abbia una notevole capacità di introspezione psicologica; e fra i suoi libri questo è uno dei migliori; peccato che siano racconti (ma forse è così efficace proprio per questo?).

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    Antonia

    10/09/2002 06.10.31

    Ho trovato La piccola ombra assolutamente in linea con l'ultima produzione della Yoshimoto. Credo che non sia giusto continuare a pensare al passato. Trovo anzi coraggioso confrontarsi con nuovi moduli narrativi quali sono i racconti brevi. Lo consiglio vivamente!

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    Elia

    01/09/2002 19.18.56

    L'ho trovato noioso ma ciò che mi ha stupito molto è che non mi sembra affatto scritto bene. La terminologia è scarsa, le costruzioni banali. Ho addirittura trovato degli errori! Ho pensato ad una traduzione pessima. Nel complesso comunque non vale certo quanto costa.

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    Gio'

    21/08/2002 23.42.19

    Dopo i mediocri Honeymoon e H/H, finalmente la Yoshimoto di Sly! Il Sudamerica visto attraverso i sottili occhi di Banana acquista un fascino del tutto particolare. La piccola ombra e' una lettura molto piacevole, di quelle che invitano alla riflessione. Splendido!

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    daniela

    21/08/2002 17.00.43

    e' forse il meno bello, mi aspettavo di piu' mi ha deluso i racconti troppo corti tagliati avvolte sensa una fine, mi spiace non e' lei.

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    tamara

    11/08/2002 14.40.56

    Dopo aver letto un capolavoro come "Kitchen" gli ultimi libri di Banana Yoshimoto sono una delusione. Dov'è finita la freschezza e la semplicità con cui Banana riusciva a parlare di temi importanti come la solitudine e l'amicizia colpendoci diritta al cuore? Lo stile è quello di sempre ma il contenuto langue, sembra che i piatti speziati che mangiavano i due protagonisti di "Kitchen" siano diventati annacquati e senza sapore!

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    Kris

    06/08/2002 17.35.27

    Ogni volta che esce un suo libro mi accorgo di quanto lo stessi aspettando! Sono una sua indubbia ammiratrice, ma questa volta manca qualcosa. Concordo con chi afferma che la Yoshimoto di Tsugumi era un'altra cosa!

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    dario

    04/08/2002 21.45.04

    La narrazione è forzata, spesso banale. Ben altra cosa la prima Yoshimoto!

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    Antonio

    26/07/2002 22.49.07

    Decisamente sotto tono rispetto alle altre opere dell'autrice... I racconti, troppo brevi, non permettono di sviluppare i personaggi e le storie spesso sono troncate proprio quando iniziano a diventare interessanti. Una mezza delusione! Banana, devi rifarti al più presto

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    giorgia

    18/07/2002 14.06.03

    un libro stanco, che si trascina sui soliti temi senza aggiungere nulla di nuovo e senza traccia della consueta magia della yoshimoto. poco ispirato, una vera delusione!

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