Piccolo viaggio nell'anima tedesca

Vanna Vannuccini,Francesca Predazzi

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2004
Pagine: 139 p., Brossura
  • EAN: 9788807170942
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 8,50

€ 10,00

Risparmi € 1,50 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    ..::TeDeScHiNa::..

    29/04/2007 14:18:31

    Come libro è veramente carino e originale...Come Lucia però, anche io mi aspettavo qualcosina in più! Resta comunque un libro che si legge con piacere...Lo consiglio!!

  • User Icon

    Mixtli

    28/09/2004 17:16:56

    Sono d'accordo con Lucia. Però che sprint iniziale... La prima metà del libro è folgorante. Capire un popolo dalla sua lingua. Che idea.

  • User Icon

    Michele Bondesan

    21/06/2004 11:51:06

    Ottimo libro per farsi un'idea delle peculiarità della cultura tedesca, grazie a brevi episodi di stampo giornalistico che partono da parole inesistenti in altre lingue, come Quotenfrau, "donna in quota", o Netzbeschmutzer, "insozzatore del nido". Lo stile è molto pulito e i capitoli abbastanza brevi facilitano la lettura del libro. Ovviamente si tratta di un "piccolo" viaggio, che non può parlare di tutta la cultura tedesca. Giusto un assaggio, poi, chi vuole, può approfondire con altre opere. Complimenti alle autrici!

  • User Icon

    Lucia

    10/04/2004 11:01:42

    Non so...l'idea era buona, lo stile (giornalistico) mi piaque assai...però è un po' semplicistico come libretto, non pensate? Volevo di più! Proprio quando mi stavo appassionando ad una situazione o ad un personaggio ecco, finito e via col prossimo. Accidenti! Cmq qualcosa di diverso dal solito, sono contenta d'averlo comprato

  • User Icon

    Leonardo Ciardi

    01/04/2004 18:22:04

    Un inesauribile tesoro. Che sorpresa! Ben scritto, denso di immagini vivide e concrete; suggestivo ma non olografico, colto ma non pedante, una panoramica a volo di uccello su una Germania che corrisponde solo in parte all'idea diffusa che abbiamo di lei. Di saggi che hanno passo ed afrore narrativo ce ne sono assai, ma questo ha una forza particolare. E' incisivo, convincente, fantasioso: un riflettore potente e curioso, che mette in luce quanto dell'animus tedesco sia a noi prossimo e quanto invece si distacchi prepotentemente. E tutto questo senza nulla concedere alla retorica, né verbale né concettuale. Nell'abbandonarsi ad una lettura che si farà, ne sono certo, sempre più avida, si assapora dunque la terra dei Germani, se ne percepiscono gli odori e i rumori (quei pochi che i tedeschi e il loro sviluppato senso civico non riescono ad evitare), come e forse più di quanto potremmo fare mangiando un buon bratwurst con crauti ad un chioschetto nel bel mezzo di una strada pedonale di una città sassone. Irrinunciabile probabilmente per chiunque abbia una pur modesta o anche elementare conoscenza della lingua tedesca (il pretesto narrativo, infatti, sono proprio le parole e il lessico), ma sicuramente prezioso anche per tutti gli altri. Ha due difetti, di cui serberò rancoroso ed imperituro disappunto: prima di tutto, finisce (troppo presto); e poi lascia il desiderio (probabilmente inappagabile) che anche altri paesi possano ricevere una simile amorevole attenzione. Wunderbar.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Nell'Europa unita i confini non esistono più, ma rimangono le barriere linguistiche, rimane lo stereotipo della lingua tedesca difficile e impenetrabile, delle parole mostruosamente lunghe e incomprensibili. Questo volumetto sembra voler partire proprio da questa constatazione superficiale, eppure ancora diffusissima, per scalzare, pagina dopo pagina, i luoghi comuni nei confronti dei tedeschi e della loro lingua. Per fare ciò scelgono la via più difficile, quella che passa per la descrizione delle parole intraducibili, cioè di parole talmente legate alla cultura e società tedesche che non è possibile trasporle in un'altra lingua, a meno di stilare un articolato glossario che richiami, con interviste a scrittori, politici e gente comune, le tappe più importanti della storia e società tedesche degli ultimi cinquant'anni. La citazione di Wilhelm von Humboldt con cui si apre il libro rimanda all'assunto fondamentale del volume: la lingua è attività dinamica e, come riflesso della società e della mentalità, non può che recare su di sé le caratteristiche di chi in quella società vive e comunica. E allora, a partire da Weltanschauung, lessema presente come prestito nei dizionari italiani, si dipana la storia delle parole difficili e tuttavia profondamente evocative per chi conosce il tedesco: dai vari contesti d'uso di Nestbeschmutzer ("insozzatore del nido", epiteto dato a Heinrich Heine che da Parigi lanciava strali contro la Germania ma anche a Willy Brandt, inginocchiatosi nel ghetto di Varsavia) a Querdenker, tradotto con un calco strutturale "il pensatore laterale" e esemplificato con il caso Enzensberger. Al centro del capitolo sulla Schadenfreude troviamo invece l'intervista delle due giornaliste a Friedrich Dürrenmatt, che volge il meschino sentimento piccolo borghese del "godere delle disgrazie altrui" in pessimismo sbeffeggiante. La storia tedesca recente è richiamata dalla parola Zweckgemeinschaft, "unione per interesse", che bene descrive lo spirito, ancora vivissimo, in cui si è consumata la riunificazione. I capitoli successivi trattano altre "parole chiave": dal difficile rapporto con il passato che non passa (Vergangenheitsbewältigung) all'amore per la natura e per il wandern, alla sacralità del tempo libero (Feierabend), alla questione femminile/femminista (Quotenfrauen, peccato che manchi il riferimento alla critica linguistica femminista, che ha determinato non pochi cambiamenti nel tedesco contemporaneo) fino a un capitoletto sull'Unwort, "la non parola", dedicato alla cura dei tedeschi per la loro lingua materna, che evidenzia la centralità del concetto di Bildung anche nella Germania di oggi (basti pensare allo choc provocato in Germania dal pisa Studie dell'Ocse). Il capitolo sullo spirito del tempo (Zeitgeist) è l'ultima tessera di un mosaico composito ed eterogeneo che richiama l'attenzione del lettore italiano sulla realtà socioculturale della Germania. Austria e Svizzera, anch'esse tedescofone, meriterebbero un altro "piccolo viaggio".

Marcella Costa