Picked-Up Pieces

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John Updike

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Dimensioni: 2,31 MB
  • EAN: 9780679645863

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Gaia la libraia

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In John Updike’s second collection of assorted prose he comes into his own as a book reviewer; most of the pieces picked up here were first published in The New Yorker in the 1960s and early ’70s. If one word could sum up the young critic’s approach to books and their authors it would be “generosity”: “Better to praise and share,” he says in his Foreword, “than to blame and ban.” And so he follows his enthusiasms, which prove both deserving and infectious: Kierkegaard, Proust, Joyce, Dostoevsky, and Hamsun among the classics; Borges, Nabokov, Grass, Bellow, Cheever, and Jong among the contemporaries. Here too are meditations on Satan and cemeteries, travel essays on London and Anguilla, three very early “golf dreams,” and one big interview. Picked-Up Pieces is a glittering treasury for every reader who likes life, books, wit—and John Updike.

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  • John Updike Cover

    Scrittore statunitense. Entrato appena ventenne nella redazione del «New Yorker», vi pubblicò poesie (raccolte poi in Pali del telefono, The telephone poles, 1963) e racconti (La stessa porta, The same door, 1959) che della rivista newyorchese hanno la cifra stilistica: il nitido funambolismo verbale, i toni dell’ironia e della nostalgia. Il romanzo breve Festa all’ospizio (The poorhouse fair, 1959) e i felicissimi racconti di Le piume del piccione (Pigeon feathers, 1962) rivelano gli sviluppi di una scrittura personale, delicata e nervosa, tesa a rappresentare le lacerazioni del quotidiano, le epifanie dello sguardo infantile, le trasparenze della memoria. Frattanto, in Corri Coniglio (Rabbit run, 1960 - tradotto da Bruno Oddera per Mondadori nel 1961), il suo... Approfondisci
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