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Jonathan Coe

Traduttore: D. Vezzoli
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788807883798
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Recensioni dei clienti

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    Shelf of words

    19/01/2017 16.16.44

    E' un romanzo molto delicato, e tanto fragile. Ci sono pochi dialoghi e tante descrizione, ciò che mi fa sempre paura in un libro, ma con Coe non pesa. Una pagina volta dietro all'altra. E dalla prima all'ultima fotografia estantanea arriviamo fino alla fine. E dentro qualcosa si spezza. A Coe o lo si ama, o lo si odia, non c'è verso.

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    zocca giuliano

    29/09/2016 18.40.25

    bella vicenda che tocca una quantità di temi, ben scritto e coinvolgente

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    Emily Ross

    22/07/2016 19.12.21

    Un libro che affronta così tante tematiche in un modo così magistrale che ho dovuto rileggerlo ancora e ancora. Durante la lettura sembra quasi di sentir parlare la protagonista, di vederla danzare davanti ai nostri occhi di lettore, sembra quasi di vedere le foto animarsi e diventare vive. Non ho mai letto altro di Coe ma credo che questo libro sia un piccolo capolavoro. Affronta temi come lo sfollamento dei bambini durante la 2GM, l'omosessualità, la famiglia, l'adozione, e lo fa senza risultare pesante, banale o costruito. L'ho adorato.

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    Gilberto

    12/09/2015 13.45.41

    Per me è l'ennesimo capolavoro di Coe. Libro estremamente femminile (e già questa mi sembra una dimostrazione della grande bravura di Coe), ricco di sontuose descrizioni che, secondo me, aggiungono tantissimo ad una storia che si sviluppa pian piano, attraverso 20 fotografie sempre più sorprendenti. Anche l'approfondimento psicologico è finissimo, proprio di un maestro secondo me indiscusso della letteratura contemporanea. SEMPRE GRANDISSIMO COE!!!

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    Francesca G.

    02/05/2015 11.44.04

    Un libro inutile, dal lessico stancante e noioso e dal finale inutilmente tragico e per giunta mal costruito, che pare ideato solo per "giustificare" la pedante chiosa finale. Sconsigliatissimo. Peccato. "La casa del sonno" era eccellente.

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    marina

    23/02/2015 13.38.38

    La grandezza del romanzo sta nella capacità dello scrittore di far sentire tutta la sensibilità di un mondo al femminile ricco di colori e di poesia ma anche di invidie, rancori e incomprensioni. Un mondo fatto di incomunicabilità ed inevitabilità ma anche di profonde emozioni che ben si esprimono nella musica di Canteloube e nei colori dei paesaggi dello Shropshire e dell'Alvernia. Di quante cose può parlarci una fotografia, l'importante è saperle cogliere e ovviamente raccontare.

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    rossano garibotti

    05/11/2014 23.07.23

    E' un Coe che vale poco, questo di 'La pioggia prima che cada', a differenza di diversi altri suoi romanzi. L'idea è originale, ma la traduzione in narrativa non risulta efficace e finisce per essere poco coinvolgente. Direi che lo si legge, e basta; senza sussulti si procede e, con scarsa emozione, si arriva alla fine. Un romanzo per me di serie B di un autore decisamente bravo.

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    riki

    02/05/2014 12.33.48

    Mi aspettavo di più da questo libro, sia per il titolo che per il riassunto. Ho visto commenti positivi, sicuramente bella l'idea di descrivere una vita partendo dalle foto, possono avere significati più profondi di quanto possiamo immaginare. Però questo brillante spunto non è stato ben sfruttato, rendendo il libro estremamente lento. Altra cosa che mi ha reso difficile terminarlo, la drammaticità che ha coinvolto tutti i personaggi, a nessuno è stata risparmiata l'infelicità. Vero è che la vita è dura, ma mi aspettavo che almeno una delle donne coinvolte avesse un briciolo di risvolto positivo. Può essere che non abbia colto l'essenza del libro e di questo mi spiace, la mia è solo una modesta opinione.

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    francesca

    30/04/2014 20.13.27

    Ne ho letti tanti di libri, veramente. Dai classici alle cose meno comuni. E credo che questo libro abbia una poesia intrinseca unica e indimenticabile. Difficile da spiegare, bisogna leggerlo.

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    Lucy

    12/09/2013 09.28.33

    la struttura narrativa è originale, ma è una promessa non mantenuta, per colpa di uno stile a volte pesante nelle descrizioni e dispersivo.Molti risvolti della storia vengono lasciati senza soluzione, compresi i caratteri delle ( troppe) protagoniste, alcune delle quali diventano spesso autrici di azioni incomprensibili per il mancato approfondimento psicologico. Dovessi giudicare Coe solo da questo libro, non comprerei altro scritto da lui.

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    ratio2

    31/08/2013 17.03.10

    Un libro molto bello, ben costruito, inoltre originale fino quasi alla conclusione. Il lettore viene agganciato gradualmente ma abbastanza rapidamente. La soddisfazione nella lettura è davvero grande. Non di rado succede però a Coe di affidarsi a finali non all'altezza del resto della narrazione. In questo caso l'originalità complessiva del libro viene tradita da un meccanismo conclusivo tanto elaborato e completo quanto poco originale. A molti lettori non sembrerà così probabilmente, ma a me ha dato un senso di almeno parziale delusione. Comunque un libro di qualità in grado di lasciare qualcosa, sicuramente. Sono contento di averlo letto.

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    niki

    31/08/2013 09.35.54

    Resto sempre piacevolmente sorpresa quando un uomo riesce a scrivere di donne con pari sensibilità ... e, in questo romanzo, tutto ruota intorno a figure femminili, madri e figlie, soprattutto. La scrittura è 'nelle mie corde': minuziosa e descrittiva, con un tocco di poetico. Lo stile è EVOCATIVO, tocca il cuore più che l'intelletto, permettendo di cogliere stati d'animo, emozioni, sensazioni e riflessioni che appartengono al percorso di vita di ognuno di noi. Non c'è tragedia né intento morale, non c'è giudizio né spettacolarizzazione, solo racconto, delicato e suggestivo anche nei momenti più crudi. L'unico aspetto negativo è l'essere un po' scontato nell'evoluzione, tuttavia è un libro che mi sento di consigliare per qualche ora gradevole ma solo a lettori che amano una scrittura 'piena'.

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    valentina

    17/02/2013 19.29.14

    bellissimo! molto delicato e toccante

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    Jex

    14/03/2011 12.09.23

    Lontano dal classico stile "Coe" che caratterizza i suoi romanzi, ma delicato nello sviluppo della storia e apprezzabile per i temi trattati senza risultare noioso o pesante.

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    Alessandra

    14/03/2011 11.12.59

    Un romanzo commovente che mi ha strappato addirittura qualche lacrima, assolutamente non prevedibile all'inizio della lettura e per questo ancora più apprezzabile.

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    Lina

    16/09/2010 16.55.23

    Un bel libro, non c'è che dire... non è, forse, un capolavoro, ma tutto sommato un libro che consiglierei. Un libro che parla di problematiche femminili, quali l'omosessualità e l'adozione, il rapporto (in questo caso) malato tra madre e figlia, le incomprensioni, la violenza... Uno spaccato di storia... Un pò lento, a mio avviso, nella parte centrale, poi invece da leggere tutto d'un fiato. La figura più anomala del racconto è forse proprio 'zia' rosamunde, poco protagonista dei suoi racconti, figura presente ma al margine di tutta la storia... Un personaggio caratteristico.

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    mary

    04/03/2010 20.33.06

    Ho letto molti libri di Coe ed è sempre un piacere!!!Certo questo si allontana molto da quelli che fino ad ora ho letto, ma mi è piaciuto molto. Il lettore ascolta insieme a Gill la voce di zia Rosamond e vede con i suoi occhi le foto che lei descrive. Mi è piaciuto: bell la storia raccontata. Per me Coe è una garanzia!!!

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    Ilydily

    04/01/2010 15.19.46

    Ho difficoltà a esprimermi su questo libro perché se da un lato reputo l’idea di fondo, descrivere una vita intera ad una persona cieca attraverso 20 foto, entusiasmante e geniale dall’altro la realizzazione è troppo spesso un po’ lenta, dispersiva e noiosa. Mi sembra anche esageratamente melodrammatico, sembra che l’unica persona normale sia la protagonista e invece le altre 3 donne, intorno alla quale ruota la vicenda, o sono estremamente sfortunate, o malvagie o entrambe le cose… Non è comunque un brutto libro, si fa leggere e complessivamente emoziona, è solo che dalle premesse mi aspettavo qualcosa di più.

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    Daniel

    03/09/2009 12.28.59

    complimenti alla casa editrice per la scelta di pubblicare un nuovo racconto di omogenitorialità, dopo L'INTRUSO di BRETT SHAPIRO negli anni novanta, ma ora in chiave lesbica; detto questo però è un romanzo tipicamente inglese: noioso, insipido e monotono. Ho assistito alla presentazione del testo da parte dell'autore a Pescara davanti alla libreria Feltrinelli e pensavo a qualcosa di simile a ciò che ha attratto nei precedenti romanzi. Di nuovo, però, non è stato sicuramente così. Originale certo lo stile di raccontare qualcosa attraverso delle fotografie dandogli un taglio quasi da giallo moderno, ma l'essere troppo descrittivi non è positivo. La letteratura necessariamente deve trasmettere emozioni diverse dalla fotografia, dalla pittura e dal cinema. Questo romanzo nel tentare di seguire queste arti perde molto nel potenziale espressivo. In una Italia densa di atti omofobi, resta comunque un romanzo necessario.Bravo Coe!

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    Alda

    30/04/2009 23.36.14

    Non mi ha lasciato niente, l'ho letto qualche mese fa e l'ho totalmente dimenticato. Inutile.

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