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Francesca Melandri

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2012
Pagine: 234 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817055956

Recensioni dei clienti

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    lorena

    13/05/2015 14.31.18

    Meriterebbe un voto più alto questo bellissimo romanzo di Francesca Melandri. La storia è raccontata in modo delicato e, nonostante l'ambientazione e il difficile periodo storico, in ogni pagina tocca l'anima del lettore e lo coinvolge a tal punto da sentire nelle narici i profumi del Mediterraneo. Consigliato.

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    b63

    30/10/2013 11.19.39

    Meraviglioso libro, tenero e doloroso allo stesso tempo. Ma la cosa che più mi ha coinvolto è la descrizione dell'Isola dell'Asinara: ci sono stata qualche hanno fa visitandone il carcere e la Melandri mi ha fatto rivivere attimo dopo attimo le profonde sensazioni che ho vissuto quando ho visitato questa incredibile isola "d'altri tempi". Grazie Francesca!

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    ferruccio

    20/07/2013 09.10.49

    Fine degli anni '70 in un carcere di massima sicurezza ubicato su una piccola isola del nostro mar Mediterraneo; due storie parallele che riescono, per una mera casualità, ad avere molti punti di contatto e comprensione reciproca; la narrazione vuole enfatizzare ciò che spesso passa in secondo piano e, anche, del tutto dimenticato: cioè il disagio profondo che colpisce sia coloro che sono addetti alla sorveglianza, sia i familiari dei detenuti. Un disagio nascosto che conduce, spesso, alla disperazione e al mal di vivere. Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, un lessico facile e coinvolgente, una scrittrice che è una scoperta.

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    MariGio

    09/07/2013 10.09.46

    Mi è piaciuto questo libro. Era parecchio che non trovavo un autore italiano che mi prendesse in questo modo. Mi è venuta anche la voglia di andare a visitare l'isola dell'Asinara. Vorrei trovarne altri così: con un pò di suspance, un pò di storia ed una parte di geografia italiana. Brava!

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    Valentina

    29/03/2013 07.27.22

    Libro divorato in meno di una giornata (e ho poco tempo per leggere). Intenso, evocante e coinvolgente. Bravissima Francesca Melandri.

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    Eugenio Bianchi

    13/03/2013 22.00.12

    Ho molto apprezzato "Eva dorme" e questo racconto non ha deluso le mie aspettative. Non è così "corposo" come l'altro ma la Melandri ha una straordinaria capacità di farti vivere i sentimenti dei protagonisti come se tu fossi nelle loro menti e nei loro corpi. Una lettura davvero consigliabile.

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    VIRGINIO

    07/02/2013 13.48.53

    Bel romanzo, molto più leggero e scorrevole di "Eva Dorme". E' un quadretto di sentimenti, nuda realtà, dolori umani che ti prendono in maniera forte. Lo consiglio.

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    Patrizia

    03/01/2013 00.25.35

    Mi è piaciuto davvero tanto, Particolare il punto di vista scelto, belle le persone che funzionano da protagonisti, descrizione del paesaggio che invoglia ad andarci. E poi considero anche la lunghezza: non è troppo lungo come il romanzo precedente di quest'autrice. Lo si legge bene. Ho apprezzato il garbo con cui è stata condotta la traccia, l'attenzione ai sentimenti di tutti i personaggi ed in ciò vedo una maturazione della scrittrice rispetto al romanzo precedente. Mi ha tenuto buona compagnia.

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    Roby74

    23/11/2012 13.21.09

    Letto vorticosamente e con interesse: "Più in alto del mare", di Francesca Melandri (finalista al Premio Campiello 2012), ambientato negli anni '70. Un libro che fa riflettere, inimista, che tratta temi non semplici con maestria e sensibilità, tramite una scrittura evocativa, ma allo stesso tempo realistica. Una forte mareggiata ed un incidente impediscono il rientro verso il continente di due visitatori al carcere speciale di un Isola, (forse l'Asinara): Luisa, contadina di un piccolo borgo dell'Italia centrale che va a trovare il marito detenuto da molti anni; Paolo, un ex professore di liceo, che solo di rado ha il permesso di vedere il figlio brigatista. Probabilmente la Melandri non rivela il nome dei luoghi proprio perché la storia possa assumere un valore universale. "Più in alto del mare" è un romanzo sulla dignità del dolore, sulla solitudine, sulla compassione e sull'elaborazione di un trauma. Si tratta di un piccolo viaggio intimo e raffinato, all'interno dell'animo umano. La caratterizzazione dei personaggi, davvero convincente, attenta e non superficiale, è uno dei punti di forza dell'intera narrazione. Probabilmente si tratta dell'aspetto più riuscito di questo romanzo, assieme al confronto del padre con il figlio terrorista, non pentito dei propri deliri, rimasto vittima della vertigine ideologica e dell'abisso della violenza...

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    dani70

    07/11/2012 20.33.20

    Bellissimo! Concordo con i giudizi precedenti, questo romanzo è carico di sensibilità e di emozioni. L'ho letto, riletto e sottolineato in tanti punti per poterlo sfogliare e ricordare. Spero che riesca a vincere il Premio Campiello 2012!

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    Giusy

    02/10/2012 22.21.22

    Bella la scrittura, quasi dolce. Risalta in maniera prorompente proprio perché in contrapposizione con la trama : la ferocia della vita nelle carceri. I colori del mare e dell'isola sono vividi, la luce acceca. Il sentimento tra i due visitatori (lei ha il marito e lui il figlio in carcere di massima sicurezza) cresce e si forma in 24 ore. Diventa forte e passa attraverso le pagine.

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    Raffaele

    22/09/2012 12.25.07

    Francesca Melandri è bravissima e questo romanzo è bellissimo, scritto in modo perfetto. Una parola, una frase o un concetto in più sarebbe stato troppo, uno in meno, poco. Il sentimento tra i due protagonisti è descritto allo stesso tempo profondamente e semplicemente, mi ha emozionato e lasciato una sensazione di benessere difficile da spiegare. Complimenti all'Autrice che merita pienamente i riconoscimenti avuti.

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    Massimo Mazza

    19/09/2012 13.18.56

    Concordo con tutte le recensioni che precedono la mia. Un bel libro che mi fa tornare agli anni di piombo '70/'80 e che soprattutto mi fa conoscere una Melandri "più profonda dell'abisso" (se possibile !) nell'introspezione psicologica dei personaggi e nell'indagine dei rapporti interpersonali, entrambe asciutte nella prosa, ma che lasciano il segno, cioè ti fanno riflettere anche il giorno dopo. Penna fertile quella della Melandri che affila le... armi nel finale, veramente inatteso, visto l'iniziale congiungimento dei due protagonisti, bell'esempio di solitudine vissuta con dignità e premiata, seppur in piccola parte, dal trascorrere del tempo.

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    Paolo

    03/09/2012 23.26.39

    Secondo posto al Campiello meritatissimo. Oltre alla scioltezza del linguaggio, immediato e diretto, ho apprezzato la capacita' di affrontare in profondità temi difficili e troppo spesso trascurati. Un romanzo-verità che fa riflettere e commuovere, che non giudica ma cerca le ragioni nascoste che raramente vengono a galla.

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    Lorso57

    01/09/2012 22.04.24

    Questo libro e' stato per me una graditissima ed inaspettata sorpresa. Si direbbe scritto sottovoce con notevole maestria e narra la storia di due solitudini che si incontrano, si confidano, si capiscono e trovano in questo la forza di ricominciare a vivere con rinnovata speranza. Testo profumato e delicato, di quella delicatezza che non scompare rapidamente, ma che ti pervade e ti resta dentro. Emozionante.

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    Oriana

    16/07/2012 17.44.07

    Bel libro, una storia ben narrata, toccante e scritta in modo delicato. Bello anche il finale, non scontato.

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    ant

    27/06/2012 07.53.34

    Libro ambientato nel 1979 e che ha come protagonisti alcuni familiari di terroristi detenuti in un carcere di massima sicurezza. Il 1979, ricordiamo per chi non ha vissuto quegli anni, è considerato il cuore buio di quel periodo, subito dopo il rapimento e l'uccisione di Moro e prima della strage di Bologna,Ustica etc Mi hanno molto colpito di questo libro le pagine in cui la scrittrice sa far risaltare mirabilmente le caratterizzazioni psicologiche dei personaggi principali: 1) L'Isola sempre scritta in maiuscolo, l'autrice non dice mai esplicitamente che si tratta dell'Asinara, cmq il carcere di massima di sicurezza è quello. Il contrasto tra la bellezza della natura, gli asinelli, i profumi e i paesaggi con la storia triste del luogo arriva prepotentemente al lettore 2)Paolo un prof di filosofia al liceo, dilaniato interiormente dal fatto di aver un figlio in carcere accusato di delitti orrendi 3)Luisa contadina semplice e laboriosa che con 5 figli da crescere si macera l'animo nel pensare alle vicissitudini relative al marito 4)Il secondino Pierfrancesco cupo, taciturno apparentemente ostile e torvo che nasconde alla moglie tutte le cose che avvengono all'interno del carcere. Una burrasca improvvisa fa sì che la nave con Luisa e Paolo a bordo debba restare un'altra notte all'Isola, ed è in questo frangente che i personaggi principali del libro si aprono a livello confidenziale e vien fuori un gradevole spaccato di digressioni intimistiche, psicologiche e personali che porterà poi ognuno di loro ad affrontare tante situazioni della vita in maniera diversa. Bello e interessante

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    Laura

    21/06/2012 14.13.45

    Una storia bella e ben raccontata, dal sapore amaro e pervasa di tristezza, che mi ha emozionato e commosso come non succedeva da tempo con un libro.

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    Claudio S.

    10/06/2012 11.07.14

    Storia bella e ben narrata. Senza cadere in sdolcinature ma dritta e dignitosa.

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    Margherita

    21/05/2012 11.54.23

    Scrittura delicata ed elegante. Sembra di sentire i profumi dell'Asinara e di provare le sensazioni dei protagonisti. Un bel libro!

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