La più amata - Teresa Ciabatti - copertina

La più amata

Teresa Ciabatti

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Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 marzo 2018
Pagine: 218 p., Brossura
  • EAN: 9788804684473
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"Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l'orgoglio, l'amore del Professore." Il Professore è Lorenzo Ciabatti, primario dell'ospedale di Orbetello. Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata: l'unica a cui il Professore consente di indossare l'anello con lo zaffiro da cui non si separa mai. L'anello
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    lamurgia

    12/06/2020 07:16:34

    Forse perché ho trovato infinite similitudini con la mia storia personale, ho trovato questo libro particolarmente intenso.

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    Alice

    17/05/2020 19:30:10

    Non ci sono mezze misure per Teresa Ciabatti: la odi o la ami. Una scrittrice certamente particolare, singolare, che azzanna le parole e ti mette di fronte a storie tutt'altro che semplici da metabolizzare. Questo libro a me è piaciuto molto, forse uno dei migliori tra quelli della stessa autrice che ho letto, tutti. Uno spaccato amarissimo, una storia nient'affatto facile; figure, le sue, certamente controverse ma che hanno un fondo di realtà e di verità, che non sono facce da romanzo, che riconosci tra i personaggi protagonisti di un'epoca importante per il nostro Paese. Consiglio senza dubbio la lettura di questo romanzo, armandosi di tempo e di pazienza perché non può essere una lettura fatta con superficialità, o poco prima di andare a dormire.

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    valeria71

    17/05/2020 08:22:07

    Un plauso a chi ha scelto la copertina (bellissima foto, da 10 e lode), che rimane il motivo - insieme al titolo - per cui ho scelto il libro. Questa storia familiare non mi ha entusiasmato, certamente si fa leggere ed è scorrevole, la scrittura l’ho trovata un po’ scialba ma alla fine non c’è un personaggio che non mi abbia provocato irritazione. Ma forse lo scopo era proprio questo!

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    Luciana

    06/11/2019 08:18:23

    Molti di noi hanno scritto il diario, mescolando avvenimenti veri a verosimili o a totalmente inventati, ma o abbiamo avuto pudore nel proporlo a un editore o, più probabilmente, nessuno ci ha chiesto di farlo. Purtroppo in questo caso abbiamo avuto la possibilità di guardare questa famiglia, dove non si salva nessuno, ma il farlo non mi ha dato alcuna emozione. Stile scorrevole, si legge in un fiato, ma anche le riviste di gossip sono scorrevoli e si leggono in un fiato.

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    Anna

    01/11/2019 19:29:43

    Anche se la narrazione si interrompe spesso e si utilizzano spesso le stesse frasi, il libro si fa leggere tutto d'un fiato. Si riesce a entrare nel mondo della protagonista che da bambina amatissima precipita nella grande città e diventa un'adolescente con poca autostima. Fa riflettere su quanto il comportamento dei genitori si rifletta sui figli e lasci dei segni per tutta la vita.

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    Anna

    21/09/2019 10:13:00

    Il mio amore per i personaggi patetici, adulti incompiuti (definizione dell’autrice, non mia) si accresce sempre di più e viene attizzato da romanzi come questo. “La più amata” è la storia della famiglia Ciabatti, uno tra i tanti orpelli del successo di Lorenzo Ciabatti, chirurgo prodigio, conosciuto nella provincia di Grosseto come Il Professore (l’umanissimo, il buono, il santo, il re Mida...), padre e marito, che gestisce una struttura ospedaliera modernissima eppure nasconde un segreto, rappresentato dal suo anello d’oro e zaffiro. È un membro della Massoneria. Posso immaginare come, all’epoca, questo libro debba aver causato scalpore, quanto debba essere sembrato al passo coi tempi. Il passato nebuloso e traumatico di Teresa Ciabatti (traumatico nella lente dell’adulta che acquista nuova consapevolezza e scopre cose che non immaginava dell’infanzia che ha vissuto) è il passato nebuloso e traumatico dell’Italia. E noi italiani non ne parliamo con tanta facilità, non siamo bravi a fare i conti con i traumi. Questa è una storia incompleta. Perché non ci sono certe, definitive risposte. Non c’è una crescita costante e ordinata in Teresa Ciabatti, è un divenire. È un libro che documenta il disvelamento di un trauma. Chi era Lorenzo Ciabatti? La risposta che ne può dare l’autrice è quella di una bambina più che viziata, convinta che tutto il mondo possa appartenerle, e che di questo debba essere grata al suo papà, il suo splendido papà che la adora eppure non riesce nemmeno a darle un abbraccio. Storie così non posso fare a meno di divorarmele. Perché per generazione e possibilità di autoaffermazione, i miei coetanei ed io non siamo tanto più equilibrati e maturi di Teresa Ciabatti.

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    n.d.

    02/07/2019 16:44:01

    Una lettura coinvolgente, uno stile rapido e brillante

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    cristina

    01/12/2018 15:02:40

    Romanzo sorprendente, ironico e autoironico, quasi cinico. Viene da chiedersi come abbiano reagito i discendenti e gli amici dei Ciabatti, ma forse davvero si sono estinti tutti ed è rimasta solo Teresa. Scrittura fluida. Sicuramente leggerò altro di questa autrice per scoprire se oltre all'autobiografismo c'è di più.

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    Centobook

    18/09/2018 13:16:31

    La più amata è il racconto sentito e accorato che Teresa Ciabatti offre al lettore alla ricerca dell’identità del proprio padre, Lorenzo Ciabatti, chiamato da tutti Il Professore. La narrazione non si risparmia, diventa nella sua evoluzione ossessiva, esagerata, spasmodica, ma per tutti questi motivi anche vera. Senza finzioni. Teresa si racconta senza filtri e ci parla delle sue pretese, ma anche del rapporto familiare, sia con la madre – che sembra si sia annullata dopo aver incontrato Il Professore – sia con il padre. Quest’ansia spasmodica nella ricerca dell’identità e dei rapporti segreti (oltre che dei conti bancari fittizi) di Ciabatti padre diventerà la domanda ricorrente anche di Francesca Fabiani, moglie devota, moglie gentile, moglie riconoscente: "Voglio sapere chi è mio marito: nato a Grosseto il 4 agosto 1928, primario dell’ospedale di Orbetello, residente in via dei Mille 37, voglio sapere chi è davvero Lorenzo Ciabatti, chiede Francesca Fabiani a Tom Ponzi. Un milione di lire anticipato. Gli altri alla fine". Alla fine della lettura ne esce un ritratto tutto italiano di una famiglia, con tutti i suoi difetti, le sue ipocondrie, le sue fragilità raccontata con uno stile unico, vivo, e anche – perché non si può non dirlo – infinitamente pieno di sé: "Chi è migliore? Colui che sopravvive al dolore, e io lo sono, io sono qui, sopravvissuta al buio del passato (era così buio?), al gorgo di un’infanzia infelice (ma poi: era così infelice? Sii onesta, Teresa Ciabatti…). Io sono una sopravvissuta, e voi no".

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    Carol

    06/09/2018 14:56:05

    Non capisco il clamore e la curiosità nati intorno a questo libro? Sembra che la parola autobiografia scateni il voyeurismo al punto da spingere in libreria anche in chi in genere non legge nemmeno un libro l'anno. A parte lo stile di scrittura (scialbo, se la cava meglio con gli articoli che pubblica sul Corriere), è proprio la storia che non funziona: sembra una seduta psicanalitica di un paziente frustrato che guarda il suo ombelico e non fa che ripetere che lui è così per colpa dei suoi genitori, mentre l'analista, non visto, alza gli occhi al cielo o peggio ancora sonnecchia. Perché la Ciabatti (e il suo editore) pensa che alla gente possa interessare la sua storia? O quella di suo padre, al punto da farci un libro? Non capisco poi se il fatto di essersi messa così a nudo (e il più delle volte essersi resa ridicola) sia frutto di onestà e coraggio o piuttosto di totale mancanza di consapevolezza e percezione di sé. I personaggi sono tutti odiosi: nella prima parte il padre, nella seconda l'autrice, nella terza la madre e qua e là il fratello, nelle sue brevi e inutili comparse. Insomma, io spero che almeno alla Ciabatti questo libro sia servito per capire chi è e perché è così da adulta (almeno questo era il motivo per cui lo ha scritto, come lei stessa spiega all'interno), ma sopratutto per diventare adulta (cresci, Teresa, cresci!), perché ancora troppo forte è la voce di quella che è stata una bambina vanitosa e capricciosa e un'adolescente rabbiosa e complessata. A me lettrice è servito solo a farmi annoiare molto. Il mio istinto mi aveva tenuto finora lontano da questo libro, ma alla fine l'ho letto per farmi un'idea mia, oltre le critiche e i plausi degli altri. Se poi il vostro istinto vi dice di non leggerlo proprio, ascoltatelo.

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    FabrizioF.

    07/06/2018 08:13:01

    Finalista al premio Strega 2017, questo romanzo racconta la famiglia Ciabatti: padre, madre, due figli gemelli. Il padre è un famoso chirurgo a Orbetello, dove la famiglia vive. Anche la madre è medico, ma rinuncerà alla professione per la famiglia. La voce narrante è quella della figlia Teresa, che oltre a raccontare un'infanzia e un'adolescenza ricche (ma felici?) è anche alla ricerca della vera identità del padre Lorenzo Ciabatti, stimato da tutti ma circondato anche da personaggi ambigui - politici, imprenditori - che gli fanno corte e dispensano onori. Teresa ha un rapporto controverso con quel padre così famoso e ingombrante. Fino ai quarant'anni non smetterà di cercare la vera identità di quel padre ricco che le vuole bene, si, ma che è poco presente. Sembra che quello che conti veramente, per il "professore", sia la quantità di ricchezza accumulata, che ha il suo massimo nella villa enorme e lussuosa, con piscina mega e una decina di bagni - così ognuno ne ha uno per sé- a Porto Ercole. Teresa si sente fortunata ma non sempre è felice. La più ricca fra i bambini della scuola che frequenta, spesso è sottoposta a sgarbi e isolamento. Romanzo la cui lettura è scorrevole e accattivante, divertente ma anche tragico "La più amata" è un libro che si fa leggere e ti incuriosisce fino al finale.

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    ross

    24/04/2018 13:03:09

    E' un brutto libro. Io credo che l'autrice avrebbe potuto cogliere diverse occasioni per risolverlo ma non l'ha fatto, a me è risultato soltanto autoreferenziale e scritto anche maluccio. A tratti noioso. Non lo consiglio

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    Massimo F.

    09/03/2018 11:29:23

    Decisamente deludente. Una storia a metà tra l’autobiografia e uno sfogo di frustrazione di mezza età. Un’analisi introspettiva molto parziale per un progetto narrativo che rimane poco comprensibile (almeno a me). Si salva veramente poco….

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    BARBAZUK

    16/10/2017 09:50:58

    Un libro coraggioso : mettersi a nudo in questo modo sta tra l'impudenza e la follia. Ma non mi è dispiaciuto e non ho notato particolari pecche lessicali. Non ha vinto lo Strega, ma spero che questo libro sia stato un percorso terapeutico di qualche giovamento per l'autrice...

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    Virginio

    28/08/2017 16:58:46

    Non mi e' piaciuto. Stile di scrittura poco scorrevole e alle volte sgrammaticato. Poi mi chiedo se era il caso di sbattere in piazza vicende di famiglia.

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    Michela

    21/08/2017 12:38:41

    Io sono stanca di autori che, con la scusa del personalissimo e originalissimo stile, scrivono così male! Da quando la grammatica e la conoscenza della lingua italiana sono diventate un optional?

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    Dile

    17/08/2017 06:56:25

    Mi dispiace discostarmi da tutti i pareri positivi ma a me non è piaciuto per niente. Libro insulso, scrittura fastidiosa, mah!

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    Donatella

    09/07/2017 18:09:23

    Il romanzo coinvolge sin dalle prime pagine per l'originale taglio narrativo-linguistico e per la narrazione autobiografica diretta e priva di reticenze. Questo elemento diventa poi una sorta di autocompiacimento, che avvolge su sè stessa la vicenda, fino al deludente finale. Non degno del Premio Strega, come poi è accaduto, anche se altri testi discutibili, in qualche edizione, come da copione, lo hanno vinto.

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    Chiara

    09/07/2017 10:32:09

    Non capisco l'accanimento di certe critiche lette sui giornali. E' un libro forte, coraggioso, estremo: non è facile scavare con tanta onestà nel proprio passato, puntare l'indice fino in fondo contro persone amate. lo stile, personalissimo, risulta difficile all'inizio, ma poi diventa attraente proprio come capita con i difetti nelle facce delle persone che ne sono anche la cifra distintiva. Lo consiglio a chi ama leggere di problematiche familiari, di ferite che uno si porta dentro,

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    alessandraromano@virgilio

    03/07/2017 10:50:42

    Leggero, a tratti asfissiante, piuttosto fluido. Pensavo davvero vincesse il premio Strega 2017!

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  • Teresa Ciabatti Cover

    Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. I suoi romanzi sono: Adelmo, torna da me (Einaudi Stile libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), La più amata (Mondadori), Matrigna (Solferino). Collabora con "Il Corriere della Sera" e con "la Lettura". Approfondisci
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