Curatore: E. Golli
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 10 gennaio 2007
Pagine: 163 p., Brossura
  • EAN: 9788845921346
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Descrizione
Questo è il primo scritto di Giorgio Colli, che andrà poi a far parte della sua tesi di laurea. "Un'unica soluzione sembra presentarsi al critico: interpretare Platone storicamente, ossia spiegare queste sue apparenti contraddizioni come successive fasi del suo sviluppo". E in queste pagine già risuona il timbro dell'argomentare di Colli, e si delinea un percorso in cui la ricerca teoretica è inseparabile da quella filologico-storica.

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    argos

    09/05/2009 16:15:43

    Prodigioso che Giorgio Colli a soli 20 anni nel 1937 abbia scoperto il Platone "esoterico",di cui ci offre,Lui solo Giorgio Colli,la chiave ermeneutica della "intrigante" Lettera 7°. Giovanni Reale,che si vanta di avere scoperto il Platone "esoterico",non solo non cita mai le intuizioni geniali di Colli,ma, nel suo "Platone:Alla ricerca della sapienza segreta", dimostra di non avere compreso Platone dopo tutta una vita che lo esamina. Il Platone "segreto" di Reale è un "dialettico",e quindi è agli antipodi del Platone "mistico" di Colli. Il Platone "razionale" di Reale non illumina la "misteriosa" Lettera 7°,laddove il Platone "mistico"di Colli ce ne rivela il significato. Ma Giorgio Colli era un "autentico" Mistico,cosa che non sono i filosofi di professione. Perciò Giorgio Colli resta il più alto pensatore mondiale del 20° Secolo come ho già affermato. argos Sabato,9 Maggio 2009.

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    Davide Bertotti

    25/03/2007 00:19:00

    Libro imperdibile! Che un ragazzo di appena vent'anni avesse già acquisito, all'inizio della preparazione della propria tesi di laurea (peraltro in Filosofia del Diritto con un mostro sacro come Gioiele Solari) una tale preparazione e competenza circa la storia politica greca, e di Platone in particolare, appare a tutt'oggi quasi un miracolo. Eppure Giorgio Colli ci riuscì. Di tutto il tormentatissimo percorso politico di Platone nella sua dimensione storica, Colli non perde neppure un dettaglio, né si nasconde le aporie del pensiero del filosofo ateniese né i drammi scatenanti dal suo mai risolto dualismo tra realtà e idealismo politico. Splendida, tra l'altro, l'illustrazione dell'ambiente pitagorico tarantino governato poi, politicamente, da quel multiforme genio che fu Archita. Ripetiamo: un libro imprescindibile per chiunque studi seriamente la grande storia politica del passato, con il fine di trarre ancora lumi sulla nostra angosciante condizione attuale.

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