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Artisti: Depeche Mode
Supporto: SuperAudio CD ibrido + DVD
Numero dischi: 2
Etichetta: Mute
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2005
  • EAN: 0094634243025
Disponibile anche in altri formati:

€ 8,75

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Disco 1
  • 1 A Pain That I'm Used to
  • 2 John the Revelator
  • 3 Suffer Well
  • 4 The Sinner in me
  • 5 Precious
  • 6 Macro
  • 7 I Want it all
  • 8 Nothing's Impossible
  • 9 Introspectre
  • 10 Damaged People
  • 11 Lilian
  • 12 The Darkest Star

Recensioni dei clienti

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    paolo

    24/05/2006 00.37.43

    Dire che playing the angel sia l'album più bello del 2005 è scontato.è un crescendo di emozioni a partire dalla carica di "A pain that i'm used to" per poi passare alla travolgente "Jonh the revelator",alla emozionante e significativa "Suffer well",alle sonorità ruvide ma pulite nel ritornello di "The sinner in me"fino ad arrivare all'eccezionale e romantica "Precious".Non male ma non eccezionale "Macro",con un Martin Gore in gran spolvero,sopratutto con la delicatissima "Damaged people"(dopo "Home"la più bella canzone interpretata da Martin Gore).Ulteriore romanticità in un'altra canzone scritta da Dave Gahan,oltre "Suffer well"e Nothing's impossible","I want it all"...particolarmente toccante negli ultimi versi della canzone:"Come on over lay down beside me,and i'll try".Molta elettronicità in "Nothing's impossible" ma,a mio parere non eccezionale."Introspectre" è un'intermezzo molto cupo e ripetitivo ma scorrevole e adatto a introdurre "Damaged people".L'album si conlclude con "Lilian",canzone scorrevole e molto orecchiabile,e con "The darkest star"bellissima canzone con un testo molto toccante e significativo che chiude definitivamente uno degli album più belli della carriera dei mitici e in ogni caso indimenticabili Depeche Mode.

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    Alessandro Cosentino

    21/10/2005 18.33.28

    Quanto era atteso il ritorno dei grandi dell'elettro-pop! Soprattutto dopo un disco come "Exciter" che a mio parere ha lasciato molto a desiderare......invece il nuovo "Playing the angel" lascia il solo desiderio di essere riascoltato arrivati alla fine!!! Un ritorno in grande stile per i Depeche Mode,uno stile inconfondibile frutto di anni di esperienza sulla scena mondiale. L'album si apre con "A pain that i am used to" ed ha tutta l'aria di essere già un classico della band,segue "John the revelator" il brano con le più forti influenze anni '80 dell'album (certo non nei suoni ultramoderni...). "The sinner in me" arriva silenziosa e si insinua fra le casse dello stereo come un serpente a sonagli:una nota particolare merita la parte centrale del brano,dove un gioco di suoni quasi immateriali sembra portare la mente dell'ascoltatore in un mondo sospeso per aria. "Precious" non poteva che essere il primo singolo dell'album,un brano che ricorda molto i Depeche di "Violator" ed in particolare dello stra-famoso singolone "Enjoy the silence"."Macro" è un brano affascinante con un ritornello dalla spiazzante bellezza e come "Damaged people" è cantata da Martin L.Gore. Per la prima volta vengono inseriti in un album dei Depeche composizioni di Dave Gahan,tutti brani molto intensi ed in particolare l'emozionante "I want it all"(splendido il coro nel finale) sullo stile di "Paper monsters",il lavoro solista di qualche anno fa del cantante. Chiude l'album "The darkest star" una tra le tracce più oscure e sinuose dell'album. I testi come al solito molto profondi riflettono sulla condizione umana invitando l'ascoltatore ad una lunga introspezione. Non resta che aspettarli in Italia per il loro tour mondiale!!!

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    Lorenzo

    18/10/2005 11.53.17

    Le parole giuste per identificare questo album sono FRESCO e VIBRANTE. Decisamente avanti rispetto al deludente EXCITER sembra quasi un ritorno all'inizio dei 90 ma in chiave moderna. Sono pezzi di qualità, con un filo conduttore univoco. Tra tutte si distinguono "suffer well" e "nothing's impossible". Proprio suffer well potrebbe tranquillamente essere un nuovo singolo. Questo è proprio un album da DEPECHE MODE! ottimo.

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    Daniele

    17/10/2005 13.37.44

    C'erano grandi attese per questo disco e i Depeche non le hanno disattese.Fin dal singolo di lancio Precious si nota che il gruppo di Basildon ha voluto confermare il proprio marchio di fabbrica, cioè l'uso magistrale dei sintetizzatori e dell'elettronica;il richiamo con Violator(1990,tanto per capirci l'album di Enjoy The Silence e Personal Jesus)è quasi d'obbligo,ma playing The Angel è un album fuori dal tempo e difficilmente può essere accostato ad un altro album dei Depeche,Quest'album è una summa dei quasi 25 anni di carriera del gruppo.Si passa dai riff accattivanti di sintetizzatori anni 80,dalle atmosfere cupe e dark di Black Celebration(1986) e seguenti,fino alle chitarre di Songs Of Faith And Devotion(1993).Il disco si apre con "A pain that i'm used to",un brano potente con un ritornello accattivante che mescola i suoni elettronici più freddi tipici di Exciter ai più suadenti suoni di chitarra.La seconda traccia "john the revelator" è un capolavoro di suoni,musica,voce(fantastica l'aggressività di Gahan)il tutto in un'atmosfera graffiante abbastanza inedita per i Depeche.Suffer Well primo brano firmato Gahan nella storia dei Depeche è un ottimo brano che racchiude l'anima dei Depeche anni 80 ma con un occhio sempre rivolto al presente.The sinner in me è un brano cupo e tetro con un intermezzo sperimentale a dir poco originale in cui chitarra e rumori si mescolano.Precious sembra una canzone tratta da Violator e racchiude in se la fine di una storia d'amore.Anche qua si può notare la duttilità della voce di Gahan che risulta suadente e malinconica come non mai.Macro e Damaged people sono due ottime ballate firmate Gore,la prima ha suoni molto originali e si apre in un ritornello cupo ed introspettivo con a voce di Gahan a sostegno.Lilian è un altro capolavoro da aggiungere alla lista e Nothing's impossible è una canzone dark ma con l'idea della speranza.The darkest star e I want it all sono la parte più debole di un album che comunque nel complesso risulta essere uno dei più bei dischi della band.

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