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Luca Sofri

Collana: 24/7
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XXVIII-587 p. , Brossura
  • EAN: 9788817020923

Recensioni dei clienti

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    grif

    23/01/2009 10.33.58

    Utile compendio per chi non ha una grande cultura musicale e vorrebbe porvi rimedio. Sofri scrive con una piacevole vena umoristica e sceglie dei brani con cui si può essere più o meno d'accordo, è inevitabile. Un refuso: nella mia edizione Frank Zappa non è mai morto, magari fosse così...

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    andrea

    08/07/2008 15.16.21

    Non sono d'accordo con matteo. Tanto che il giudizio che ne ha dato potrebbe essere paradossalmente contrastante con quanto affermato circa le playlist e i commenti dell'autore Sofri. Io ho comprato la prima edizione e mi è piaciuta abbastanza. Ho capito che è parziale proprio per tutte le ragione descritte da Matteo: quella è la SUA personale Playlist, è parziale perchè evoca suoi ricordi (forse leggermente compiacente quando descrive gli anni '80 e i gruppi legati alla sua adolescenza). Ma proprio questo rende speciale la pubblicazione. Le playlists sono personali, parziali, dettate dalle emozioni e i ricordi. Altrimenti se dovessimo guardare a "31 songs" di Nick Hornby dovremo pensarla alla stessa maniera: parziale, inutile, inconcludente. Quando è uscita questa edizione ho sollevato anche io alcune perplessità discutendone con l'autore in persona via mail. Non capivo il senso di una ri-edizione a prezzo pressochè identico. Ma sui contenuti del libro non discuto.

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    matteo

    18/04/2008 17.07.15

    Sostiene Lucio Angelini che in Italia si pubblichino solo "classici e pu**ana*e". Sarà vero? Io per parte mia mi limito a notare che, ad occhio e croce, Playlist non è un classico. La nuova edizione (che mi capita ora sotto mano) è ampliata rispetto alla precedente, ma i motivi per comprarla o non comprarla rimangono gli stessi della vecchia (che acquistai). Dal mio punto di vista questa edizione è peggiore proprio per il fatto che enfatizza il più grande difetto della precedente (venduto come pregio), e cioè l'approccio quantitativo. 3000 canzoni da quattro minuti ci stanno in almeno 12 GB e si ascoltano in 200 ore (oltre 8 giorni ininterrotti), e trattandole in 600 pagine si prendono in media 8 righe l'una. Si dice che non sia enciclopedismo. Allora deve trattarsi di superficialità. Ah, le cose inutili che si ricordano! A distanza di un anno dalla prima lettura provo fastidio per il fatto che ad alcune canzoni che apprezzo sia rimasta appiccicata l'anedottica insignificante di cui è intriso questo libro: le ragioni per apprezzare la musica stanno nella musica stessa, o tuttalpiù in ricordi personali (propri, non di Luca Sofri). Un canone di canzoni che si saldino ad emozioni personali o collettive non dovrebbe contare più di un centinaio di pezzi. Quelli ascoltabili in un sabato trascorso tra amici ad ascoltare dischi, pressappoco. Un'unità di misura umana, non tecnologica. Questo per smontare il pretesto ("la musica è cambiata"): l'ipod è utile per non essere costretti a scegliere quali CD portare con sé in viaggio, ma non può essere una scusa per abolire ogni scelta. Sennò si sospetta una carenza di personalità. Un commento sulla scrittura? La prosa è di quelle buone per separare un'inserzione dall'altra nelle riviste patinate. C'è a chi piace (davvero?). Val la pena ricordare che la curiosità musicale può essere appagata gratuitamente in rete, su siti con pretese enciclopediche oppure redatti secondo criteri personali (toh! C'è chi per dirti che musica ascolta non si fa neanche pagare).

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